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Band scontera' pena in ex gulag

05 novembre, 15:36
Nadezhda Tolokonnikova Nadezhda Tolokonnikova
Band scontera' pena in ex gulag

di Claudio Salvalaggio

Avevano chiesto di scontare la pena a Mosca, dove ciascuna ha un figlio piccolo, ma nel week end sono state trasferite segretamente in due differenti e remote colonie penali, in zone altamente simboliche: quelle dei gulag dove in epoca sovietica venivano rinchiusi i dissidenti. E' il destino delle due musiciste della punk band Pussy Riot condannate a due anni per la dissacrante preghiera anti Putin nella cattedrale della capitale. Una pena giudicata da molti sproporzionata: come la richiesta di 8,3 milioni di euro a Madonna, la star Usa convocata per giovedi' prossimo da un tribunale di San Pietroburgo dopo essere stata denunciata da un'organizzazione conservatrice per aver difeso durante un concerto gli omosessuali, violando cosi' una legge locale che proibisce la 'propaganda gay'. Le autorita' russe non hanno ancora confermato i nuovi luoghi di detenzione delle due Pussy Riot, svelati invece dagli avvocati difensori: Nadezhda Tolokonnikova, 22 anni, in Mordovia, 500 km a est di Mosca, e Maria Aliokhina (24) a Perm, sugli Urali, 1100 km a est della capitale. ''Sono i campi piu' crudeli tra tutte le opzioni possibili'', ha denunciato la band Pussy Riot su twitter. ''Nadia e' in viaggio verso la Mordovia. Nel campo dell'inferno'', gli ha fatto eco su twitter il gruppo artistico Voina', cui appartiene anche suo marito, Piotr Verzilov. Indignati anche i difensori dei diritti umani. ''L'irragionevole politica dell'intimidazione continua'', osserva la loro veterana, Liumila Alexeieva, dissidente ai tempi dell'Urss e da anni responsabile del gruppo di Helsinki.

''Normalmente non mandano molto lontano persone condannate a pene brevi: vogliono mostrare alla gente cosa puo' capitare'', ha aggiunto. Gli avvocati avevano chiesto che le due imputate (ad una terza, Iekaterina Samutsevich, e' stata concessa la condizionale) scontassero la pena a Mosca, invocando ragioni di vicinanza ai loro figli (Nadia ha una bimba di 4 anni, Maria un bimbo di 5) ed esprimendo preoccupazione per la loro salute e la loro sicurezza in colonie che spesso salgono agli onori della cronaca per episodi di violenza e maltrattamento, come ha ammonito Lev Ponomariov, capo dell'ong per i diritti dell'uomo. Ma cio' che piu' colpisce e' la collocazione geografica dei nuovi luoghi di detenzione, entrambi storicamente legati alle memorie del Gulag. In Mordovia, per attivita' anti sovietica, ci finirono tre scrittori come Iuri Daniel, Andrei Siniavski e Aleksandr Ginzburg. Maria invece andra' ancora piu' lontano, nella regione degli Urali, dove c'era Perm-36, gulag per prigionieri politici ora trasformato in museo: fra i suoi 'ospiti' ci furono dissidenti come Natan Sharanski, Serghiei Kovaliov, Vladimir Bukovski. Chiuso nel 1987 dopo l'avvento della perestroika, Perm 36 e' uno dei pochissimi campi dell' 'arcipelago gulag' rimasti ancora intatti. ''Non staremo zitte neppure se ci manderanno in Siberia o in Mordovia'', aveva ammonito Maria durante il processo. Ora pero' sara' piu' difficile avere loro notizie. La vendetta del Cremlino, secondo gli osservatori, e' inesorabile, e non solo per le 'Pussy'. Liudmila Narusova, madre della star tv convertitasi all'opposizione, Ksenia Sobciak, e vedova del primo sindaco democratico di San Pietroburgo, Anatoli Sobciak, 'padrino' politico di Putin, potrebbe perdere il proprio seggio al Senato per le sue posizioni critiche verso il Cremlino, come ha ventilato lei stessa. La morsa dell'inchiesta contro il leader del Fronte di sinistra Serghiei Udaltsov, sospettato di voler rovesciare il regime con finanziamenti stranieri, si e' stretta invece intorno al suo collaboratore Leonid Razvozzhaiev: fermato misteriosamente a Kiev mentre tentava di chiedere asilo politico all'ufficio profughi dell'Onu e trasportato a Mosca, dove avrebbe confessato la sua colpa tra sospetti di torture rilanciati oggi dall'opposizione. Secondo il sito Gazeta.ru, l'operazione potrebbe essere stata condotta dai servizi segreti ucraini su richiesta di Mosca, dove oggi Putin riceve il presidente ucraino Ianukovich per discutere anche il prezzo del gas.

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