Charles Ramsey
Eroe nero che ha liberato Amanda. Il vicino afroamericano che con il suo intervento ha aiutato la donna a uscire dalla sua prigione dopo un rapimento durato dieci anni
08 maggio, 19:09
WASHINGTON - "Quando una bella ragazza bianca si lancia nelle braccia di un uomo nero, allora c'é qualcosa che non va...". Parla così Charles Ramsey, l'eroe del giorno, il vicino afroamericano che con il suo intervento ha aiutato Amanda Berry a uscire dalla sua prigione, con la figlia di sei anni, dopo un rapimento durato dieci anni. Da ore passa da un canale tv all'altro per raccontare la sua incredibile avventura. Un po' stempiato, con i capelli scarmigliati, lunghi sulla nuca, baffi e pizzetto, maglietta bianca, occhi stralunati e senza qualche dente, Charles è balzato subito all'attenzione del pubblico che da ieri sera segue incollato alle tv questa storia di violenza, dall' imprevedibile lieto fine. Tanto che oggi è Top Twitter trend worldwide, insomma, è il più citato del sito di microblogging al livello mondiale. "Ho sentito urlare, mentre stavo mangiando il mio hamburger. Allora mi sono avvicinato al porticato e ho capito che c'era una ragazza dietro la porta che cercava disperatamente di uscire. Ho pensato a un caso di violenza domestica, ma la porta era sbarrata. Allora - racconta l'uomo con lo sguardo un po' allucinato - ho dato molti calci alla porta, e a fatica sono riuscito a aprire una fessura laterale attraverso la quale è uscita la ragazza e dopo la figlia. Quindi mi ha detto di essere Amanda Berry e che voleva chiamare la polizia. Io nemmeno mi ricordavo del suo caso. Poi m'é venuto in mente quanto accaduto 10 anni fa. E le ho detto che Amanda era morta. E lei, piangendo mi ha risposto che era lei, che era stata rinchiusa per 10 anni da Ariel Castro, assieme ad altre due ragazze". Quindi racconta la sua sorpresa quando sono arrivati i poliziotti e hanno liberato le altre due ragazze: "Pensavo che non ci fosse nessuno. Ha avuto proprio una gran faccia tosta per fare qualcosa del genere! Guardate che Ariel lo vedevo ogni giorno, con lui ballavamo la salsa, mangiavamo in giardino. Ci conoscevamo da un anno ma mai nessun sospetto. Niente di particolare, sino a oggi".







