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Nessun documento comune tra le parti sociali

Domani nuovo round a Palazzo Chigi

02 febbraio, 10:49
Metalmeccanico in fabbrica Metalmeccanico in fabbrica
Nessun documento comune tra le parti sociali

Lungo confronto tra sindacati e imprese alla vigilia del tavolo con il governo sulla riforma del mercato del lavoro. I leader di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria si sono incontrati informalmente per quasi cinque ore nella foresteria dell'associazione degli industriali, le convergenze ci sono, cosi' come ipotesi condivise, riferiscono all'unisono al termine della riunione. Ma nessun documento comune da portare domani a Palazzo Chigi: ipotesi esclusa sin da subito dalle parti che gia' non avevano gradito, e soprattutto non condiviso, il documento presentato e poi non consegnato dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, al precedente tavolo della settimana scorsa.

''Non c'e' una trattativa parallela'', la trattativa si fa con il governo, e' il messaggio che rilanciano sindacati e Confindustria. ''Vogliamo un negoziato con il governo che porti a un'intesa su lavoro, crescita, occupazione e fisco'', spiega il leader della Cgil, Susanna Camusso. E ''non vogliamo fare la guerra dei documenti. Siamo interessati a un buon risultato della trattativa'' con l'esecutivo Monti, dice il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: ''Stiamo lavorando non in una logica di contrapposizione al governo, tutt'altro, ma in una logica di condivisione'' con le altre organizzazioni. E' stato un ''confronto utile'', che andra' avanti, ''su tutti i temi, a 360 gradi'', aggiunge, e spiega: ''Abbiamo parlato di flessibilita' in entrata, in uscita e di ammortizzatori sociali''. Tutti i temi sul tavolo, mentre Fornero assicura la volonta' di valorizzare il contratto di apprendistato come ''veicolo di ingresso'' dei giovani nel mercato del lavoro e la formazione. E anticipa che domani affrontera' anche la questione dell'arbitrato e della conciliazione per le controversie di lavoro.

Resta il nodo dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che disciplina il reintegro nei casi di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. ''Secondo me va modificato. La giusta causa va precisata'', afferma il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo. Resta il no dei sindacati: ''Siamo contrarissimi a modifiche'', ribadisce il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni: ''Speriamo di convincere Confindustria a non farsi accalappiare da discorsi che servono solo a creare polveroni e non a risolvere i problemi''. L'articolo 18 ''non e' il problema del mercato del lavoro'', ripete Camusso: la sua difesa e' ''elemento di civilta'''. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, si spinge invece piu' in la': ''Siamo disposti a discutere della flessibilita' in uscita se dipende da ragioni economiche (se un'azienda va male e' impossibile obbligarla a tenere tutti i lavoratori). Altra cosa - dice - e' esporre i lavoratori alla condizione di essere ricattati''. Quanto all'incontro sindacati-Confindustria sottolinea: ''ci siamo scambiati delle opinioni e registrato una sufficiente vicinanza. Abbiamo problemi comuni e soluzioni abbastanza comuni''. Il punto di partenza, sottolineano, e' l'emergenza occupazionale, che e' allarmante per i giovani, come certificato dai dati Istat con un tasso di disoccupazione al 31%, la lotta alla precarieta' e l'imperativo di creare crescita e maggiore occupazione. Quanto agli ammortizzatori sociali, Camusso ribadisce ''la necessita' di uno strumento universale che copra tutti''. Rispetto al tavolo di domani, ''proviamo ad essere cautamente ottimisti'', afferma Camusso. Che, invece, sulle pensioni attacca: ''La ministra sa bene che la riforma apre ulteriori e seri problemi in termini di disoccupazione e di prospettive'' per i lavoratori. ''Spero che il governo riesca a dialogare con tutte le parti sociali e a trovare soluzioni ragionevoli. Non e' il momento di teorizzazioni ne' di mistificazioni'', avverte Bonanni.

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