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Prima misura massa di 'sorella' stella polare

Con questo risultato sarà più facile calcolare quanto sono distanti galassie

24 novembre, 20:01
Al centro dell'immagine la ricostruzione artistica del sistema binario descritto nella notizia (la stella "sorella" della stella polare e' la piu' piccola, in giallo)
Al centro dell'immagine la ricostruzione artistica del sistema binario descritto nella notizia (la stella "sorella" della stella polare e' la piu' piccola, in giallo)
Prima misura massa di 'sorella' stella polare

ROMA - Per la prima volta e' stata misurata la massa di una ''sorella'' della stella polare e grazie a questo risultato, pubblicato su Nature, d'ora in poi sara' piu' facile calcolare quanto sono distanti le galassie. E' stata infatti misurata la massa di una stella che appartiene alla famiglia delle Cefeidi (o stelle variabili), caratteristiche per la relazione regolare tra il loro periodo di pulsazione e la loro luminosita'. Non soltanto la stella polare e quella descritta su Nature sono ''sorelle'', ma ''hanno anche masse molto simili'', ha detto uno degli autori della ricerca, Giuseppe Bono, dell'osservatorio di Roma dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Il lavoro e' stato coordinato da Grzegorz Pietrzynski, dell'universita' polacca di Varsavia.

''Se avessimo continuato a cercare nella Via Lattea non saremmo mai riusciti a risolvere il problema, ma nella Grande Nube di Magellano abbiamo scoperto un sistema ideale, tanto da ridurre dal 30-40% all'1% il grado di incertezza per questo tipo di misure'', ha detto ancora Bono. ''Essere riusciti a ridurre l'incertezza all'1% - ha osservato - e' molto importante considerando le grandi distanze astronomiche: basti pensare che l'oggetto del quale abbiamo misurato la massa si trova a 160.000 anni luce dalla Terra''. La stella variabile misurata nella Grande Nube di Magellano appartiene a un sistema binario. Ruota cioe' attorno ad un'altra stella: ''e' come se le danzasse intorno aumentando o riducendo la sua luminosita' a intervalli regolari''. La misura appena pubblicata e' il primo passo verso la soluzione di un problema irrisolto da 40 anni e conferma un'ipotesi proposta 10 anni fa dallo stesso ricercatore italiano: ''se la misura e' corretta, dimostra che le Cefeidi perdono un po' della loro massa prima di diventare tali. Se questo sara' confermato da altre osservazioni, le Cefeidi potranno diventare indicatori di distanza nell'universo ancora piu' affidabili''.

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