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La bomba che ha ucciso Melissa

02 maggio, 13:23
Una foto di Melissa su facebook Una foto di Melissa su facebook
La bomba che ha ucciso Melissa

Detriti, tanti detriti, quaderni e libri strappati che il vento non riesce a portare via, e poi quella parete annerita che copre tracce di sangue innocente: è l'inferno di via Galanti, dinanzi all'ingresso dell'istituto professionale per i servizi sociali, moda e turismo di Brindisi intitolato a Francesca Laura Morvillo Falcone. Nulla sarà più come prima in questa scuola dopo i due botti tremendi che hanno squarciato l'aria poco prima delle 7.45 di sabato 19 maggio 2012, portandosi via la vita di una studentessa di soli 16 anni, Melissa Bassi, ridotto in fin di vita una sua compagna di classe e coetanea e ferito altre cinque studentesse.

Scene di panico impossibile da dimenticare per gli abitanti della zona, ma anche per chi in quei frangenti transitava casualmente nelle vicinanze della scuola. Come il conducente di una Fiat Punto che è stato solo sfiorato da un pezzo di una delle tre bombole di gpl usate come ordigno rudimentale per provocare la terribile esplosione. L'automobilista ha fermato la vettura ed è scappato, imitando gli altri passanti. Quando il fragore dei due botti, uditi anche a centinaia di metri di distanza, è rapidamente svanito, via Galanti non era più quella di prima. A terra giacevano i corpi straziati di un gruppo di studenti che attendeva di entrare a scuola, la maggior parte di loro pendolari arrivati poco prima con l'autobus dalla vicina Mesagne, il paese che ora piange la sua Melissa. Attorno solo scene di devastazione, mentre il frenetico andirivieni di ambulanze ha fatto subito capire a tutti che era accaduto qualcosa di tremendo, di inimmaginabile.

Sconvolto per l'accaduto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che rinnova l'appello "alla vigilanza e al fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva". Il capo dello Stato esprime il suo "profondo dolore" per la morte di Melissa e chiede un "rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile". Il premier Mario Monti, da Camp David, parla di un "atto senza precedenti" e avverte: "il governo intende avere la più grande fermezza e determinazione contro ogni tipo di criminalità e opera perché il paese sia più che mai unito in questi momenti". Interviene anche il Vaticano. "E' un fatto assolutamente orribile e vile, tanto più degno di esecrazione in quanto avvenuto nei pressi di una scuola - dice il portavoce padre Federico Lombardi - tutto il Paese deve reagire con decisione alle tentazioni di violenza e alle provocazioni terroristiche". Chi ha fatto esplodere quelle tre bombole di gas collegate tra loro con fili elettrici, nascondendole in un cassonetto per la raccolta della carta spostato appositamente vicino all'ingresso della scuola, sapeva che avrebbe potuto uccidere giovani vite innocenti.

E' questa una delle certezze più amare. Melissa si è trovata nel punto più vicino all'esplosione: è arrivata nel Centro ustionati dell'ospedale Perrino di Brindisi in condizioni disperate, è morta dopo oltre un'ora. Una sua compagna di classe, Veronica, 15 anni, e' rimasta gravemente ferita. Ora e' ricoverata al Centro ustioni dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana. Qui sarà sottoposta "a tutte le cure richieste dalle sue condizioni, in un centro altamente specializzato e dotato di tutte le attrezzature e le risorse idonee per avviare la fase riparativa delle ustioni". "La giovane - prosegue la nota - è stata immediatamente valutata dallo staff sanitario, che ha riscontrato un ottimo lavoro svolto dai colleghi dell'ospedale di Lecce. Adesso per lei si avvierà immediatamente la fase ricostruttiva di riparazione delle ustioni, che richiederà tempo e un monitoraggio costante dell'evoluzione del decorso clinico".

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