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Lampedusa: Boso, se barcone affonda sono contento

Francesco ha gettato in mare fiori in ricordo dei morti nelle traversate

23 luglio, 21:41
L'accoglienza per il Papa L'accoglienza per il Papa
Lampedusa: Boso, se barcone affonda sono contento

 "Sono contento se affonda un barcone. Sì. Perché pagano le persone che giocano sulla pelle della gente". Lo dice il leghista Erminio Boso a La Zanzara su Radio 24. "Non me ne frega niente di quello che ha fatto il Papa - dice ancora Boso - anzi chiedo a lui soldi e terreni per mettere dentro gli extracomunitari che vengono".

"Ieri il Pontefice  ha sviluppato una riflessione di alto profilo su uno dei più grandi drammi del mondo contemporaneo, l'immigrazione. Un conto è la predicazione religiosa, un altro conto però è la gestione da parte dello Stato di un fenomeno cosi difficile, complesso e anche insidioso, per di più segnato dall'intervento di gruppi criminali, qual è l'immigrazione irregolare che proprio a Lampedusa ha per ciò che riguarda l'Italia uno snodo fondamentale". Lo dice l'esponente del Pdl Fabrizio Cicchitto. "Uno Stato degno di questo nome - aggiunge - non può abbassare la guardia perché rischia di diventare soggetto passivo di operazioni assai dure e pesanti nell'assenza più totale di una solidarietà internazionale. Di conseguenza, anche in questa circostanza, va affermata una ragionevole, non oltranzista, ma seria e reale autonomia dello Stato dalla Chiesa. In questo quadro è auspicabile che il ministro Keynge non operi forzature unilaterali rispetto a posizioni assai diverse sul tema immigrazione: le tematiche riguardanti ius sanguinis e ius soli possono essere superate solo attraverso mediazioni assai impegnative che richiedono un lavoro politico attento e serio".

Sel a Cicchitto, non ha compreso portata del messaggio - "Papa Francesco, ha fatto quello che la politica si è vergognata di fare in troppi anni: abbracciare e accogliere chi si affaccia alla nostra porta, piangere le loro morti e vergognarsi per coloro che ne hanno soffocato il respiro in mare aperto. L'on. Cicchitto dimostra platealmente di non aver compreso nulla della portata storica del messaggio lanciato da Lampedusa". Lo afferma il responsabile nazionale immigrazione di Sinistra Ecologia Libertà Marco Furfaro dopo le parole dell'esponente del Pdl. "L'Italia - prosegue - è reduce da decenni di governi che hanno attuato politiche fallimentari: dall'immigrazione al welfare, dal lavoro dei migranti alla cittadinanza, dall'integrazione alla lotta alle discriminazioni. Sulle politiche migratorie in questi anni si è giocato strumentalmente con le parole. E' venuto ora il momento di cambiare e di agire, abolendo il reato di clandestinità e la Bossi-Fini, chiudere strutture disumane come i Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), affermando il diritto alla cittadinanza per gli stranieri e tutelando i diritti umani, fuori e dentro il lavoro. La globalizzazione dell'indifferenza ci ha tolto 'la capacità di piangere' ha detto il Papa a Lampedusa. Se la politica non è capace di piangere quei morti - conclude Furfaro - provi almeno ad agire per evitarne tanti altri".

Sono 303 i migranti soccorsi dalla guardia costiera su tre diverse imbarcazioni, durante la notte, nel canale di Sicilia. Le segnalazioni di natantì in difficoltà sono arrivate, con telefoni satellitari, a partire dal tardo pomeriggio di ieri, alla centrale operativa della Guardia costiera di Roma. I natanti si trovavano quasi tutti a circa 50 miglia dalle coste libiche e a 120 miglia da Lampedusa. "Gli uomini della centrale operativa, - viene scritto in una nota della Guardia costiera di Roma - dopo aver messo al corrente della situazione le autorità libiche e maltesi - dichiaratesi entrambe in difficoltà nell'intervenire - hanno collaborato con entrambi i paesi per trarre in salvo, più velocemente possibile, i migranti in difficoltà". Per soccorrere i migranti sono stati dirottati 5 mercantili in navigazione nella zona di mare interessata, nell'attesa dell'arrivo del pattugliatore della Guardia costiera e di due motovedette, partite da Lampedusa con a bordo due medici del corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta. Il pattugliatore della Guardia costiera ha raggiunto la prima imbarcazione in difficoltà, prendendo a bordo 94 migranti, - 63 uomini, 26 donne e 5 minori, due dei quali con ustioni da idrocarburi, - per poi dirigersi verso altri 2 barconi, con a bordo 209 persone, già assistiti dalle navi mercantili. Il pattugliatore è stato poi raggiunto dalle due motovedette. Il convoglio, composto dalle due motovedette e il pattugliatore della Guardia costiera, con a bordo un totale di 303 persone, si sta dirigendo verso Lampedusa dove è previsto l'arrivo nella tarda mattinata. Un quarto barcone, bloccato in acque libiche, con a bordo un centinaio di migranti, è stato soccorso sempre nella notte da una motovedetta libica.

 

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