Oceani acidi, sos estinzioni di massa
Guida Iucn, in 250 anni fenomeno +30%
14 dicembre, 16:36
COPENAGHEN - Tagli "profondi e immediati" alle emissioni di gas serra "sono indispensabili per dare uno stop all'acidificazione degli oceani e impedire l'estinzione di massa delle specie marine, l'insicurezza alimentare e gravi danni per l'economia mondiale". Questo l' appello-allarme lanciato dal vertice Onu sul clima a Copenaghen, giunto al suo quarto giorno di lavori, dall' Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn).
Nel rapporto l'Iucn fa il punto sulle più recenti scoperte scientifiche di acidificazione degli oceani e ne precisa le azioni che sono urgentemente necessarie per fermare la sua accelerazione. L'oceano fornisce circa la metà delle risorse naturali della Terra, assorbe anche il 25% di tutta l'anidride carbonica emessa ogni anno, e produce la metà dell'ossigeno che respiriamo. Ma l'acidità degli Oceani è aumentata del 30% in 250 anni, ovvero con l'industrializzazione.
Se i livelli di CO2 nell'atmosfera continuassero ad aumentare con questo trend, l'acidità potrebbe crescere del 120% entro il 2060, un livello mai raggiunto in 21 milioni anni. Entro il 2100, il 70% dei coralli verrà esposto ad acqua corrosiva. Un pericolo per tutta l'umanità visto che precedenti episodi di acidificazione degli oceani sono stati collegati alle estinzioni di massa di alcune specie, ed è ragionevole supporre, afferma l'Iucn, "che ora le stesse condizioni potrebbero portare alle stesse conseguenze".
Secondo il rapporto "non c'é più dubbio che l'oceano è in fase di profondi cambiamenti che avranno un impatto su molte vite umane ora e nelle generazioni futire, a meno che non si agisca con rapidità e decisione". "Tale fenomeno può essere meglio descritto come il gemello cattivo del cambiamento climatico", spiega Dan Laffoley, editor della guida, Vicepresidente Iucn della Commissione mondiale sulle aree protette. "Abbiamo voluto realizzare questa guida sui tanti modi con cui l'acidificazione degli oceani può alterare il funzionamento dell'oceano viste le possibili conseguenze devsatanti di tale fenomeno. Ma ci auguriamo anche che questa guida possa funzionare da campanello d'allarme per i decisori perché possano mettere al centro delle discussioni anche gli oceani".







