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Stamina: in protocollo dosi staminali adatte a topi

Aifa diffida Spedali Brescia dal trasferire cellule

09 gennaio, 20:22
Una manifestazione per Stamina Una manifestazione per Stamina
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Quantità di cellule staminali mesenchimali adatte al topo e insufficienti per l'uomo, la richiesta di poter analizzare le cellule da parte di ricercatori italiani e stranieri e la diffida dell'Aifa agli Spedali Civili di Brescia dal trasferire le cellule trattate: sono i nuovi aspetti della vicenda Stamina, nella quale il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha detto oggi di volere ''assolutamente che sia fatta chiarezza''. Dai documenti prodotti dal Comitato scientifico del ministero della Salute, e che l'ANSA ha potuto visionare, è emerso intanto che la quantità di cellule staminali mesenchimali indicata nel protocollo Stamina equivale a quella che viene utilizzata nei trapianti nel topo e non nell'uomo. La dose utilizzata per i trapianti cellulari nell'uomo è infatti di circa due milioni per chilo di peso corporeo, mentre il protocollo Stamina prevede il trapianto di due milioni di cellule in totale, come nel caso della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e l'adeguamento al peso corporeo non viene indicato con una dose esatta.

E poichè il protocollo continua ad essere secretato, stanno aumentando i ricercatori che chiedono di poterlo visionare, così come di avere accesso alle cellule trattate negli Spedali Civili di Brescia. Il precedente è stata la richiesta di poter analizzare le cellule per controllarne la qualità da parte del direttore del Diabetes Research Institute di Miami, Camillo Ricordi. Sono seguite quindi richieste analoghe da parte di ricercatori specializzati nelle cellule staminali. La prima lettera è arrivata ieri da Paolo Bianco, fra i massimi esperti internazionali di cellule staminali mesenchimali e direttore del Laboratorio cellule staminali dell'università Sapienza di Roma, ed oggi hanno presentato al ministro Lorenzin una richiesta analoga Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" dell'Università di Modena e Reggio Emilia, e da Umberto Galderisi, presidente dell'associazione Stem Cell Research Italy. Una richiesta analoga è arrivata agli Spedali di Brescia dagli Stati Uniti, firmata da un esperto del più importante laboratorio dedicato alle cellule mesenchimali dei National Health Institutes (Nih).

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