Percorso:ANSA.it > Speciali > News
FESTIVAL DI LOCARNO Tutti i titoli

Vince Sudamerica ma l'Italia sorride

14 agosto, 19:56
La regista svizzero-argentina Milagros Mumenthaler posa con il 'Pardo d'oro' del 64/o festival di Locarno La regista svizzero-argentina Milagros Mumenthaler posa con il 'Pardo d'oro' del 64/o festival di Locarno
Vince Sudamerica ma l'Italia sorride

dell'inviato Claudio Scarinzi

LOCARNO - Con una rappresentazione poetica in cui la realtà e la fantasia si fondono nella più classica tradizione sudamericana, 'Abrir puertas y ventanas' (Aprire porte e finestre), opera prima di Milagros Mumenthaler, produzione svizzero-argentina, ha vinto il Pardo d'Oro nel Concorso internazionale al 64/o Festival del cinema di Locarno. Ma anche l'Italia è andata bene nella rassegna: ha centrato il Pardo d'Oro nella sezione 'Cineasti del presente', il cosiddetto 'Pardino', con 'L'estate di Giacomò di Alessandro Comodin.

E 'Sette opere di misericordia' dei fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio è arrivato secondo nel Premio giuria dei giovani e ha preso anche un altro riconoscimento, il Don Quijote. 'Abrir puertas y ventanas' si svolge a Buenos Aires - la regista argentina ha vissuto a lungo in Svizzera per poi tornare in patria - verso la fine dell'estate. Protagoniste sono tre sorelle orfane, Marina (l'attrice Maria Canale, migliore interpretazione femminile), Sofia e Violeta che vivono - prima con la nonna e poi, dopo la sua morte, da sole - in una casa antica sui cui particolari spesso indugia la telecamera. La prima si dedica allo studio, la seconda ha un tenore di vita sospetto, torna spesso tardi la sera e si concentra sull'apparenza e i beni materiali. La terza si trascina dalla camera da letto al soggiorno e inizia una relazione con un uomo assai più grande di lei.

Divergenze, scherzi, meschinità e gesti d'affetto scandiscono questo periodo finché a un certo punto Violeta scompare. Nulla però sembra scomporsi: le due sorelle rimaste litigano e si evitano, fino a che Marina ha una storia con un giovane vicino di casa. E il tutto finisce con un'immagine in salotto di loro che vedono la televisione. Questo universo, un po' claustrofobico, viene narrato con molta delicatezza. E' invece un film biografico e di formazione 'L'estate di Giacomò. Comodin inizialmente voleva fare un documentario sull'apprendimento del suono.

Ma poi, girando con il protagonista, Giacomo Zulian, un giovane sordo fin da piccolo che grazie a un'operazione ha riacquistato in gran parte l'udito e ora deve rieducare la parola, il cineasta ha deciso di cambiare strada. Ha raccolto materiale e ha scelto di raccontare il passaggio all'età adulta. Giacomo in viaggio in un bosco, in una natura incontaminata è affiancato dalla sua amica d'infanzia Stefania, interpretata dalla sorella di Comodin. Con lei inizia un percorso di ricordi, di giochi infantili, di bagni in un'ansa del fiume che sembra magica. I due si attraggono, si provocano, ma nulla di più.

Quindi l'esperienza più formativa: l'amore per Barbara, che è stata davvero la sua ex fidanzata, anche lei con seri problemi di udito. E qui la passione esplode ed è molto bello sentirla, poi, con voce malferma dire di come lo ama e ha bisogno di lui. Insomma un viaggio in un luogo perduto della memoria. Soddisfazione è stata espressa per 'Sette opere di misericordia', storia della redenzione di una clandestina moldava, da Luciano Sovena, ad di Cinecittà Luce, distributore del film: "I riconoscimenti confermano la validità delle nostre scelte e dell'opera di ricerca di nuovi talenti che saranno i maestri di domani". "Onorato e felice" per il 'Pardino' è Comodin: "A questo punto - commenta il regista - sono obbligato a fare un altro film".

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati