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Fede ori e gossip, Italia è da Giochi

Nove medaglie mondiali per azzurri, Dotto-Scozzoli-Settebello show

15 dicembre, 20:16

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dell'inviata Alessandra Rotili
 
SHANGHAI - Federica Pellegrini due ori, un fidanzato lasciato, un flirt deflagrato, e un mondiale che oltre alla sua storica doppietta passerà agli annali per il gossip più gustoso della piscina e dintorni. Il mondiale di Shanghai cala il sipario e nell'anno preolimpico la proiezione del medagliere è da boom: dalla Cina il ritorno è infatti esaltante per gli azzurri, perché se prima tutto nuotava intorno alla campionessa veneta, adesso c'é l'altra metà dell'acqua che avanza e reclama le pari opportunità.
 
La supercampionessa, protagonista del bis storico della doppietta su 200 e 400 stile già realizzata a Roma due anni fa, diventando la prima donna a ottenere questo risultato sulle due distanze, è riuscita a uscire dalle pagine sportive: l'addio a Luca Marin e l'affinità scoperta con Filippo Magnini hanno innescato la miccia. Loro negano, ma vengono avvistati sempre insieme: sugli spalti per il trionfo del Settebello, nei mercati di Shanghai a fare acquisti prima della partenza: Marin, affondato nei 400 misti dopo due settimane di tormento e cinque chili persi, ha sfogato metà della sua rabbia. Quella forte la sparerà in un altro momento. Ma il terremoto-gossip, nonostante tutto, non sembra aver rotto gli equilibri di una squadra che è cresciuta. Superfede il 10 lo conferma, ma stavolta un po' di passerella deve dividerla con altri due super azzurri: Fabio Scozzoli, promessa confermata, ha vinto due argenti nei 100 e 50 rana. E punta al podio olimpico.
 
"Mi darei otto - dice il romagnolo severo - facciamo nove". E' un mondiale stellare per il 23enne che è riuscito a portarsi via il souvenir più ambito (dopo le medaglie): la cuffia del suo mito in acqua, il samurai della rana Kosuke Kitajima, che ha avuto anche l'onore di battere. A fargli buona compagnia c'é la sorpresa delle gare di Shanghai: Luca Dotto, osservato speciale della banda di velocisti di stanza a Roma, a vent'anni e al primo mondiale centra l'argento nei 50 stile in mezzo a due mostri come Cesar Cielo e Alain Bernard. Si è guadagnato anche la finale dei 100 (chiusa al settimo posto), ed è arrivato ai piedi del podio nella 4X100. E' nata una stella? "Il voto è tra nove e dieci - dice lo sprinter di Tombolo - anche se sui 100 poteva arrivare qualcosina in più. Ma una medaglia non fa una stella, le stelle sono campioni come Federica, Rosolino, Magnini, gente che ha vinto tanto: certo non sono una meteora. Per questo mondiale mi accontento...".
 
Le cinque medaglie pesanti della piscina fanno decisamente bottino ricco: a Roma due anni fa gli ori furono tre, i due di Fede, quello nei 1500 della grande assente qui Alessia Filippi, che aveva bissato col bronzo negli 800. Tutti podi al femminile. Manca però tutta l'altra Italia, quella che continua a vivere all'ombra dei campioni vecchi e nuovi: rinato Filippo Magnini, a parte la staffetta 4X100, ha mancato la finale della gara individuale ed è a digiuno di medaglie pesanti da tempo.
 
Nessun salto di gioia poi tra i fondisti: Samuel Pizzetti, fuori dalle finali dei 400 e degli 800 stile e sempre con il nono tempo, ha disputato in chiusura quella dei 1500 ma senza gloria. Settimo, in una gara in cui il cinese Sun Yang ha cancellato lo storico primato di Grent Hackett. Decisamente no il mondiale di Federico Colbertaldo: la promessa del fondo in piscina è in fase down, nessuna finale e futuro tutto da rivedere. Male il settore femminile, che senza la Pellegrini sarebbe al buio. E l'emblema di un movimento che ha punte eccezionali ma una base un po' ferma sono le staffette che non riescono più ad andare lontano. Ci si sta lavorando anche in vista di Londra. Nel fondo invece, da sempre fucina d'oro, non sono arrivati titoli: ha fallito il campione Valerio Cleri, e si registrano l'argento sulla distanza olimpica da 10 km di Martina Grimaldi e il bronzo a sorpresa nella 25 di Alice Franco. In calo rispetto a Roma. Scendono anche i tuffi: con Tania Cagnotto fuori forma dopo l'incidente in motorino, sono tornati a casa con il bronzo nel trampolino basso (non olimpico) della bolzanina.
 
Tania a Roma era arrivata terza dai tre metri e seconda nel sincro con Francesca Dallapé. Luce spenta tra gli uomini. I fuochi d'artificio però li ha regalati a 24 ore dai saluti finali il Settebello: il mondiale di Shanghai sarà ricordato anche e soprattutto per l'oro della pallanuoto, dopo 17 anni da quello vinto a Roma '94. Un'impresa storica che riapre il ciclo delle calottine azzurre. Insomma non solo Pellegrini. L'Italia fa i conti: con tre ori, 4 argenti e due bronzi, da Shanghai si va via contenti. A parte qualcuno, gossip permettendo.
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