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'Sic sul podio più alto'

Applausi al termine dell'omelia del vescovo Amici, tifosi e appassionati per l'ultimo saluto

23 luglio, 21:43
Rossi spinge la moto di Simoncelli Rossi spinge la moto di Simoncelli
'Sic sul podio più alto'

CORIANO (RIMINI) - Siamo solo noi, è vero, quelli che muoiono presto. Ma no, è maledettamente falso che poi è lo stesso. O almeno lo è per le migliaia di persone che hanno partecipato, a Coriano, al funerale di Marco Simoncelli, per i milioni che si sono commossi davanti al tv. La musica di Vasco ha salutato per l'ultima volta Supersic, nell'ultimo commovente abbraccio alla famiglia speciale di un ragazzo speciale. Babbo Paolo a dire a tutti, 'Forza, forza', come se volesse essere lui, che non ha perso solo un figlio, ma anche un compagno di giochi e di sogni, a dover consolare, uno per uno, quella marea di persone che dal vivo o a distanza ha fatto sentire alla famiglia l'affetto di tutta l'Italia. Il funerale di Simoncelli sembrava pensato da lui, tanti colori, tanta musica, il '58' declinato in tutti modi (sui muri, sulle vetrine, nei palloncini, sulle magliette) le moto che entrano in Chiesa, tanti tanti amici. Si piange, come ovvio. Ma non bisogna dimenticarsi di sorridere.

"Qui si celebra - ha sintetizzato il dottor Claudio Costa, il medico dei piloti, una figura quasi paterna per il circus - la vittoria più grande di Marco Simoncelli, perché ha trionfato sulla morte: Marco oggi diventa uno di voi. Questo è l'ultimo scherzo che vi ha fatto. Voi credete che sia qui dentro, ma Marco sta sorridendo e stasera tornerà a casa con la sua famiglia e soprattutto con tutti voi". Il mondo del motociclismo italiano e non solo c'era tutto. C'era Andrea Dovizioso, che non ha smesso di piangere nemmeno per un secondo, c'era il veterano, impietrito, Loris Capirossi, l'amico-rivale Jorge Lorenzo e tanti altri. E c'era soprattutto il pilota con il quale Simoncelli aveva un legame speciale, quello che lo ha visto morire a pochi centimetri. Valentino Rossi ha resistito alla commozione. Mentre gli amici di Coriano portavano a mano il feretro, lui ha preso la moto del suo 'fratellino' e senza uscire dalla Chiesa ha girato la manopola del gas e le ha fatto cantare il suo ultimo pianto, la sua ultima preghiera. Si è fatta forza Kate, la fidanzata, che ha seguito il funerale insieme alla famiglia. E mentre mezza Italia piangeva con lei, mentre 58 milioni di abbracci si stringevano attorno a Paolo, alla mamma Rossella e alla sorellina Martina, ha preso la parola e ha lasciato il suo ricordo: "Lui aveva solo pregi, era una persona perfetta. E le persone troppo perfette non possono vivere con noi comuni mortali".

E' stato vastissimo il cordoglio che si è stretto attorno alla famiglia Simoncelli. Dopo il bagno di folla della camera ardente (ventimila, ieri) c'erano migliaia di persone a salutare superSic. Difficile, se non impossibile, quantificarle in un tranquillo paese di collina, dove di solito la pace è rotta solo dal rombo degli scooter truccati e che non è certo abituato ai riflettori. A rappresentare le istituzioni il ministro della gioventù Giorgia Meloni e il sottosegretario allo sport Rocco Crimi. La faccia dell'eroe tragico, il vecchio Sic, non ce l'aveva proprio: troppo guascone, troppo irriverente, troppo vivo per essere accomunato all'idea della morte. Al vescovo di Rimini Francesco Lambiasi l'idea che lui stia insegnando ad impennare agli angeli, come stava scritto su uno striscione comparso gia domenica davanti alla chiesa, non è dispiaciuta. "La sera prima dell'ultima gara - le parole del vescovo durante la Messa - hai detto che desideravi vincere il Gran Premio, perché lì sul podio ti avrebbero visto meglio tutti. A noi ora addolora non riuscire a vederti, ma ci dà pace e tanta gioia la speranza di saperci inquadrati da te dal podio più alto che ci sia". Senza prendersi troppo sul serio, ovviamente, nemmeno lì.

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