Tra massimalismo e rigore formale
29 febbraio, 14:06Correlati
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ROMA - Da una parte il rigore dello stile formale di capi 'vendibili' e dall'altra il sogno di abiti regali, dove vince il 'massimalismo' di ori, ricami preziosi, croci e paillettes, come risposta alla crisi che non molla la presa. E' la doppia anima della nuova donna delineata dalle griffe che hanno partecipato a questa edizione di sfilate di pret a porter a Milano, che termina oggi con le proposte dei giovani designer. Le nuove tendenze seguono dunque due nuovi filoni, che pur essendo agli antipodi possono entrambe trovare i loro estimatori. Giorgio Armani è il capofila dell'easy chic, definizione con cui ha titolato la nuova collezione nata sulla base di uno stile androgino rivisitato. Così Armani ha fatto sfilare pantaloni sottili in principe di Galles e bermuda con le scarpe appuntite e basse, perché "i tacchi con gli abiti eleganti - ha spiegato - sarebbero stati consueti e scontati, la scarpa bassa di tono sportivo dà un'aria immediata e disinvolta a questa moda". Da Armani si sono visti tailleur maschili con bluse femminili con colletti a foglia in colori accesi illuminati da cristalli. Giacche caban scolpite al vivo e pellicce color fucsia e arancio. Lusso massimalista tout court da Dolce&Gabbana, con le loro sante, regine e madonne, adornate come non mai, di ori, fiori, gioielli pizzi, ricami, ex voto.
La loro è una regina del Regno delle Due Sicilie vestita con cappe di velluto, abiti-gioiello incrostati di pizzo e oro, cappottini con martingala ricamati come voti. Ma porta anche tailleur in lane bouclé, chiffon stampati a rose, pagliaccetti fiorati incrostati di macramé, tronchetti ai piedi e sexy calzette di pizzo, mantelline coprispalle di pelliccia,orecchini lampadario, cerchietti-diadema, fermagli tra i capelli raccolti in crocchie da madonna del sud. Anche la donna Ferragamo è una zarina che porta cappotti di astrakan, con bottoni di oro, vestiti in chiffon ricamati d'oro, gonne di astrakan e giacche doppiopetto, giacche con passamanerie e bordure, cappotti redingote di velluto nero, molto oro su chiffon, tocchi di lurex. Roberto Cavalli reinventa l'animalier con grande sfoggio di lusso e fa sfilare piccoli baby doll incrostati di pietre e cristalli, abbinati a giacche avvitate o biker in pelle. Camicie maculate con balze al fondo, pantaloni in pitone a zampa d'elefante. Maxi gonne in visone e pellicce piumate. Sandali gioiello architettonici. Abiti a balze arricchiti di volant. Purezza formale, forme geometriche che incrociano costruzioni sinusoidali, colli ad anello e focus sul punto vita, nella nuova collezione Gianfranco Ferré, disegnata da Federico Piaggi e Stefano Citron.
I due stilisti hanno riletto alcuni elementi iconici del marchio dopo aver studiato l'archivio di Ferré. I nuovi abiti svelano continue sorprese. Top e gonne dall'aspetto statico lasciano vibrare plissé multidimensionali in georgette e varchi inaspettati sulle gambe. Che dire di Prada? La regina del minimalismo propone una principessa del videogame dalla figura allungata, che indossa gonne-portafoglio su pantaloni alla caviglia, vita sempre alta stretta con cinture, gilet a marsina con code. Capi molto sartoriali in tessuti corposi, jacquard ricalcati con cristalli e tasselli di plastica a effetto 3D. Metallica, rock e bizantina la donna disegnata da Donatella Versace per il suo marchio. La stilista crea abiti con ragnatele di croci bizantine di pelle, ricama croci e lettere bizantine su T-shirt, abiti, borse e stivali e rilegge la maglia di metallo lanciata dal fratello Gianni in nuovi intrecci di anelli e catene per spettacolari abiti da sera.








