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Avatar, il kolossal antimilitarista

Al botteghino record d'incassi, a un passo dall'altro mega film di James Cameron 'Titanic'

11 gennaio, 13:35
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Avatar, il kolossal antimilitarista

ROMA - 'Avatar' vola al box office e guarda sempre più da vicino a 'Titanic', il film che ha incassato di più da sempre (esattamente 1,842,879,955 dollari e 11 Oscar all'attivo).

E' insomma ormai una sfida di James Cameron con se stesso: il regista che ha firmato entrambi i film potrebbe infatti vedere il sorpasso di quest'ultimo suo lavoro sul film del 1997 specie, come si dice negli ambienti di Hollywood, ci sarà la giusta incetta di Oscar il 7 marzo.

Il kolossal di fantascienza per ora è attestato saldamente al secondo posto con 1,131,752,464 miliardi di dollari e supera così nella sua corsa anche 'Il signore degli anelli, il Ritorno del Re' (2003) che aveva ottenuto a 1,12 miliardi. Per il film, che uscirà nelle sale italiane dal 15 gennaio in 800 copie distribuite dalla Fox, il sorpasso non è così impossibile, anche se un primato su 'Titanic', 'Avatar' ce l'ha già, quello di essere il film più costoso della storia del cinema: Si parla di 400 milioni di dollari contro i 200 di 'Titanic'. 

AVATAR, KOLOSSAL ANTIMILITARISTA E NEW AGE
(di Francesco Gallo)
Intanto ad 'Avatar' questa volta gli alieni siamo noi. Uno strano originale effetto che però dura poco. Perché in questo mega-film di James Cameron che guarda alla cultura new age, all'animismo delle religioni primitive, alla natura come la vedevano i romantici, infine gli umani escono fuori per quello che sono sempre stati. Ovvero, tranne qualche rara eccezione, cattivi e spietati specie quando si tratta di sfruttare, di fare profitto. Un po' tutta qui la storia che racconta Cameron che forse, avendo mancato l'appuntamento con lo spazio (era candidato a partire come astronauta per la Soyuz prima che l'11 settembre sconvolgesse tutto), ha voluto ricreare l'approdo a un mondo lontano dalla terra dove tutto è simile e diverso. Infatti, il vero protagonista del film più costoso della storia del cinema applaudito stamani alla prima stampa romana è alla fine Pandora, vale a dire il pianeta dove gli umani sono approdati per sfruttare le miniere di un prezioso minerale. Forte di una tecnologia straordinaria il regista di 'Titanic' ha ricreato, senza risparmiarsi e risparmiare, interamente un mondo. Alberi alti 800 metri, uccelli simil-draghi, insetti spaventosi, fauna ipercolorata ed enorme e anche montagne sospese che ricordano quelle dipinte di Magritte. E altro vero miracolo di Avatar la rappresentazione di questo popolo, i Nàvi, che mette al centro di tutto una natura con la quale comunica in grande armonia. Alti oltre tre metri, di colore azzurro con striature tigrate, i Nàvi sono in tutto e per tutto credibili e hanno anche una loro lingua (creata da zero da Cameron con il linguista Paul P. Frommer). E sono proprio i Nàvi forse la vera sfida tecnologica di questo fantasy-kolossal che ha l'ambizione di essere un punto di svolta nel cinema. Grazie alla 'perforamce capture' i personaggi realizzati in Avatar con la computer grafica sono infatti interpretati da attori veri che danno espressione e movenze a corpi virtuali di fattezze diverse, ma tutto alla fine sembra iper-vero. Si entra nel mondo fantastico di Pandora attraverso gli occhi di Jake Sully (Sam Worthington), ex Marine costretto a vivere sulla sedia a rotelle, che viene reclutato per viaggiare fino all'avamposto umano di questo pianeta dove alcune società stanno estraendo un raro minerale strategico per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Jake farà parte del cosiddetto programma Avatar, attraverso il quale 'piloti' umani collegano la loro coscienza a un corpo organico controllato a distanza. Jake insomma approderà sul pianeta di Pandora nel corpo di un Nàvi, un corpo, tra l'altro, che darà all'ex marine l'ebbrezza dell'uso delle gambe. Qui Jake si infiltrerà tra i nativi che sono ormai diventati l'ostacolo maggiore per l'estrazione del minerale. Ma una bellissima donna Nàvi, Neytiri (Zoe Saldana), che lo aiuta ad ambientarsi nel pianeta e a farlo diventare un vero indigeno, cambierà tutto il suo destino fino alla rivolta finale di Jake verso la sua stessa razza. Nel cast del film anche Sigourney Weaver nel ruolo di Grace, un'illuminata scienziata, e Stephen Lang nel ruolo del più stereotipato e sanguinario colonnello dei marines.

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