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Cris Froome trionfa a Parigi

Britannico dominatore del Tour de France

23 luglio, 22:27
Cris Froome trionfa a Parigi Cris Froome trionfa a Parigi
Cris Froome trionfa a Parigi

A 'benedire' il suo trionfo, sui Campi Elisi, a Parigi, c'erano anche Greg Lemond, Eddy Merckx, Miguel Indurain, Bernard Hinault, praticamente la storia del Tour de France, la cui 100/a edizione è stata vinta da Chris Froome. Il corridore del Team Sky si è trasformato nell'insuperabile uomo in giallo, in salita e a cronometro, un po' meno in discesa, mettendo il sigillo sulla Grande boucle che già avrebbe meritato di vincere l'anno scorso, quando ordini di scuderia lo 'segregarono' a tutore di sir Bradley Wiggins. Il baronetto inglese non ha reso la cortesia, quest'anno, finendo prima a gambe all'aria al Giro d'Italia, quindi rinunciando (misteri del ciclismo moderno) a disputare la 'corsa gialla'.

Froome, nato in Kenia, cresciuto in Sudafrica e naturalizzato britannico, ha fatto tutto da solo. O quasi. Il tasmaniano Richie Porte lo ha sostenuto nei momenti difficili, confermandosi gregario di altissimo profilo tecnico, di straordinaria forza ed efficacia. Senza di lui, con ogni probabilità, Froome avrebbe vinto lo stesso, ma è chiaro che dà grande serenità il fatto di poter contare su un gregario di lusso. La Sky ha centrato così il bis, nella prestigiosa corsa a tappe francese che, per il resto, ha messo in mostra un colombiano, classe 1990, di nome Nairo Quintana: avrebbe dovuto indossare i panni di gregario del quotato spagnolo Alejandro Valverde e, invece, si è ritrovato un gradino più in basso dell'imbattibile Froome, sul podio a Parigi, precedendo Joaquim Rodriguez, già fra i primi tre al Giro e alla Vuelta

Lo spagnolo del Team Katusha ha spodestato proprio ieri il connazionale Alberto Contador, così come ha fatto Quintana. Il castigliano, che ha già provato l'ebbrezza del trionfo parigino, ha pagato a caro prezzo l'ultima tappa del trittico alpino e, alla fine, si è dovuto accontentare del quarto posto, davanti al compagno di squadra, il ceco Roman Kreuziger. Alla Saxo-Tinkoff, tuttavia, è andato il premio di migliore squadra del Tour. Un riconoscimento meritato. Così come meritata è la maglia bianca di Quintana (miglior giovane), che intasca anche quella a pois della classifica degli scalatori. Peter Sagan, altro classe 1990, si 'consola' con la casacca verde e con le 'impennate' in bici anche nelle salite più dure, come l'Alpe d'Huez. Infine, la tappa di stasera - partita dalla reggia di Versailles - è stata vinta dal tedesco Marcel Kittel, che ha battuto - dopo uno sprint al cardiopalmo - sua maestà Mark Cavendish, intascando la quarta vittoria in questo Tour. Non male per il corridore della Argos-Shimano. Greipel si è piazzato secondo, 'Cav' terzo e Sagan quarto. Dopo la bagarre, il Team Sky con Froome in giallo si è concesso la meritata passerella, cancellando le amarezze del Giro d'Italia. Il tempo dirà se è stata vera gloria.

Classifica generale finale:
1. Christopher Froome (Gbr) in 83h56'40"
2. Nairo Quintana (Col) a 04'20"
3. Joaquim Rodriguez (Spa) a 05'04"

4. Alberto Contador (Spa) a 06'27"
5. Roman Kreuziger (Cze) a 07'27"
6. Bauke Mollema (Ola) a 11'42"
7. Jakob Fuglsang (Dan) a 12'17"
8. Alejandro Valverde (Spa) a 15'26"
9. Daniel Navarro (Spa) a 15'52"
10. Andrew Talansky (Usa) a 17'39".

Ordine d'arrivo:
1. Marcel Kittel (Ger) in 3h06'15" (media 43,000 km/h)
2. Andrè Greipel (Ger) s.t.
3. Mark Cavendish (Gbr) s.t.

4. Peter Sagan (Svk) s.t.
5. Roberto Ferrari (Ita) s.t.
6. Alexander Kristoff (Nor) s.t.
7. Kevin Reza (Fra) s.t.
8. Yohann Gene (Fra) s.t.
9. Daniele Bennati (Ita) s.t.
10. Murilo Fischer (Bra) s.t.

 

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