Percorso:ANSA.it > Speciali > News
Le interviste Ansa Tutti i titoli

Delrio, pronti a ripartire con il federalismo

Ministro, serve Senato Autonomie. Subito via 4 mila enti intermedi

10 agosto, 11:56
Delrio, pronti a ripartire con il federalismo Delrio, pronti a ripartire con il federalismo
Delrio, pronti a ripartire con il federalismo

di Valentina Roncati 

"Vogliamo far ripartire il federalismo: il modello federale è abortito e va fatto rinascere anche perché il bambino non è morto". Il ministro per gli Affari Regionali, le Autonomie locali e lo Sport, Graziano Delrio, in un'intervista all'ANSA, vede nel federalismo la chiave per il rilancio dell'Italia. "Abbiamo iniziato a rianimarlo con il lavoro intrapreso in queste settimane con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sul Patto per la salute, con il federalismo demaniale, con il disegno di legge, approvato in Consiglio dei ministri, per istituire le città metropolitane e riformare tutto il sistema delle Autonomie locali". Per il ministro è più che mai necessaria l'istituzione del Senato delle autonomie sul modello del Bundestag e del Bundesrat tedeschi, "anche perche' siamo rimasti l'unico Paese che ha mille parlamentari che analizzano gli stessi provvedimenti". Quanto alle Regioni, nelle intenzioni dei padri costituenti "non dovevano diventare 20 piccoli stati ma essere l'articolazione della Repubblica più vicina ai territori, più capace di pianificare. E' evidente che con il tempo i compiti delle Regioni sono aumentati, ma il rischio è l'ipertrofia, la burocrazia danneggia l'efficienza e di questo sono consapevoli gli stessi governatori". "Io stesso - ragiona - ho parlato di Regioni più leggere riprendendo un concetto già espresso dal presidente della Campania, Stefano Caldoro".

Con il ddl "svuota Province", spiega Delrio, le Regioni "avranno meno compiti di gestione e più di regia e di coordinamento. Dobbiamo inoltre sfoltire le circa 4 mila società intermedie che spesso svolgono funzioni analoghe a quelle già svolte dalle Regioni, dobbiamo razionalizzare questo bosco. Partiamo subito con questo lavoro: proporrò a 3 Regioni di fare una sperimentazione per passare subito dalle parole ai fatti". Quanto all'abolizione delle Province, Delrio ricorda che, quando era sindaco di Reggio Emilia, "notavo che le funzioni delle Province potevano essere ottimizzate se fossero state gestite dai sindaci del territorio provinciale. Il comune ha già, per esempio, l'ufficio scolastico comunale che pianifica e progetta le scuole e poiché di scuole non se ne progettano 100 a settimana, l'ufficio scolastico comunale può essere usato anche per progettare le scuole provinciali.

Questo Paese - ragiona il ministro - deve poter godere di maggiore semplicità, chiarezza di obiettivi e di compiti". Delrio spera, entro novembre, che venga approvato definitivamente il provvedimento "Svuota Province"', "d'altra parte i parlamentari eletti hanno votato in stragrande maggioranza l'abolizione delle Province votando la fiducia al presidente Letta e a questo governo", ricorda. Per il ministro va anche ripensato tutto il sistema delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata: "le Conferenze non possono essere un parerificio ma devono essere un luogo di discussione e di approfondimento per il raggiungimento di obiettivi comuni". Delrio si sofferma poi sul nuovo Patto per la Salute, da siglare tra Regioni e Governo. "Abbiamo creato le condizioni per scriverne uno nuovo - dice - la precondizione era trovare i 2 miliardi per eliminare i ticket sanitari che altrimenti dovrebbero essere introdotti dal 1 gennaio 2014. Il ministro Lorenzin ha dato ampie garanzie su questo punto ed io non metto in dubbio le sue parole, io stesso ho avuto rassicurazioni in tal senso. Il Paese ha bisogno del Patto per la salute, se le Regioni hanno bisogno di più tempo per stabilire quali sono le tre Regioni benchmark va bene, ma bisogna decidere in fretta. Già far ripartire il Patto per la salute dopo tanto tempo di stallo, e' stato, comunque, un grande successo". Infine, lo sport: "ciò che mi sta più a cuore - afferma il titolare del dicastero per lo Sport - è lo sport nelle scuole; il nostro paese è molto indietro soprattutto nella pratica sportiva per i bambini tra i 6 ai 12 anni, fascia d'età nella quale si riscontra una forte incidenza di obesità infantile. Lo sport è uno strumento educativo importantissimo, eppure l'educazione motoria nel nostro paese non e' ai livelli che meriterebbe. Serve più impegno; per questo abbiamo già iniziato a stipulare una serie di accordi, con il ministero dell'Istruzione, per potenziare lo sport nelle zone a maggiore degrado e negli istituti penitenziari giovanili".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA