Mark Cavendish
Il re è sempre lui. Il velocista britannico e' la prima maglia rosa del 96esimo Giro d'Italia
04 maggio, 19:19
Il re è sempre lui. Ed è un re vestito di rosa, quello che è salito sul trono dell'ex capitale del Regno delle Due Sicilie. Mark Cavendish, 28 anni, viene dall'Isola di Man, sebbene dal 2007 abiti a Quarrata, nel Pistoiese. A Napoli ha dominato il lunghissimo sprint della tappa inaugurale del 96/o Giro ciclistico d'Italia. Una volata da brivido, da vero e proprio 'braveheart', la sua. 'Cannonball' oggi non è stato solo implacabile, questa volta é riuscito addirittura a superarsi, ad andare al di là della propria potenza, polverizzando le ambizioni, i sogni di Elia Viviani, l'eterno secondo, che fino a qualche centimetro dalla linea del traguardo ha sperato concretamente di battere Sua Maestà degli sprint. E che dopo l'arrivo ha sfogato la sua rabbia colpendo con il pugno contro il manubrio.
Lo sprint è stato caratterizzato da una caduta a un paio di chilometri dalla fine di una tappa lunga 130 chilometri, nel quale sono rimasti coinvolti fra gli altri Gavazzi (uno dei favoriti), Chicchi, Belletti e David Millar. Qualche chilometro prima, Steegmans, uno dei suoi fidi scudieri, era stato fermato da un problema meccanico, lasciando il re nudo. O quasi. Cavendish non si è perso d'animo e ha chiuso il buco a poche centinaia di metri dal traguardo, facendo tutto da solo e azzerando la concorrenza. Praticamente, un tornado. L'uomo-proiettile dell'Isola di Man aveva già indossato la maglia rosa nel Lido di Venezia, al termine della cronosquadre, valida come prima tappa del Giro del centenario vinto a Roma da Menchov. Domani 'Cav' cercherà di difenderla a Ischia, in un'altra crono a squadre: non sarà facile, ma nemmeno impossibile.
Sul lungomare di Napoli, Cavendish é un missile senza ostacoli né avversari. La sua potenza si trasforma in voglia di tenerezza quando - da padre giovane e orgoglioso - tutto vestito di rosa, esibisce la sua vittoria più bella: la piccola Delilah Grace, che la modella glamour Peta Todd gli ha regalato il 3 aprile dell'anno scorso. Un fagottino con i capelli dorati: Mark la tiene in braccio con una delicatezza che stride con la potenza messa in mostra poco prima, sul traguardo della 1/a tappa del Giro d'Italia di ciclismo. In conferenza stampa, la freccia dell'Isola di Man prima fa i complimenti alla città di Napoli, "per come, chi la amministra, è riuscito a gestire l'organizzazione di questa gara", poi per la "bellezza del tracciato".
Quindi guarda avanti: "Farò del mio meglio, assieme al 'mio' team, per conservare la maglia rosa". L'Omega Pharma-Quickstep, però, domani a Ischia dovrà fare a meno di un uomo importante come Tony Martin, specialista delle cronometro. "Cercheremo di fare del nostro meglio - aggiunge Cavendish - siamo forti e possiamo disputare una buona tappa. Oggi si sono registrare diverse cadute, ma non so dire se questo evento sia da ricondurre alle condizioni del manto stradale o legato al nervosismo dei corridori, chiamati al primo esame di questo Giro. Quando si gareggia su un circuito, in ogni caso, le cadute fanno parte del gioco. Il tracciato della tappa non era pericoloso, anzi devo dire che mi è piaciuto molto".
Nei giorni scorsi ha preferito non provare e riprovare le trappole di una tappa complicata, insidiosa. "Non era nemmeno necessario - spiega la neo-maglia rosa - visto che dovevamo transitare alcune volte sotto lo striscione del traguardo". Elia Viviani è stato costretto a inchinarsi allo strapotere di 'Cav': di fronte a tanta potenza è inutile gettarsi la croce addosso. "Stamattina ho chiesto ai miei compagni di fare come preferivo - racconta - volevo stare davanti per giocarmi tutto, volevo il treno giusto: per farlo bisognava esporsi, essere convinti e affiatati. Ho visto che potevo infilarmi, la volata é stato uno scontro diretto fra me a Cavendish. Alla fine ha vinto lui".







