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Concertone al bivio ma resta a Roma

02 maggio, 17:34
Caos e proteste al concerto di Napoli Caos e proteste al concerto di Napoli
Concertone al bivio ma resta a Roma

di Elisabetta Malvagna

Il Concertone del primo maggio è a un bivio e fa i conti con se stesso: se da un lato riesce ancora a regalare musica capace di alleggerire le tensioni e innalzare gli animi, fa sempre più fatica a comunicare messaggi credibili in un'epoca di crisi e disillusioni. Magari cercando la facile polemica, come ieri nel caso del condom innalzato come un'ostia, che ha scatenato la reazione dura degli stessi organizzatori. E così dopo un quarto di secolo di storia il segretario della Cigl Susanna Camusso ammette che il concerto del Primo maggio è datato e che "la sua formula può essersi logorata".

Insomma, deve rigenerarsi. Forse questo evento nato in un periodo così diverso dall'attuale, non basta più, da solo, a far da ponte tra il sindacato e i giovani. Oltre a criticare il sindaco Gianni Alemanno che, dice, "continua a metterci i bastoni fra le ruote", la Camusso comunque assicura: il concertone non si muove da Roma e resterà in piazza San Giovanni. Una piazza che ieri è stata invasa da una folla di 700 mila persone (secondo gli organizzatori) accorse per assistere alla lunga maratona rock, in diretta su Rai3, e che sono rimaste fino all'ultimo nonostante alcune ore di pioggia battente. Risultato d'ascolto, 1 milione 829 mila spettatori con l'8.07% (in crescita rispetto al 6,8% del 2012).

Buona la prova di Geppi Cucciari, al suo debutto alla conduzione, valida e appassionata trait d'union tra rock e impegno sociale, sempre con un sottile filo di ironia ("Piove, governo delle larghe intese"). E' stata lei a scatenare un lungo applauso quando ha voluto ricordare Marina Giangrande, "figlia del carabiniere che si è preso una pallottola l'altro giorno davanti a palazzo Chigi per 1600 euro al mese. Martina ha una dignità e una luce che altri per cose meno feroci non riescono ad avere". Nove ore di musica in cui si alternano Max Gazzé, che infiamma la piazza con Sotto casa, e Daniele Silvestri che invece fa riflettere con la sua 'A bocca chiusa'.

Una cavalcata che vede sul palco il rapper Ensi. Dimenticata l'esclusione di Fabri Fibra, dal palco nel pomeriggio dice: "la misoginia è una malattia: questo è dedicato ad ogni donna. E preferisco donne come te, come Geppi, non come la Santanché". E poi Renzo Rubino, Marco Notari, i 100 violoncelli diretti da Sollima, Nicola Piovani al piano con Tosca e Fabrizio Bosso, e la sorprendente Grande Orchestra Rock diretta da Vittorio Cosma, un concentrato di artisti e di energia che infiamma la piazza. E poi i Motel Connection e gli Africa Unite, passando per Enzo Avitabile con i Bottari, e i Ministri. Come ogni anno non è mancata la provocazione: stavolta il protagonista è un condom alzato al cielo come un'ostia dal cantante dei Management del Dolore Post-Operatorio: "Questo è il modello che uso io, che toglie le malattie dal mondo, prendetene e usatene tutti, fate questo, sentite a me", dice.

Poi si cala pantaloni e mutande, ma fuori dalla diretta di Rai3. Gesto duramente condannato dal patron del concertone Marco Godano, che annuncia azioni legali. Trionfo per Elio e le Storie Tese: "Vorremmo iniziare con una canzone per non dimenticare" dice Elio prima di intonare 'Bunga Bunga'. Ma nel set sono inclusi anche La canzone mononota, Abramo Rock and roll e l'ironica Primo maggio, con un'introduzione di Eugenio Finardi. Immancabile l'omaggio a Lucio Dalla. Compito svolto da un impeccabile Federico Zampaglione con Com'é profondo il mare e da un'emozionata Erica Mou con Futura.

Alla Grande Orchestra Rock invece il compito di regalare al pubblico Viva l'Italia di De Gregori e Prisencolinensinaiciusol di Celentano. Vinicio Capossela con la Banda della Posta ("specializzata in sposalizi") fa scatenare tutti nella piazza bagnata e festante con una ballata dai chiari riferimenti alla situazione politica italiana, il 'Veglione della grande coalizione' ("quant'é bello, quant'é bé governicchiare insieme a te"), concludendo con "l'umile inno di un grande cantore dello sfruttamento, Matteo Salvatore", intitolato l'Inno della Repubblica. A chiudere Cristiano De André (giunto accompagnato dall'ormai inseparabile Alba Parietti) che si esibisce dopo la mezzanotte, quindi fuori dalla diretta, e che con Il pescatore chiude la lunga notte di quello che forse sarà l'ultimo concertone prima di una nuova era.

SINDACATI SOSPENDONO CONCERTO NAPOLI - Cgil, Cisl e Uil di Napoli hanno deciso ieri di sospendere definitivamente il concerto del Primo Maggio che si stava svolgendo alla Città della Scienza, a Napoli. La decisione è stata presa dopo le proteste di alcuni manifestanti e il fallimento di un tentativo di mediazione con i sindacati.

A mediare ha provato anche il segretario della Uil Campania, Anna Rea. La sindacalista ha cercato di convincere i manifestanti a lasciare l'aerea del concerto con la promessa che sul palco sarebbero saliti tre esponenti in rappresentanza dell'Irisbus, della Fiat di Pomigliano e gli attivisti che chiedono la bonifica di Bagnoli. I manifestanti hanno detto di no. E così, nel tentativo di allentare la forte tensione, si è deciso di interrompere definitivamente il concerto.

"E' stato un colpo vigliacco a sfavore dei lavoratori, dei cittadini e della città onesta e democratica": lo affermano i segretari di Napoli della Cgil, Federico Libertino, Giampiero Tipaldi (Cisl) e Anna Rea (Uil).

 "Transenne sfondate, minacce fisiche agli artisti e alle maestranze, violenza improvvisa e dilagante in presenza di famiglie con bambini ed anziani: questo - affermano Libertino, Tipaldi e Rea - è diventato il concerto del Primo Maggio organizzato da CGIL CISL e UIL a Città della Scienza".

"Un gruppo minoritario di violenti - sottolineano - nel cuore della manifestazione dedicata ai lavoratori non solo ha boicottato un'occasione importante per non spegnere i riflettori su un luogo simbolo di cultura e legalità per la città di Napoli, ma si sono rifiutati di accogliere la disponibilità dei sindacati al dialogo e al confronto". Per Cgil, Cisl e Uil, "è stata una dimostrazione violenta e senza contenuti, unicamente per avere visibilità e per puro e pericoloso esibizionismo; non a caso - aggiungono - le violenze hanno avuto inizio durante la diretta su Tg3 regionale". Libertino, Tipaldi e Rea stigmatizzano "tali azioni violente e anche" quella che, riferendosi, senza citarla, all'assessore comunale Pina Tommasielli, definiscono "l'irresponsabilità e la testardaggine di un assessore del Comune di Napoli in un momento delicato e concitato. In tale direzione - concludono i tre segretari sindacali - chiediamo chiarezza e una posizione ufficiale del Comune di Napoli". 

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