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Signori: 'A qualcuno fa comodo il mio nome'

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04 aprile, 13:59
Beppe Signori Beppe Signori
Signori: 'A qualcuno fa comodo il mio nome'
Di Tommaso Romanin

BOLOGNA - Radiato in secondo grado, Beppe Signori non si arrende. E' pronto al ricorso al Coni e contrattacca: ''La mia sensazione e' che a qualcuno fa comodo tenere su il mio nome, in una vicenda che non ha portato quasi a nulla. All'inizio si parlava di centinaia di partite, poi solo di una, presunta. Facile menzionare nomi famosi, come il mio e quello di Doni: cosi' si scaricano le responsabil1ita'''. Il quarantatreenne di Alzano Lombardo, al centro dello scandalo del calcioscommesse, ribadisce di sentirsi vittima di ''accanimento''. Anche se poi non accusa nessuno: ''Sarebbe troppo facile e non e' nel mio carattere''.

Camicia, capelli ingellati, scortato dai 'fidi' Vittori, investigatore privato, e De Amicis, avvocato, affronta a Bologna per la seconda volta i cronisti da quando e' libero dai domiciliari. ''Con uno spirito diverso'', rispetto all'affollata conferenza stampa nella quale l'ex capitano biancoceleste si era sfogato, piangendo. ''Ho voglia, pero', - avverte - di far valere le mie ragioni''. E, mentre alle sue spalle sfilano i gol in rossoblu', parte: ''questa volta faccio io le domande. Alcune cose proprio non me le spiego. Vorrei capire il metodo della Procura: ha letto le intercettazioni?''. Non ci sono prove contro di lui, ha sostenuto ancora: ''Come puo' essere radiato uno che non ha nessuna telefonata?''.

Per predisporre la strategia difensiva, Signori e il suo pool hanno comprato, a circa diecimila euro, le conversazioni. ''Non capisco - ha aggiunto - come possa essere che io, con nessuna intercettazione, abbia avuto le stesse condanne di chi ne ha 300''. Ne e' lui, 'il capo dei capi'. Per quella che considera una maldestra interpretazione delle registrazioni, la difesa sporgera' querela contro ignoti. Mentre si dice anche pronto a pagare per la puntata su Benevento-Pisa, fatta ''convinto di non essere tesserato'', non accetta le accuse piu' gravi: associazione per delinquere e illecito sportivo.
 
Se al Coni ''verra' confermato di piu' della scommessa legale che ho fatto, mi tolgo dal calcio. Vado personalmente a riconsegnare la tessera'', promette. In quel caso ''mi dispiacerebbe vedere rovinati 30 anni di carriera. E l'obiettivo sara' difendermi nel processo penale, per poi tornare in Federazione e dire che hanno sbagliato''. A far arrabbiare l'ex idolo della Nord, c'e' soprattutto l'eccessiva, per lui, esposizione mediatica: ''In Norvegia c'era uno che aveva fatto una strage, e io venivo sbattuto in prima pagina''.
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