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Luca Parmitano di nuovo a casa

Rientrato con la navetta russa Soyuz, a bordo anche la torcia olimpica

13 novembre, 19:03
Luca Parmitano Luca Parmitano
Luca Parmitano di nuovo a casa

di Enrica Battifoglia

ROMA - ''Sono a casa'': è stato il primo tweet di Luca Parmitano una volta a Terra. E' felice di essere tornato: lo dice il sorriso smagliante con cui la lasciato la navetta russa Soyuz che poco prima delle quattro del mattino lo ha riportato a Terra, nella steppa del Kazakhstan, dopo sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Siciliano di Paternò, 37 anni festeggiati tra le stelle, astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e pilota sperimentatore dell'Aeronautica Militare, Parmitano rientra da una missione entusiasmante, ricca di primati e di successi, di tanta poesia e di un po' di brivido. 'Volare' è stata la prima missione di lunga durata dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

La sua prima passeggiata spaziale, la prima in assoluto per un italiano, l'ha dedicata ''a tutta l'Italia e agli italiani''. La sua impressione più viva è stata quella di sentirsi sospeso nel tramonto: ''ho visto la Terra sotto di me e avevo la sensazione di essere capovolto'', aveva detto. Un tramonto spettacolare è stato anche il protagonista di uno dei suoi primi tweet, che subito hanno rivelato uno spirito da poeta. ''Oltre cinque mesi in orbita e non riesco a saziarmi di questo'', aveva scritto dalla Stazione Spaziale, riferendosi alle immagini mozzafiato della Terra che ammirava e fotografata dalla Cupola, la grande finestra con vista sul nostro pianeta.

Con i 140 caratteri di un tweet ha saputo descrivere ''la magnifica desolazione del Grand Canyon'' e ''la semplice bellezza di acqua, neve e terra'', le ''nuvole intriganti'' di Capo Verde e soprattutto la sua Sicilia, che ha voluto salutare con l'ultima foto scattata dalla Cupola. Fra i ricordi indelebili della missione Volare c'è anche la seconda passeggiata spaziale: è stata interrotta per un guasto alla tuta, ma Parmitano ha saputo mantenere un perfetto sangue freddo. Solo a distanza di settimane nel suo blog ha rivissuto quei momenti drammatici: ''la parte superiore del casco e' ormai piena di acqua, e non so neanche se la prossima volta che respirerò dalla bocca riuscirò a riempirmi i polmoni di aria e non di liquido''. Tutto per fortuna è andato bene, nè la brutta avventura ha scalfito l'entusiasmo inarrestabile di Luca. Adesso Parmitano è diretto a Houston per i test medici, di routine ogni volta che un astronauta rientra da una missione, soprattutto se di lunga durata, ha spiegato Claudio Sollazzo, direttore di missione Columbus dell'Esa. A Houston lo aspettano la moglie Kathryn e le sue bambine, Sara e Maia, mentre più in là potrà abbracciare i genitori. La felicità di rivedere tutti è enorme, così come la gioia di ritrovare il caffè e la doccia, ma di sicuro la nostalgia dello spazio si sta già facendo sentire.


FOTO EPA/SHAMIL ZHUMATOV

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