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Silvio Muccino presenta 'Rivoluzione n.9'

Anni '60 vs anni '90 in nuovo romanzo e in onda su Radio2

13 dicembre, 13:26
Silvio Muccino nello studio Rai di via Asiago in cui conduce con Carla Vangelista la trasmissione 'Rivoluzione n.9' Silvio Muccino nello studio Rai di via Asiago in cui conduce con Carla Vangelista la trasmissione 'Rivoluzione n.9'
Silvio Muccino presenta 'Rivoluzione n.9'

di Giorgiana Cristalli

ROMA - ''Trattare un tema delicato come l'adolescenza attraverso una precisa chiave: la disobbedienza'': cosi' Silvio Muccino racconta in un'intervista ad ANSA.it l'intenzione alla base del nuovo romanzo, scritto insieme a Carla Vangelista per Mondadori, intitolato 'Rivoluzione n.9', in uscita venerdi'.

Da questo libro dell'affiatata coppia, gia' autrice del bestseller 'Parlami d'amore', prende le mosse anche una trasmissione radiofonica, su Radio2, con lo stesso titolo, 'Rivoluzione n.9'. Si tratta di dieci appuntamenti da dieci minuti in onda dal lunedi' al venerdi' dal 12 al 23 settembre alle 19:50, incentrati su altrettanti temi: la rivoluzione, l'amore, la morte, la paura, il cambiamento, l'apparenza, gli altri, la famiglia, il sesso e la liberta'.

Due generazioni, due rivoluzioni a confronto, raccontate da due ex adolescenti, uno degli anni '90, l'altra degli anni '60. Rivoluzione n.9 e' una stanza virtuale dove i due autori portano, insieme al loro bagaglio di ricordi ed esperienze, le emozioni e la musica che hanno segnato e accompagnato la loro adolescenza. Gli anni '60 e quelli vicini al 2000 si confrontano in un botta e risposta di canzoni, di testi e di melodie che viaggiano dai Beatles ai Nirvana, da Tenco ai Radiohead, da Francoise Hardy ai Sex Pistols.

''Il titolo - spiega Silvio Muccino, attore e, dal 2007, anche regista ('Parlami d'amore' e 'Un altro mondo') - ha una valenza musicale e unisce i mondi dei due protagonisti, Matteo e Sofia. Lei, nel '64, in pieno conflitto tra Beatles e Rolling Stones, e' una beatlesiana convinta e, da vera fan, attende il primo concerto dei Beatles in Italia, a Roma al cinema Adriano. Matteo invece nel 2000 ha altri riferimenti musicali ma incontra un uomo che, instradandolo verso la liberta', gli fa sentire la sinfonia numero 9 di Beethoven, rivoluzionaria. Questo titolo unisce, dunque, la sinfonia di Beethoven e 'Rivolution number 9' dei Beatles. Non e' ancora stato deciso se questo romanzo, molto introspettivo, finira' anche sul grande schermo.

Muccino, che tempo fa aveva preso le distanza da un certo cinema giovanilista, racconta di aver chiuso nelle pagine di questo romanzo i suoi conflitti adolescenziali, in una specie di catarsi. ''Sono nato nel cinema 15 anni fa - racconta - e' stato il mio big bang, ma questa nuova nascita non mi ha permesso di vivere a fondo la grande rivoluzione che e' l' adolescenza. Tramite questo libro sono ritornato li', a quel punto, per risolvere le cose lasciate in sospeso e salutare definitivamente quel momento, pero' l'ho voluto fare toccando i temi in maniera piu' verticale, profonda, non come spesso succede in un certo tipo di cinema giovanilista''. L'approccio e' stato ''onesto e scorretto al tempo stesso - spiega ancora Muccino - abbiamo guardato anche sotto il tappeto dove ci sono paure, dolori e non solamente il mondo delle prime volte''. Gli anni '60 sono stati per lui una scoperta: ''E' un decennio molto affascinante, che forse ho idealizzato, soprattutto dal punto di vista musicale, irraggiungibile''.

E' cambiata la societa', e' cambiata la musica, ma i sogni dei ragazzi sono simili, o forse identici. ''Forse e' cambiata la forza con la quale si sogna - spiega Carla Vangelista - noi eravamo piu' sfrontati, avevamo piu' liberta' di sognare. Oggi, e non e' certo colpa dei i ragazzi, c'e' una sorta di implosione, quasi un po' di vergogna nel provare a sognare. Sara' che allora c'era tutto da costruire mentre adesso, purtroppo, la societa' e' disgregata e attende solo gli ultimi colpi prima della ricostruzione''. A Muccino, quasi trentenne, sta molto a cuore il tema della diseducazione. ''Credo nell'importanza della disobbedienza, nel coraggio di dire no. I bambini devono dire si', non sono in grado di decidere, ma arriva un momento nella vita in cui la parola 'no' diventa fondamentale. Ecco - conclude - se impari a dire no a 16 anni, quando cresci impari a dire no alle cose che non vanno nella societa'''.

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