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45 anni fa l'assassinio di Martin Luther King

Il 4 aprile 1968 a Memphis veniva ucciso il simbolo della lotta contro la segregazione razziale in Usa

27 agosto, 20:31
Martin Luther king pronuncia il celebre discorso I have a dream a Washington il 28 agosto 1963 Martin Luther king pronuncia il celebre discorso I have a dream a Washington il 28 agosto 1963
45 anni fa l'assassinio di Martin Luther King

Il 4 aprile 1968 veniva assassinato a Memphis Martin Luther King, pastore protestante, politico e attivista statunitense, simbolo della lotta contro la segregazione razziale negli Stati Uniti.

Martin Luther King e' riconosciuto il campione instancabile della resistenza non violenta e dell'impegno civile condensati nella Letter from Birmingham Jail (Lettera dalla prigione di Birmingham), scritta nel 1963, e in Strength to love (La forza di amare) che costituiscono un'appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia.

In suo onore dal 1983 si celebra il Martin Luther King Day, giorno festivo istituito per legge dall'allora presidente, Ronald Reagan. La festa cade ogni anno il terzo lunedi' di gennaio, in ricord della nascita del pastore battista avvenuta ad Atlanta 15 gennaio del 1929.

Tra i momenti piu' appassionanti del suo impegno civile il celebre discorso 'I have a dream' pronunciato il 28 agosto 1963, parlando davanti al memoriale di Abramo Lincoln a centinaia di migliaia di persone che marciavano su Washington ''per il lavoro e la liberta'''. In quell' occasione il 34enne pastore battista e premio Nobel per la pace 1964, Martin Luther King, leader del movimento per i diritti civili, pronuncio' dai gradini del Memorial il suo discorso piu' famoso: ''I have a dream'', in cui chiedeva la fine della discriminazione razziale e pari diritti per gli afroamericani. Fu uno dei momenti fondamentali della lotta per i diritti civili: 17 minuti, considerati dagli storici il piu' importante discorso politico americano del XX secolo.

I HAVE A DREAM' - Eccone un estratto: ''Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia, i figli di coloro che furono schiavi e i figli di coloro che possedettero schiavi sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza. Io ho un sogno, che un giorno persino il Mississippi, uno Stato colmo dell' arroganza dell'ingiustizia, colmo dell' arroganza dell' oppressione, si trasformi in un'oasi di liberta' e di giustizia''. ''Io ho un sogno,che i miei quattro bambini possano un giorno vivere in una nazione in cui non saranno giudicati dal colore della pelle. Io ho un sogno, che un giorno in Alabama, con i suoi malvagi razzisti, con il suo governatore dalle cui labbra giungono divieti e rifiuti, che un giorno, proprio in Alabama, i bambini neri e le bambine nere sapranno unire le mani con i bambini bianchi e le bambine bianche, come fratelli e sorelle. Ho un sogno, oggi (escl). Io ho un sogno, che un giorno ogni valle sara' esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno spianati e i luoghi tortuosi raddrizzati. E la gloria del Signore si mostrera' e tutti gli esseri viventi, insieme, la vedranno.E' questa la nostra speranza''.

L'OMICIDIO DI MARTIN LUTHER KING - Martin Luther King fu vittima del gesto di un killer isolato, non di un completto organizzato ad alti livelli: il 9 giugno del 2000 per la quinta volta una commissione prova a cancellare decenni di dietrologie e provano ad affidare alla storia, e non piu' alle aule di giustizia, una delle pagine piu' dolorose del passato. Chiudendo un'indagine durata 18 mesi, una task force di investigatori nominati dal ministro della Giustizia Janet Reno ha sancito che non ci sono prove credibili per sostenere la tesi del complotto ed ha raccomandato che non vengano piu' svolte altre indagini. La decisione e' un colpo di spugna sulle presunte rivelazioni che si erano accumulate nel corso di questi anni. ''Nessuna delle teorie del complotto avanzate negli ultimi 30 anni e' sopravvissuta ad un esame critico'', scrivono impietosamente gli investigatori, guidati dal procuratore Barry Kowalski, nelle 138 pagine del rapporto finale, depositate a Washington. Ad uccidere il leader dei diritti civili e a spezzare il 'sogno' di King e di milioni di afro-americani, affermano gli investigatori, fu solo e soltanto James Earl Ray, che sparo' a King il 4 aprile 1968 sul balcone di un motel di Memphis, nel Tennessee. Ray, che aveva confessato, ma poi aveva ritrattato la confessione, mori' nel 1998, colpito da una crisi epatica in carcere, dove stava scontando una pena di 99 anni.

Il 5 aprile del 2002, un pastore protestante della Florida viene allo scoperto e afferma che suo padre, e non James Earl Ray, uccise il leader storico del movimento per i diritti civili americano. Il reverendo Ronald Wilson ha deto che suo padre, Henry Clay Wilson, morto 12 anni fa all'eta' di 68 anni, sparo il proiettile che uccise King nel Lorraine Motel.  In un'intervista al 'New York Times', Wilson racconto' che Ray solo aveva comperato il fucile usato poi da suo padre, che aveva altri complici, anche essi nel frattempo scomparsi. ''Fu mio padre a sparare il colpo mortale'', ha dichiarato il pastore. Wilson insiste che il padre non ha ucciso King per razzismo, anche se non nega che Henry Clay, un membro del Ku Klux Klan che aveva partecipato alle aggressioni organizzate contro i neri, fosse stato un razzista. ''Mio padre -ha detto- fu convinto che Martin Luther King era un comunista che cercava di fomentare una sommossa''. La famiglia di King ha sempre sostenuto che ci fu un complotto dietro l'assassinio del congiunto, schierandosi con la tesi dell'innocenza di Ray. 

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