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Otto minuti di applausi per 'La passione' di Mazzacurati

'La passione', spiega il regista:"é in tutto e per tutto un film laico

09 settembre, 14:49
Marco Messeri, Carlo Mazzacurati, Cristiana Capotondi, Giuseppe Battiston e Silvio Orlando Marco Messeri, Carlo Mazzacurati, Cristiana Capotondi, Giuseppe Battiston e Silvio Orlando
Otto minuti di applausi per 'La passione' di Mazzacurati

VENEZIA -  Otto minuti di applausi hanno accolto ieri sera in Sala Grande la proiezione ufficiale de 'La Passione' di Carlo Mazzacurati, secondo film italiano in concorso alla 67/a edizione della mostra d'arte cinematografica di Venezia.

Nonostante il titolo e la Via Crucis che chiude il film di Carlo Mazzacurati 'La passione', spiega il regista:"é in tutto e per tutto un film laico. In un'epoca di perdita profonda della memoria racconta solo di caduta e resurrezione, una cosa a cui noi tutti siamo sottoposti". Ma non mancano nell'incontro stampa ufficiale di stamani riferimenti all'Italia di oggi. "Siamo arrivati a un punto in cui gli eventi italiani sono così paradossali che è difficile trovare un effetto comico. Insomma si ride per non piangere" dice ancora. Il film - nelle sale dal 24 settembre distribuito da 01 in 300 copie - racconta la crisi di un regista (Silvio Orlando) senza più idee che si ritrova, per una bizzarra coincidenza, a dover fare una rappresentazione della Passione di Cristo in un paesino della Maremma toscana con gente del posto e attori di serie b.

"Una cosa questa - dice ancora Mazzacurati - che nasce da un'esperienza simile che ho vissuto. Non è vero però che è un film sul mestiere del regista, ma sul vuoto che si prova quando si perde l'aspirazione. E' insomma la storia di un blocco creativo che poi a un certo punto viene finalmente sbloccato". Dopo 'Somewhere' di Sofia Coppola con 'La passione' ripiomba al Lido la solitudine di chi fa il cinema. Nel caso del film di ieri quella dell'attore, mentre con Mazzacurati va di scena quella del regista:"Un altro Somewhere? Certo un po' vero. Per gli attori come nel film della Coppola ci sono diversi problemi - spiega con ironia Silvio Orlando -. Intanto il tuo corpo degrada, la faccia si imbruttisce e poi hai paura di non piacere più a nessuno. Il fatto è che noi attori mescoliamo la vita privata con quella pubblica.

Così se l'ultimo film che abbiamo fatto va bene ti sembrA che anche tua sorella ti guardi in un modo piu benevolo. Al contrario è come non avere più le chiavi di casa o, a Natale, non avere il posto a tavola". E dice ancora l'attore sulla Coppa Volpi nel 2008 per il 'Papa' di Giovannà di Pupi Avati: "devo dire che si è un po' imbrunita. A Venezia ci torno sempre volentieri e spero di tornare felice a casa come le altre volte. Qui è una vera giostra, sembra che il mondo si fermi. Quando ho vinto la Coppa Volpi ho provato la sensazione più forte della mia vità. Comunque 'La passione' è la commedia poetica che mi sono sempre aspettato di fare".

IL PROGRAMMA DI OGGI - Alla Mostra quella di oggi è la giornata delle emozioni, delle risate (si celebra il "cinepanettone" con Jerry Calà e molti compagni delle sue "Vacanze di Natale"), della memoria.

In dettaglio gli appuntamenti:

20 SIGARETTE di Aureliano Amadei. Controcampo Italiano. Non si é ancora visto e già è molto discusso l'opera prima che racconta le missioni di pace del contingente italiano in Iraq. E in particolare la strage di Nassiriya del 12 Novembre 2003 che ha ucciso ben 19 italiani. Candidato alla vittoria nella sua sezione. 1960 di Gabriele Salvatores. Fuori concorso. Un documentario quasi sognante dedicato all'anno delle Olimpiadi di Roma, all'anno delle speranze, del boom, della nostra memoria. Omaggio a uno dei membri della giuria.

DETECTIVE DEE E IL MISTERO DELLA FIAMMA FANTASMA di Tusi Hark. Fuori Concorso. Ritorna il tycoon del cinema di Hong Kong, questa volta nei panni di regista alle prese con un classico del giallo cinese del primo '900. Il personaggio del Giudice Dee era infatti un tempo molto famoso anche in Occidente.

MEEK'S CUTOFF di Kelly Richards. In concorso. Ritornano le atmosfere del Western con una storia di coloni e di sentieri selvaggi nell'Oregon di metà '800. Nel cast Michelle Williams.

POSTO MORTEM di Pablo Larrain. In Concorso. Un addetto all'obitorio di Santiago del Cile indaga sulla scomparsa di una vicina di casa subito dopo il golpe di Pinochet. Finché, sul posto di lavoro, non finisce coinvolto in un'autopsia davvero inattesa. Terzo film del regista di "Tony Manero", outsider molto atteso in zona premi.

PEQUENAS VOCES di Jairo Carrillo e Oscar Andrade. Giornate degli Autori. Straordinario esempio di animazione realizzata a partire dai veri disegni di un gruppo di bambini orfani della guerra civile in Colombia. Tra le possibili sorprese del programma.

HAI PAURA DEL BUIO di Massimo Coppola. Esordio per il creativo di Mtv alle prese con una storia di amicizia femminile in un'Italia del Sud privata della sua identità dove si incrociano operai senza più lavoro e immigrati senza più speranza. Unico film italiano nella sezione dei critici.

NIENTE PAURA di Piergiorgio Gay. Fuori Concorso. Le canzoni di Luciano Ligabue (perfetto complice del regista), gli articoli della Costituzione italiana e un insolito viaggio nell'identità di una nazione forse divisa e forse unita da valori irrinunciabili. Più di un documentario, più di un film-concerto.

EL SICARIO ROOM 164 di Gianfranco Rosi. Orizzonti. Vita e pensieri di un killer professionista raccontato da vicino da parte di uno dei migliori esponenti del "cinema del reale". Più di un film, un'esperienza visiva e umana. Tra le sorprese del programma.

CARACREMADA di Lluis Galter. Conosciuto con questo soprannome affibiatogli dalla milizia franchista, Ramon Capdevila è stato l'ultimo irriducibile della lotta armata catalana. La sua storia, la sua "guerra privata" contro Franco sono un'occasione di memoria collettiva per la nuova Spagna e la Catalogna autonomista.

VACANZE DI NATALE di Carlo Vanzina. Retrospettiva. Realizzato subito dopo il successo di "Sapore di mare", questa commedia con Jerry Calà e Christian De Sica fu il primo "cinepanettone" degli anni '80. Per molti oggi e' un vero "classico" che viene celebrato anche in una tavola rotonda con protagonisti di ieri e oggi.