di Enrica Battifoglia
ROMA - Ha il nome del fisico Edoardo Amaldi, la navetta europea senza equipaggio destinata ad essere lanciata alla fine del 2011 per portare rifornimenti e attrezzature sulla Stazione Spaziale Internazionale. Dopo Francia e Germania, e' adesso l'Italia a dare il nome al terzo veicolo di trasferimento automatico (Atv) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), in qualita' di terzo maggiore contributore dell'Esa. La scelta e' caduta sul nome di Amaldi, il ''ragazzo di via Panisperna'' che e' fra i padri dell'Europa spaziale e cosi' come della fisica delle particelle europea: e' stato infatti il promotore sia dell'Esa che del Cern di Ginevra.
Voler dare il suo nome alla navetta Atv-3 ''e' un riferimento esplicito all'eccellenza della ricerca italiana nel mondo'', ha detto il sottosegretario alla Ricerca Giuseppe Pizza, che oggi ha battezzato la mavetta con la responsabile del Direttorato dell'Esa per il Volo umano, Simonetta Di Pippo, e con il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese. ''Ho visto nascere l'Esa'', ha detto oggi il figlio di Amaldi, Ugo. ''Ricordo il giorno in cui mio padre torno' a casa dicendo: ieri in treno ho capito, ora dobbiamo fare l'euro-Luna. Era il 1958 o il 1959 - ha detto ancora Ugo Amaldi - e mio padre non pensava certamente ad una navetta per la Stazione spaziale, ma aveva in mente di mandare un europeo sulla Luna''.
Per Di Pippo ''l'annuncio di oggi arriva nel periodo in cui l'Italia e' a capo della ministeriale dell'Esa e celebra una delle figure principali della ricerca italiana''. Sulla Stazione spaziale, ha aggiunto, ''c'e' moltissima Italia'' e ''conforta che in Italia ci siano sia una grandissima capacita' innovativa, sia attenzione da parte delle istituzioni''. L'Atv-3 potrebbe volare nel momento in cui lo shuttle sara' andato in pensione (anche se c'e' grande incertezza su questo punto e si parla di un eventuale proseguimento fino al 2015). ''Le navette Atv - ha osservato Saggese - potrebbero essere fra i pochi veicoli spaziali di collegamento con la Stazione spaziale'', con le navette cargo di Russia e Giappone.
Dopo l'Atv-1 Jules Verne, l'Atv-2 Johannes Kepler e l'Atv-3 Edoardo Amaldi, l'Esa prevede di lanciare altre due navette: un programma che complessivamente richiede 11 anni di lavoro e una spesa di 1,3 miliardi di euro. Le 5 Atv ''ci permetteranno di pagare i costi di mantenimento della Stazione spaziale fino al 2015 e di conseguenza - ha detto Di Pippo - bisognera' prevedere altri contributi dal 2016 in poi''. A questo scopo sono in corso studi tecnici tra i 5 partner della stazione orbitale (Europa, Stati Uniti, Canada, Russia e Giappone) finalizzati a definire una politica di trasporto comune. La navetta Amaldi si trova adesso negli stabilimenti della Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) a Torino, ha detto il responsabile dell'Unita' infrastrutture spaziali dell'azienda, Luigi Quaglino. ''Sta per avere inizio la fase di integrazione in camera pulita''.
A Torino si lavora sulla parte pressurizzata del modulo, mentre a partire dal 13 ottobre in Germania sara' completata la parte non pressurizzata, destinata a contenere i serbatoi per acqua, aria e propellente.