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Dalle piazze ai monumenti

Gli studenti di tutta Italia per far sentire la loro voce si 'sono impossessati' dei luoghi della cultura

08 giugno, 14:42
Una combo con le proteste degli studenti Una combo con le proteste degli studenti
Dalle piazze ai monumenti

Dai tetti ai monumenti e, ora, ai teatri di lirica. La protesta degli studenti contro la riforma dell'universita' non si ferma, nonostante il provvedimento sia al Senato in attesa che si voti la fiducia il 14 dicembre, e anzi viene rilanciata con nuove iniziative e con l'appoggio dei liceali: come a Napoli dove hanno occupato i binari della metropolitana, come a Roma dove hanno sfilato per le vie del centro e fatto un'occupazione lampo alla stazione Tiburtina o come a Torino, dove hanno bloccato il traffico.

Ma e' il nuovo scenario della protesta universitaria sembrano proprio essere i teatri, attraverso i quali si salda anche il disagio dei lavoratori della cultura colpiti dai tagli: e' stato il caso del Massimo di Palermo, occupato e liberato dai ragazzi al canto di ''Va' pensiero''.

Tutto e' iniziato il 30 novembre con l'occupazione del Petruzzelli a Bari. Poi e' stata la volta degli studenti dei Dams di Roma 3 all'apertura della stagione dell'Opera e, soprattutto, al San Carlo di Napoli, dove i rappresentati delle maestranze e dei musicisti hanno detto che un incontro pacifico e' stato reso violento dall'intervento della polizia. E dovei gli studenti sono tornati per imbavagliarsi davanti al teatro. Al momento non si hanno notizie di particolari iniziative, ma martedi' e' in programma la prima della Scala: gia' i sindacati Cgil e Cub hanno annunciato la loro protesta nella piazza, con i Cub che hanno esteso l'invito agli studenti. E sempre martedi' a Firenze e' prevista la prima della Tosca.

A Palermo, dopo quanto avvenuto a Napoli tutto si e' svolto senza particolari problemi: il direttore di sala ha denunciato di essere stato aggredito. Ma per il resto, alcuni dei circa tremila studenti che stavano manifestando contro la riforma Gelmini hanno occupato all'improvviso il Teatro Massimo, uno dei piu' grandi d' Europa. I manifestanti sono entrati all'interno del Teatro, la cui biglietteria era aperta, invadendo la platea e salendo sul palco del tempio della lirica. Poi, prima di uscire, assieme al coro del teatro, hanno intonato ''Va' pensiero'' e sono stati applauditi dagli attori che stavano provando ''La fanciulla del west''. Alla protesta, come in altre parti d'Italia hanno partecipato sia gli alunni di alcuni istituti superiori della citta' sia gli studenti universitari che avevano occupato simbolicamente l'aula magna della facolta' di Ingegneria. Sul versante politico e' intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale riformare l'universita' e' indispensabile, ''ma e' necessario introdurre il criterio del merito''.

Per Fini non vi e' dubbio che la protesta di questi giorni ha visto in campo ragazzi strumentalizzati, ''i professionisti della protesta'', ma anche molti giovani ''che esprimevano il desiderio di migliorare le cose''. Infine, da registrare la polemica dei Giovani democratici, che hanno criticato Renzo Bossi per la sua frase: "La riforma dell'università è indispensabile, spesso i giovani vanno in piazza oggi non sapendo quali sono i punti della riforma": "Renzo Bossi - hanno replicato i GD - si rassegni: gli studenti italiani sono molto più coscienti e liberi di quello che vorrebbero le destre. E l'11 dicembre saranno in piazza per continuare a ribadire il proprio no a questo governo e il loro impegno per un'università e un paese migliore".

Alcune decine di studenti universitari il 25 novembre si sono staccati da un corteo di circa 2.000 persone e sono entrati all'interno della Torre Pendente in piazza dei Miracoli, a Pisa. All'esterno centinaia di loro hanno formato un cordone umano per impedire l'accesso ai turisti. Dal penultimo anello i giovani hanno poi calato uno striscione con la scritta ''No alla riforma''. La Torre è stata nel frattempo chiusa e i turisti fatti uscire. Nella piazza centinaia di curiosi, molti dei quali stranieri, hanno seguito la protesta immortalandola con macchine fotografiche e telefonini.

Sempre il 25 novembre a Roma decine e decine di studenti, distaccandosi dal corteo contro i tagli all'istruzione, sono entrati all'interno del Colosseo, scavalcando i tornelli. I ragazzi si sono affacciati dal secondo anello del Colosseo e hanno esposto uno striscione ('Nessun taglio, nessun profitto'). Hanno poi dato vita a un corteo all'interno dell'Anfiteatro Flavio al grido di ''Siamo noi i veri leoni'' accendendo fumogeni rossi, tra lo stupore dei turisti presenti. Terminata la performance e prima di ritornare all'universitá, gli studenti hanno annunciato in coro ''occuperemo il Vaticano''.

Ancora il 25 a Torino occupata la Mole Antonelliana, edificio simbolo della citta'. I manifestanti sono entrati nell'atrio della Mole, sede del museo nazionale del cinema, dove hanno affisso striscioni scandendo slogan e battendo su pentole e tamburi.

Anche a Siena c'e' stato un tentativo di assalto a un'opera architettonica. Un gruppo di studenti universitari stamani ha provato a salire sulla Torre del Mangia, in piazza del Campo per srotolare uno striscione con la scritta 'Resistere'. L'intervento di agenti della digos ha bloccato l'azione.

Un gruppo di alcune decine di studenti ha preso possesso della balconata centrale della Basilica di San Marco a Venezia, il 26 novembre, per protesta contro il decreto di riforma dell'Universita'. I manifestanti si trovano sul terrazzo della facciata principale della Basilica, dove vi sono i quattro cavalli di bronzo dorato e argentato (in realta' le copie degli originali provenienti da Costantinopoli).

Gli studenti fiorentini hanno ''occupato'' il 27 novembre la cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze al termine di una manifestazione partita da Palazzo Vecchio e che si e' snodata per le vie del centro. Non senza qualche difficolta' alcuni studenti sono saliti sul 'cupolone' srotolando uno striscione con scritto 'l'universita' non e' in vendita'. Pochi minuti dopo lo striscione si e' staccato rimanendo appeso su una parete del Duomo.

Un gruppo di ricercatori, il 29 novembre, studenti e dottorandi italiani che lavorano al Cern di Ginevra, uno dei piu' grandi laboratori di fisica nucleare, è salito sul tetto del building dell'amministrazione centrale a ''difesa'' dell'Universita' pubblica. La manifestazione di protesta e' organizzata dal Coordinamento studenti Universitari veneziani, che ha in Tommaso Cacciari (ex Didobbedienti) uno dei portavoce. ''Nel mondo del lavoro - ha detto Cacciari - gli immigrati salgono sulle gru per chiedere il rispetto dei loro diritti. Parlando di cultura, questi monumenti sono le nostre 'gru', quelle che i ministri Gelmini e Tremonti, o il ministro Bondi vorrebbero abbattere''. I manifestanti hanno srotolato dalla balconata della chiesa due striscioni: il primo recita ''It's final countdown Pdl Gelmini'', il secondo ''Non avrete la mia fiducia. Roma 14 dicembre 2010''. La Basilica e' controllata all'esterno da un nutrito gruppo di poliziotti, ma al momento la manifestazione non e' degenerata e l'ingresso dei turisti alla chiesa non e' stato interrotto.
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