LIVORNO - Qualcuno la definì la 'burla del secolo'. Di certo, lo scherzo di tre ventenni livornesi che, nel luglio del 1984, gettarono nei Fossi medicei una falsa scultura in pietra che fu attribuita ad Amedeo Modigliani, mise in crisi un' amministrazione comunale e parte del mondo dell'arte.
Per creare i presupposti per la beffa, di cui parlò tutto il mondo, bastò l'idea del Comune di dragare i canali che attraversano la città alla ricerca di 'teste' dell'artista livornese: Pietro Luridiana, Michele Ghelarducci e Pierfrancesco Ferrucci ne realizzarono una simile con arnesi da carpentiere e la gettarono nottetempo nel canale.
Il giorno dopo (era il 24 luglio) e per settimane, Livorno festeggiò lo straordinario ritrovamento, anche perché a distanza di poche ore fu trovata una seconda scultura, opera di Angelo Froglia, un portuale con la passione dell'arte che intendeva così protestare contro 'il sistema dell'arté. Una terza fu scoperta, sempre nei fossi, il 10 agosto, anch'essa opera di Froglia.
A settembre i ragazzi svelarono a 'Panorama' l'origine della testa. Oggi i tre lavorano in settori diversi, hanno mogli e bambini e ogni tanto si ritrovano per riparlare di quei giorni. Come avviene in questi giorni durante incontri con una produzione per un eventuale docu-fiction sulla loro storia.
ENTRO FINE ANNO VIA A RIPRESE PER DOCU-FILM - Si chiamerà 'Modigliani's Genuine Fake Heads' ('Le vere false teste di Modiglianì) il docu-film che racconterà la storia della beffa delle tre sculture ripescate dai canali medicei di Livorno e attribuite all'artista labronico. Il documentario sarà girato dal regista fiorentino Giovanni Donfrancesco, autore in passato di altri documentari storici, che ieri ha incontrato i tre 'ex ventenni' che allora lanciarono nel Fosso Reale di Livorno una delle false teste, Pietro Luridiana, Michele Ghelarducci e Pierfrancesco Ferrucci. Il video durerà un'ora, sarà finanziato da case di produzione italiane e francesi e sarà trasmesso sul circuito Arte, la televisione franco-tedesca che si occupa di cultura. Entro fine anno dovrebbero iniziare le riprese, alle quali parteciperanno anche tre degli autori della beffa. Il quarto (Angelo Froglia, che però in quel luglio 1984 agì da solo) è morto nel 1997. Il documentario dovrebbe essere visibile in Italia su alcuni canali tematici satellitari.






