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Titanic: arriva il centenario, tra cinema e tv

Dal kolossal di Cameron in 3D ai docu e serie tv

30 aprile, 08:47
Il Titanic nelle acque di Southampton, il 10 aprile 1912 Il Titanic nelle acque di Southampton, il 10 aprile 1912
Titanic: arriva il centenario, tra cinema e tv

di Silvia Lambertucci

ROMA - A gennaio sono andati in asta altri 5 mila oggetti, presto nel suo nome apriranno due musei, uno in Francia l'altro in Irlanda, da mesi si moltiplicano le operazioni editoriali. Calato un po' il sipario sulla tragedia della nave Costa affondata al Giglio, torna all'attenzione il centenario dell'affondamento del Titanic, colato a picco insieme con 1.517 persone nella notte fra il 14 ed il 15 aprile del lontano 1912. E se il conto alla rovescia è cominciato da tempo anche su Twitter, grazie all'account @TitanicRealTime, gli appuntamenti più attesi, manco a dirlo, sono al cinema e in tv, dove sono in arrivo la versione 3D della pellicola cult di James Cameron, ma anche due super documentari targati National Geographic e 'Titanic Blood&Steel', la serie tv diretta dall'irlandese Ciaran Donnelly che di quella tragedia racconta il prequel. Vecchio ormai di 15 anni (ebbene sì, è del '97) il filmone di Cameron, con gli allora giovanissimi Leonardo Di Caprio e Kate Winsler stretti in un indimenticabile abbraccio sulla prua della nave che colava a picco, sara' nelle sale di tutto il mondo, rinnovato dalla conversione in 3D, dal 6 aprile. Anche se in Italia pochi fortunati l'hanno potuto vedere già a San Valentino, per una promozione nelle sale del circuito Uci, ed altri potranno goderne il 28 marzo al Titanic day organizzato a Bari dal Bif&st International Film Festival. Quando uscì sbaragliò tutti i record d'incasso, aggiudicandosi ben 11 Oscar, tra cui quello come miglior film e miglior regista. E anche oggi la Fox ci punta moltissimo, tanto più che la trasformazione in 3d - alla quale hanno lavorato 300 persone- é costata la bellezza di 18 milioni di dollari. Non sarà comunque l'unica occasione per rivivere quella storia pazzesca di un secolo fa.

A farci ritornare in quelle acque gelide solcate dagli iceberg, ci pensano anche la National Geographic Society e National Geographic Channel con due diversi documentari, che in Italia andranno in onda ad aprile su National Geographic Channel, Canale 403 di Sky. Nel primo, 'Titanic: The Final Word with James Cameron',vedremo il regista di Avatar e Titanic dare vita insieme ad esperti del settore ad una vera e propria indagine forense sul naufragio. Cameron, che ha partecipato ad oltre 30 spedizioni sottomarine per esplorare il relitto, ha riunito un team di ingegneri, architetti navali e storici per risolvere il mistero su come e perché una nave considerata inaffondabile si sia inabissata. Il secondo documentario, 'Save The Titanic', è dedicato invece al racconto di Bob Ballard, l'esploratore che nel 1985 scoprì il relitto dell'imbarcazione e che oggi davanti alle telecamere ricostruisce il viaggio compiuto un secolo fa dal transatlantico.

Ballard parte dai cantieri navali dell'Irlanda del Nord, dove venne realizzata l'imbarcazione, e ripercorre la storia della nave e dei suoi passeggeri fino al giorno della tragedia. In questo modo l'esploratore rinnova l'impegno per salvaguardare il relitto minacciato dalle forze della natura, da turisti e da squadri di recupero senza scrupoli. Ma non solo. Vero evento, in onda probabilmente proprio il 14 aprile su Rai1, è in arrivo 'Titanic Blood&Steel', la serie con un supercast internazionale che vede tra gli altri Chris Noth (il Mister Big di sex and the city) e Kevin Zagers (Gossip Girl e Transamerica), ma anche i nostri Massimo Ghini e Alessandra Mastronardi (arruolata da Woody Allen nel cast del suo ultimo film). Nata da un'idea del direttore di Rai fiction Fabrizio Del Noce, pensata per il mercato internazionale, la serie, che è diretta dall'irlandese Ciaran Donnelly, racconta in 12 puntate (per il pubblico italiano saranno 6 serate) l'epopea della costruzione del Titanic, attraverso le storie, naturalmente anche d'amore, delle tante persone che hanno lavorato per la realizzazione di quella nave che doveva essere il simbolo del futuro, della ricchezza e del potere e che invece è rimasta nella storia come l'icona del fallimento, una delle tragedie più amare del mondo moderno.

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