Saranno italiane le prime mappe da satelliti sul rischio sismico
Cosmo-SkyMed ha individuato faglia terremoto L'Aquila
30 giugno, 13:49BERGEN (NORVEGIA) - Saranno italiane le prime mappe del rischio sismico ottenute sulla base delle osservazioni fatte dai satelliti. E' il primo progetto al mondo di questo tipo ed e' stato presentato nel convegno sull' Osservazione della Terra organizzato dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) in Norvegia, a Bergen. Il progetto, partito nel 2007 e che si chiudera' all'inizio del 2011, si chiama Sigris (Sistema di osservazione della Terra per la gestione del rischio sismico) ed e' finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con 3,7 milioni.
E' condotto da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) con la partecipazione dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr) e alcune aziende. I risultati del progetto vengono forniti al Dipartimento della Protezione civile. ''Utilizziamo i dati rilevati dai satelliti italiani Cosmo SkyMed per individuare le faglie attive e quindi per aggiornare le mappe di pericolosita' e rischio sismico, sia mappe prodotte in tempi rapidissimi per essere di supporto in situazioni di crisi'', ha spiegato il coordinatore del progetto, il geologo Stefano Salvi dell'Ingv. Mappe in situazioni di crisi sono state prodotte, per esempio, immediatamente dopo il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009. ''A due giorni dal sisma abbiamo ottenuto le prime mappe del danno'', ha detto Salvi.
La prima e' stata quella del paese piu' colpito, Onna, l'indomani e' arrivata la mappa dell'Aquila. Sono state le prime risposte alle richieste che la Protezione civile fa in situazioni di crisi come queste, relative alla localizzazione della sorgente sismica, dei danni e delle frane indotte dal terremoto.
I satelliti Cosmo SkyMed sono stati anche i primi a indicare esattamente la posizione della faglia e i rilievi condotti successivamente sul campo hanno permesso di stabilire che negli ultimi diecimila anni quella stessa faglia si e' attivata almeno cinque volte, la piu' recente delle quali corrisponde probabilmente al grande terremoto del 1703. ''Con Cosmo SkyMed nell'arco di una settimana abbiamo prodotto 21 immagini'', ha rilevato Salvi, mentre fino ad ora i satelliti di tipo tradizionale acquisivano una immagine al mese.
Uno dei banchi di prova del sistema nella preparazione di mappe del rischio e' stato lo stretto di Messina, dove sono state misurate con una precisione senza precedenti le deformazioni della costa calabra. ''Il progetto e' attualmente in una fase pre-operativa, abbiamo creato l'infrastruttura ed e' un peccato se andasse perduta'', ha detto Salvi. Sul tappeto, per il futuro del progetto, c'e' la questione del finanziamento, che potrebbe essere di 500.000 euro l'anno.






