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Tajani , all'Italia serve stabilità per ripresa

Si vedono spiragli, puntare su flessibilità Ue, priorità Pmi

10 dicembre, 18:11
Antonio Tajani Antonio Tajani
Tajani , all'Italia serve stabilità per ripresa

di Lucia Sali

''L'Italia ha bisogno di stabilità e di un governo''. Non usa giri di parole il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani che, in un'intervista all'ANSA, ricorda che ''è stata apprezzata da tutti la decisione di Berlusconi e del centrosinistra di anteporre all'interesse di partito quello nazionale. Da questo punto di vista credo si debba andare avanti e avere un governo che possa risolvere i problemi legati alla crisi economica, dalla riduzione della pressione fiscale sulle imprese e per le imprese e del costo del lavoro. La situazione economica rimane difficile, ma ci sono alcuni spiragli'', afferma Tajani, perché se ''la Bce sta facendo bene'', bisogna però ''continuare a lavorare a sostegno dell'economia reale''.

Puntando a varare, nel vertice Ue di febbraio ''un vero e proprio 'Industrial Compact', da affiancare al Fiscal Compact'', che faccia da volano per il rilancio dell'industria europea e la ripresa. In questo contesto, per il commissario Ue, serve anche un'applicazione ''non ragionieristica'', cioè più flessibile, del Patto di stabilità che fissa al 3% il limite massimo nel rapporto deficit-Pil. Per Tajani ''bisogna lavorare'' per escludere dal conto la parte di cofinanziamenti nazionali necessari per esempio per la realizzazione dei grandi progetti Ue infrastrutturali. Ci vogliono anche ''norme Ue sulla concorrenza più moderne, perché noi siamo fermi al 1957 quando la concorrenza era solo tra i Paesi europei e non a livello globale come oggi''.

E ''una Bce che agisca come una vera e propria banca centrale''. Intanto sono molti i cantieri aperti che possono fare la differenza sul tessuto economico. A partire dalla direttiva Ue sul ritardo dei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione, di cui Tajani ha fatto una battaglia personale. Dopo la pausa estiva, ''ci sarà un lavoro forte per far rispettare la direttiva, ho già informato Merletti di Confartigianato e Buzzetti dell'Ance di tenersi pronti per fare il punto della situazione''. Perché ''ci sono dati che mostrano che la direttiva non è ancora rispettata appieno: le cose vanno meglio ma non ancora come devono''. Per le Pmi continuano poi le 'missioni per la crescita', che hanno già portato Tajani e folte delegazioni di imprenditori europei dall'America Latina al Nord Africa sino in Cina. ''I riscontri delle missioni già effettuate sono molto positivi e ci incoraggiano a fare ancora di più''. Tra ottobre e fine anno ve ne saranno altre in Myanmar e Vietnam, poi Israele, ma anche Grecia e Portogallo ''per dimostrare che l'Ue non è solo austerità ma anche solidarietà, e che aiuta i Paesi in difficoltà portandovi le sue imprese per fare crescita''.

Continua poi il 'pressing' perché sia ''approvata entro la fine della legislatura'' dall'Europarlamento la proposta sul 'made in', mentre entro fine anno arriverà quella sui visti turistici. E' poi ''importante'' che si proceda all'accordo di libero scambio con gli Usa e nel rapporto con la Cina, al di là del caveat sull'audiovisivo con i primi e delle dispute commerciali con la seconda. ''La politica commerciale è cruciale per l'Ue - sottolinea Tajani - e sono sempre stato a favore di un 'level playing field' rispetto ai competitor globali''. In autunno, intanto, arriverà la decisione della Commissione sul caso auto Daimler-Francia, su cui ''mi auguro si possa trovare una soluzione condivisa''.

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