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Lotta a fumo, appello ministro Lorenzin

Lettera aperta: 'Chiedo sostegno parlamentari. C'è allarme culturale e sociale'

15 agosto, 14:34
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzi Il ministro della Salute Beatrice Lorenzi
Lotta a fumo, appello ministro Lorenzin

di Manuela Correra

Un 'big killer' che va fermato, tanto più che ad essere minacciati sono soprattutto i giovani. La lotta contro il fumo è per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, una vera priorità. Lo ha scritto, nero su bianco, nelle linee programmatiche del suo dicastero, ed è passata 'all'azione' presentando norme ad hoc nel recente 'ddl Lorenzin' approvato lo scorso luglio. Ma non basta: questa battaglia non è ancora vinta e per questo, nonostante il clima vacanziero del Ferragosto, il ministro si è rivolto a tutti i parlamentari italiani con una lettera aperta, inviata oggi. "Vi chiedo sostegno - scrive - dentro e fuori il Parlamento, per fare un piccolo passo avanti di civiltà, per aiutarci a perseguire uno degli obiettivi che mi stanno più a cuore, come donna e come ministro: la prevenzione. Perché la prevenzione, prima di essere un'analisi o una tac, è dentro di noi, nei nostri comportamenti, nel nostro stile di vita". Il punto è che nonostante i divieti sinora introdotti - l'ultimo, con il ddl Lorenzin, lo stop alle sigarette nelle scuole, anche all'aperto - il fumo continua a uccidere.

Lo ricorda il ministro ai parlamentari: "Il fumo è la prima causa di morte in Europa, dove miete 750 mila vite l'anno. In Italia sono 80 mila l'anno, come se una città grande come Varese o Grosseto venisse inghiottita in una nuvola di fumo". Ed il "paradosso - rileva il ministro - è che i grandi hanno 'smesso di fumare' e i nostri figli invece cominciano a 12 anni. C'è qualcosa che non va. Che ci impone di reagire". E ancora: "C'è un allarme culturale e sociale, prima ancora che sanitario, sul quale è necessario riflettere tutti assieme". Per questo, forse lo stop nelle scuole non è ancora abbastanza: "Parificare le scuole a quanto avviene già da tempo negli uffici pubblici, nei ristoranti, negli aeroporti, in aereo, in treno, può bastare - chiede Lorenzin - per avere la coscienza a posto?". La proposta che "ho portato in Consiglio dei ministri per proibire il fumo nelle automobili di fronte a minori e donne incinte - sottolinea il ministro, riferendosi alla norma poi però accantonata - è stata da alcuni criticata come un attentato alle libertà personali, un'ingerenza dello 'Stato etico' che vuole entrare in casa tua per darti ordini''. Ma, osserva Lorenzin, "intossicare un bambino nell'angusto abitacolo della tua auto non è prova di liberalismo né un'affermazione di libertà" e"dove la mettiamo la libertà dei nostri figli a non essere intossicati e avvelenati?''.

Tra i primi commenti dei politici, Guido Crosetto, Coordinatore nazionale di Fdi: "serve intelligenza, non proibizionismo - afferma - E' ovvio che sia assurdo fumare di fronte a un bambino o a una donna incinta. Ma questo dipende dall'intelligenza delle persone, non dalle leggi''. Plauso generale al ministro da parte del mondo medico-scientifico. Secondo il presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) Francesco Schittulli "la prevenzione deve iniziare educando i bambini a non fumare fin dalla scuola materna, con metodiche pedagogiche mirate in base all'età''. I medici di famiglia della Fimmg esortano poi a dare il giusto peso a quella che definiscono una "interessante proposta", evitando di confondere regole che servono a tutelare la salute con un restringimento della libertà. E Alessandro Ballestrazzi, presidente della federazione dei pediatri Fimp, aggiunge che la difesa della salute e la tutela soggetti deboli come donne in gravidanza e minori deve sempre prevalere. Secondo Franco Locatelli, responsabile di Oncoematologia Pediatrica del Bambino Gesù, "i pediatri aderiranno numerosi all'iniziativa". Il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, che esorta anche a non dimenticare il fumo elettronico le cui conseguenze sono ancora da studiare, parla infine della necessità di sviluppare una comune battaglia contro il fumo che coinvolge nel nostro Paese un numero sempre maggiore di adolescenti come utenti nel grande disinteresse degli adulti.

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