Rai, arriva il 'citizen journalism'
Iniziativa di Giovanni Minoli, contenuti prima su web e poi in video
18 novembre, 15:09
ROMA - Sulla Rai arrivano i citizen journalist, cittadini che con telefonino, telecamerina o video si dedicano al giornalismo partecipativo, un fenomeno che ha già cambiato la professione, basta pensare alle immagini recenti delle proteste represse violentemente a Teheran contro le elezioni bluff piuttosto che quelle delle terrificanti onde dello tsunami.
Il cosiddetto user generated content, ossia il video realizzato dagli stessi utenti, è alla base del boom di YouTube per citare il luogo più famoso della rete. Ad intercettare la tendenza ormai quasi decennale ci pensa Rai Educational con il progetto Citizen Report, presentato stamattina alla Rai da Giovanni Minoli e dalla conduttrice Federica Cellini. Sulla piattaforma www.citizenreport.rai.it chiunque potrà improvvisarsi cittadino-giornalista della grande repubblica del web, a gennaio poi comincerà, negli orari notturni della rete Rai, il programma tv, il primo a portare questo tipo di giornalismo sul servizio pubblico. Il pallino delle nuove tecnologie e dei nuovi linguaggi, Minoli c'é da dire l'ha sempre avuto: per citare un solo esempio Report che si chiamava inizialmente Professione Report e dava spazio alle inchieste di free lance, talmente bravi che alcuni di loro ancora oggi sono nella redazione del programma di Milena Gabanelli. "Più attivi e consapevoli, gli utenti realizzatori di video sono anche cittadini migliori", ha detto Giovanni Minoli, convinto che tra i citizen report si potrà scovare qualche nuovo talento. "L'onestà intellettuale va al di là delle piattaforme, qualità e responsabilità sono il primo filtro, ma la regola vale non solo i giornalisti 'improvvisati' - aggiunge - questo progetto certamente allarga le possibilità di quote di paese reale nella programmazione della Rai". I temi sono liberi, gli spunti - dal lavoro precario alla crisi, dalla religione alla famiglia - sono sul sito ma 'sono solo spunti', "spetterà poi a noi - conclude la Cellini - trasformare queste testimonianze in racconto".






