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REPORTAGE - Khan: fuori Usa e Nato, via governo

Ue non lo sostenga. Bloccheremo forniture Nato per Afghanistan

08 maggio, 18:15
Imran Khan (in camicia bianca), leader del partito pachistano Tehereek-e-Insaf (Movimento per la Giustizia) Imran Khan (in camicia bianca), leader del partito pachistano Tehereek-e-Insaf (Movimento per la Giustizia)
REPORTAGE - Khan: fuori Usa e Nato, via governo

dell'inviata Laurence Figà-Talamanca

ISLAMABAD - Con l'uccisione di Osama bin Laden "gli Stati Uniti e la Nato hanno raggiunto i loro apparenti obiettivi, quindi devono immediatamente ritirare le loro forze armate dall'intera regione". E' categorico Imran Khan, capo del partito pachistano di opposizione Tehreek-e-Insaf (Ti, Movimento per la giustizia), nel denunciare "l'operazione militare unilaterale americana" ad Abbottabad come "una violazione del diritto internazionale e un atto di aggressione nei confronti del Pakistan".

E nell'annunciare nuovi blocchi alle forniture della Nato verso l'Afghanistan. In questa 'guerra di tensione' tra il Pakistan e gli Stati Uniti, "l'Unione europea dovrebbe sostenere libere elezioni e una vera democrazia nel Paese e non, come fanno gli Usa, il presidente Asif Zardari che è un burattino", ha detto in un'intervista all'ANSA l'ex campione mondiale di cricket, e leader di uno dei partiti pachistani che nel 2008 boicottarono le elezioni contro il regime di Pervez Musharraf.

Il raid Usa nella villa-bunker del capo di Al Qaida - ha spiegato - è stata "la più grande umiliazione della storia del Pakistan dal 1971" (data dell'indipendenza del Bangladesh, ndr) e il governo ne è "responsabile e deve dimettersi". Khan preme dunque per nuove elezioni e "per un governo credibile", considerando Zardari e il primo ministro Yusuf Gilani incapaci di gestire "le difficili sfide, interne ed esterne, che il Paese deve affrontare" a causa del blitz di Abbottabad.

Tra le quali, la possibile vendetta di Al Qaida che, ha detto, "non mi sorprenderebbe". "Un governo credibile, inoltre, dovrebbe rifiutare i dollari degli Usa", ha aggiunto Khan. Ma il Pakistan può farcela anche senza? "Il Pakistan sopravviverà solo senza quei dollari perché - ha risposto il leader di Ti - il prezzo che stiamo pagando è troppo alto: 34 mila morti dall'inizio della guerra al terrorismo, 68 miliardi di dollari persi dalla nostra economia, migliaia di sfollati delle aree tribali e il 40% della popolazione che vive nella povertà ".

Per sensibilizzare l'opinione pubblica pachistana sull'urgenza di restituire al Paese "la sovranità e la dignità nazionale perdute", Imran Khan ha infine annunciato un sit-in di due giorni, il 21 e 22 maggio a Karachi, durante il quale "tutte le forniture della Nato verso l'Afghanistan verranno bloccate". Alla fine di aprile una simile protesta era già stata messa in atto a Peshawar, contro gli attacchi dei droni americani sulle zone tribali del Paese.