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Il contributo italiano al cacciatore antimateria

Costato 1,2 miliardi di euro, e' il frutto della collaborazione internazionale fra 16 Paesi e 65 Istituzioni

25 agosto, 17:07
Il cacciatore antimateria
Il cacciatore antimateria
Il contributo italiano al cacciatore antimateria

ROMA - Parla italiano al 25%, il gigantesco cacciatore di antimateria Ams (Alpha Magnetic Spectrometer) costato 1,2 miliardi di euro e frutto di una collaborazione internazionale formata da 16 Paesi e 65 Istituzioni, che da 14 anni lavora alla realizzazione di questo strumento. Con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l'Italia è il primo Paese contributore a questa impresa senza precedenti, che punta a cercare nello spazio le tracce dell'invisibile materia oscura e dell'altrettanto sfuggente antimateria. "Il lancio di Ams è molto tempestivo", ha osservato il presidente dell'Infn, Roberto Petronzio.

"Oggi - ha aggiunto - siamo ben consapevoli della nostra ignoranza riguardo ai costituenti più abbondante dell'universo, mentre dobbiamo ancora risolvere il puzzle della asimmetria tra materia e antimateria". Anche per il presidente dell'Asi, Enrico Saggese, "é uno strumento in linea con le ricerche del prossimo futuro sull'antimateria e l'energia oscura: comprendere che cosa sono é la grande sfida dei prossimi 10-20 anni". Il contributo italiano comprende la realizzazione di strumentazione di volo, il supporto nel periodo di 14 anni di circa 60 scienziati italiani partecipanti al progetto, nonché contratti con le industrie italiane del settore.

Sono stati progettati e realizzati in Italia i principali strumenti a bordo di AMS, derivati dall'esperienza decennale agli acceleratori di particelle dei Laboratori nazionali di Frascati e del Cern di Ginevra, come il sistema di Tempo di Volo e il sistema ad Anelli di Luce Cherenkov, realizzati dalla sezione dell'Infn di Bologna; il Tracciatore al silicio è stato realizzato dalla Sezione dell'Infn di Perugia e il Calorimetro elettromagnetico si deve alla sezione dell'Infn di Pisa. Importanti contributi al segmento di terra della trasmissione dati e al monitoraggio della strumentazione di bordo sono stati dati anche dalle sezioni dell'Infn di Milano e dell'università di Roma La Sapienza. L'industria spaziale italiana(in particolare Cgs, Caen, Carso e G&A Engineering), ha contribuito in maniera sostanziale con il sostegno dell'Asi, alla realizzazione del sistema di controllo termico, del rivelatore ad Anelli di luce Cherenkov, dei rivelatori al silicio del Tracciatore e del sistema di alimentazione dell'intero esperimento Ams.

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