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L'addio a Scalfaro, ultimo saluto a Roma

Funerali in forma privata a S.Maria in Trastevere

30 gennaio, 23:43
La figlia, Marianna dietro Il feretro di Oscar Luigi Scalfaro mentre viene trasportato alla chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma per i funerali La figlia, Marianna dietro Il feretro di Oscar Luigi Scalfaro mentre viene trasportato alla chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma per i funerali
L'addio a Scalfaro, ultimo saluto a Roma

di Serenella Mattera

ROMA - Spoglia la bara di legno chiaro. Solo un cuscino di peperoncini e bacche rosse ad adornarla. E un lungo applauso ad accompagnarne il passaggio. Pochi fronzoli, per il funerale in forma privata del presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

I corazzieri e la lunga processione di politici della prima e seconda Repubblica, sono l'unico segno del potere che fu. L'assenza di vertici del Pdl (oltre che delle Lega) e il silenzio ostinato di Berlusconi, testimoniano una frattura mai rimarginata, che spinge qualche pidiellino a negare all'ex capo dello Stato anche l'onore del minuto di silenzio. Sarà la natia Novara a tributare domani l'ultimo saluto a Scalfaro, prima della sepoltura. Oggi a Roma il commiato della politica. E della figlia Marianna. "Sto bene", sono le ultime parole che Scalfaro ha detto nella notte tra sabato e domenica a Marianna, vicina a lui per tutta la vita e anche al momento della morte, "arrivata dolce e senza traumi".

Nella basilica di Santa Maria in Trastevere, dove il presidente andava tutte le domeniche e oggi gremita di personalità e gente comune, racconta di lui monsignor Vincenzo Paglia, nell'omelia funebre. Ricorda quando Scalfaro "obbedì al vescovo di Novara che gli chiese di scendere in politica perché la prima linea era lì". E racconta che "sul comodino teneva rosario, Bibbia, fonti francescane e Costituzione", lui che della Carta è stato artefice e strenuo difensore. In un freddo e soleggiato mattino invernale, la camera ardente viene allestita nella piccola chiesa di Sant'Egidio, nel cuore di Trastevere. Ad accogliere il feretro il ministro Andrea Riccardi, che delle comunità di Sant'Egidio è il fondatore.

Marianna, magrissima e commossa, con grossi occhiali neri a coprire gli occhi, accompagna la bara, ornata solo con i peperoncini rossi amatissimi dal padre. Niente bandiere o tappeti di fiori: a far da cornice al feretro solo 4 candele bianche e le corone inviate dalle istituzioni della Repubblica, oltre a pochi mazzetti di fiori lasciati da qualcuno. I politici sfilano silenziosi, si mettono in fila come tutti, ed entrano a salutare Marianna. Ci sono Gianfranco Fini e Renato Schifani. Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, dopo la camera ardente vanno anche al funerale e ascoltano in piedi uno vicino all'altro le parole dell'omelia. Il Pd è al gran completo, come l'Udc. Rosy Bindi piange. Casini accompagna sotto braccio Arnaldo Forlani. Emilio Colombo, uno degli ultimi tre costituenti viventi, ricorda quell'esperienza. "Negli ultimi anni Scalfaro andava a predicare la grandezza della Costituzione", ricorda Romano Prodi. Ma c'é chi continua a considerarlo un "avversario", spiega Massimo D'Alema: è quel "certo mondo berlusconiano" rispetto al quale Scalfaro era agli "antipodi" sul piano "etico e politico".

L'Idv è rappresentato solo da Stefano Pedica e Pancho Pardi. La Lega è assente. Ma sono il silenzio di Berlusconi, l'assenza del Pdl e le proteste dei pidiellini sul territorio a guastare la giornata dell'estremo saluto. Ai funerali non si vede nessuno del Pdl. Alla camera ardente fanno capolino Gianni Letta, Lamberto Dini, Beppe Pisanu e Gianni Alemanno. Nessun altro. Che la figura non fosse amata dal centrodestra berlusconiano non è del resto un mistero. E allora rimaner zitti non è scelta sbagliata, secondo Casini: "Meglio il silenzio dell'ipocrisia". Ma in realtà dalle fila del Pdl arrivano quasi accenni di contestazione. I consiglieri del partito di Berlusconi al comune di Bologna, ad esempio, abbandonano i banchi durante il minuto di silenzio. A Roma fa lo stesso Francesco Storace (La Destra), con alcuni del Pdl. Mentre Federico Mollicone, consigliere Pdl, si spinge oltre. Ed esprime il suo "giudizio negativo" su Scalfaro via Twitter, storpiando la più celebre delle sue frasi: "'Io non ci sto, non ci sto, non ci sto...piu'".

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