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Napoli, il Rione che non c'è

La Sanità riparte da San Gennaro e Totò

22 ottobre, 17:55
Il Rione Sanita' visto attraverso una grata Il Rione Sanita' visto attraverso una grata
Napoli, il Rione che non c'è

di Martino Iannone

“Se faccio questa strada dove si arriva?”. “No, quella cartina non va bene. Li’ il rione Sanita’ non c’e’”. E’ quanto capita e puo’ capitare a chiunque vuole visitare Napoli. Sulle cartine geografiche turistiche preparate per illustrare gli eventi del Natale in citta’ il rione Sanita’ non c’e’. La cartina viene diffusa principalmente negli hotel, nei bed & breakfast, e agli info point turistici della citta’. Ma la Sanita’ esiste, esiste eccome. Basta entrare in questi vicoli, percorrere queste strade quasi schiacciate nel ventre di Napoli per rendersene conto.

L’inizio, magari, puo’ essere difficile. Puo’ capitare che un barista disincantato o una donna che stende il bucato consiglino sottovoce di non mostrare in modo enfatico l’ultimo modello di telecamera, di macchina fotografica o di I-Phone che si porta con se’. Ma superata questa forma di benvenuto, alla Sanita’ si scoprono tanti gruppi di turisti e visitatori, anche napoletani, che, accompagnati da giovani guide, passeggiano sopra, sotto e dentro il rione, alla scoperta di tesori d’arte, di storia e di cultura, assaggiando pani, lieviti e prelibatezze locali. La Sanita’ riparte da qui, ancora una volta, nonostante i video choc, il degrado, una diffusa microcriminalita’ minorile a disposizione dei clan. Motivati dall’associazione Altra Napoli Onlus e dall’Arcidiocesi del cardinale Crescenzio Sepe, aiutati dal sostegno della Clinton Fondation, venti giovani del rione Sanita’ si sono riuniti nella cooperativa ‘La Paranza’, lo stesso nome che nel golfo di Napoli hanno le piccole barche da pesca.

Questi giovani si stanno dando da fare. Hanno creato una rete per valorizzazione il patrimonio artistico e culturale del rione con percorsi turistici nuovi e dinamici e laboratori teatrali e musicali ai quali partecipano oltre cento ragazzini del rione. Accanto hanno anche artisti che collaborano installando opere, realizzando mostre e stimolando idee come Riccardo Dalisi, Annamaria Bova, Gianni Pisani, Elisabetta Valentini e Raffaele Pezzuti. Tutto il progetto ha portato alla nascita di una struttura ricettiva situata nel cuore della Sanita’ chiamata ‘Casa del Monacone’. Per adesso sono soprattutto viaggiatori tedeschi ad averla scelta come residenza per un soggiorno a Napoli. I percorsi turistici proposti alla Sanita’ ruotano intorno ai luoghi del santo patrono di Napoli con il tour del ‘Miglio Sacro’ e il progetto ‘San Gennaro extra moenia’.

Ma alla Sanita’ e’ nato Toto’ e qui Toto’ ha girato, tra gli altri, un episodio del film “L’oro di Napoli”. La Salita Cinesi, la location dove il principe de Curtis in quella pellicola interpreto’ il ‘Pazzariello’, e’ stata recuperata e oggi alla sommita’ c’e’ una statua in metallo stilizzata di Toto’ realizzata dagli Iron Angels, un altro gruppo di giovani della Sanita’ che lavorano come fabbri e realizzano opere ideate dal maestro Dalisi. Da San Gennaro a Toto’, la Sanita’ riparte nonostante tutto, ancora una volta.