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L'intervento di Renzi all'assemblea nazionale

"Per quanto mi riguarda la correttezza delle relazioni è fondamentale, quello che penso io lo dico in faccia e l'unico modo per uccidere i retroscenisti è utilizzare lo stesso linguaggio fuori e dentro. Al centro non c'è il destino personale di uno o dell'altro, abbiamo sulle spalle la responsabilità dell'Italia''. Così Matteo Renzi, aprendo il suo intervento, sul suo modo di rapportarsi anche con il premier Enrico Letta. ''Se noi siamo un partito politico è perchè abbiamo a cuore l'idea di un'Italia capace di innamorarsi e di fare innamorare''. Renzi ha aggiunto ''non siamo quindi semplicemente a ragionare di noi ma cosa fare perchè l'Italia cambi con l'orgoglio del suo passato ma guardando verso il futuro''. La sfida alle primarie è ''stata leale'' e l'offerta della presidenza del Pd a Gianni Cuperlo ''è tutto tranne il tentativo di 'do ut des', ma è il tentativo di un partito che non solo ha indicato la strada'' ma in cui ''insieme si è più forti''. ''Restiamo ribelli'' e cambiamo l'Italia. ''Ciascuno di noi ha il suo pantheon di ribelli'', ha detto Matteo Renzi. ''Ma l'essere ribelli è soprattutto una sfida con se stessi'', ha aggiunto. ''Si è ribelli se ciascuno di noi prova a cambiare la quotidianità: dobbiamo essere capaci di cambiare nel nostro piccolo l'Italia''. ''Il voto degli elettori delle primarie è l'ultimo appello che ci hanno dato per dire: cambia il Pd per cambiare l'Italia. Non hanno votato solo il candidato ma il Pd, visto come unico interlocutore per un cambiamento senza se e senza ma''. ''Non si tratta di fare la pacificazione fra noi e Berlusconi ma si tratta di fare la pace con gli italiani, di fare la pace fra i politici e gli italiani''. ''La rottamazione si è imposta come il bisogno di chi crede nella politica di un netto stacco rispetto al passato. O si volta pagina o il passato è confinato in un museo. Ha senso difendere la nostra storia solo se capaci di scrivere una pagina nuova. Casa nostra è sulla frontiera non al museo delle cere''. ''Se alle prossime europee si va con risultati di governo balbettanti la responsabilità non ce l'avranno né Grillo né Berlusconi, la responsabilità cadrà tutta in toto in testa al Pd''. Ha detto il segreatrio del Pd annunciando ''una agenda per il prossimo anno'' di governo e ''una visione per i prossimi 15 anni in Italia''. ''L'Europa non è il nostro salvatore ma senza l'Italia l'Ue non va da nessuna parte e in questo tutti noi dobbiamo aiutare Enrico nel semestre europeo. La Merkel è diventata in passato un'alibi per tutti ma mettere a posto i conti non si fa per la signora Merkel ma per una normale dignità verso i tuoi figli''. "Bisogna partire da un accordo alla tedesca, voce per voce, punto per punto e con i tempi stabiliti per i prossimi 12-15 mesi". E' la proposta avanzata da Renzi. ''Entro un mese'' un progetto di legge per semplificare le regole del lavoro: è l'impegno preso da Renzi all'assemblea, in cui ha detto che il primo punto dell'agenda di governo dovrà essere ''un gigantesco piano'' per il lavoro, con punto di partenza ''la fine dell'era ideologica sul lavoro''. "Piangere e fare grandi proclami dopo le stragi e poi dimenticarli è inaccettabile. Nel patto di coalizione serve l'impegno a modificare la Bossi-Fini e inserire lo jus soli". ''Io sono fra quelli più prudenti'' ma ''il tema delle unioni civili lo metteremo nel patto di coalizione, che piaccia a Giovanardi o no: noi siamo il Pd''. "Noi siamo pronti a fare la nostra parte con le forze di maggioranza da domani mattina ma con Enrico abbiamo deciso di aspettare la legge di stabilità per evitare fibrillazioni". E' il timing che Matteo Renzi fissa per l'avvio della discussione sulla legge elettorale e sulle riforme. ''Alla prossima legislatura noi non eleggiamo più 315 senatori'', perché ''il Senato non deve più avere una funzione elettiva''. ''Diamo per buono il Natale ma o entro fine gennaio si approva alla Camera la riforma o la politica perde la faccia". Così  Renzi sulla riforma elettorale, spiegando che serve una legge per cui "chi vince vince e le larghe intese sono l'eccezione non la regola", chiarendo che ci sono vari modelli per la stabilità. E continua sul tema delle riforme rivolgendosi al leader del M5s:  ''In modo provocatorio Grillo dice rinuncia ai 40 milioni di rimborsi. Lo dico io 'Beppe firma qua': caro Grillo hai 160 parlamentari decisivi per fare le riforme. Io sono disponibile a rinunciare ai 40 milioni del prossimo anno se tu ti impegni per superare il Senato, abolire le Province e su legge elettorale".  ''Ci stai a giocare in modo pulito e trasparente senza accordi senza patti? Se sei disponibile, il Pd è davanti a te e non dietro''.  ''Se ci stai, si fa - aggiunge -. Se noi ci stai, sei per l'ennesima volta un chiacchierone e l'espressione buffone vale per te''. "Mi sono evidenti i miei limiti personali, in alcuni casi caratteriali ma sono consapevole di svolgere un ruolo insieme. Il Pd deve guidare la carretta e non inseguirla: se lo facciamo l'Italia giocherà non in difesa ma andando all'attacco. Sarà difficile ma anche straordinariamente bello impegnarsi per cambiare l'Italia''.
''C'è un sacco di lavoro da fare. Se riusciremo a fare tutto quello che abbiamo messo in campo, avremo un anno divertente, leggermente scoppiettante e pieno di passione per la politica''.  Ha detto il segretario del Pd riprendendo la parola all'assemblea nazionale a Milano.
 

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