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Laura Boldrini

Dai campesinos a Montecitorio, il viaggio di Laura. La svolta a 20 anni, poi Onu e una vita per diritti degli ultimi

16 marzo, 18:12
La neoeletta Presidente della Camera Laura Boldrini
La neoeletta Presidente della Camera Laura Boldrini
Laura Boldrini

di Flavia Ressmann

ROMA - Laura Boldrini inizia "con cura ed umiltà" un viaggio - nella Camera più giovane e popolata di donne della storia repubblicana - con lo stesso entusiasmo con cui a vent'anni, un'estate, si avventurò armata di passione nelle risaie venezuelane determinata a dare una mano ai campesinos. Quell'esperienza fu la svolta della sua vita. Una sorta di folgorazione su un mondo di privazioni, fino allora neanche immaginato, che ha segnato tutta l'esistenza di questa donna tenace, disciplinata, battagliera, mai timorosa di esporsi in prima persona nella difesa degli 'ultimi della Terra', come attestano i 24 anni spesi al servizio delle Nazioni Unite. Anni frenetici, con la valigia sempre pronta, in giro tra le terre più straziate del mondo, dall'ex Jugoslavia alla Georgia, dall'Iraq all'Afghanistan. Una vita da migrante, ancorata però ad un punto fermo: la famiglia. Quella di origine a Jesi, nelle Marche, dove è cresciuta con i quattro fratelli, il papà avvocato con il pallino per il latino e il greco e la mamma insegnante di arte. E poi l'amata figlia Anastasia, cresciuta nella casa romana di Monteverde ed oggi matricola di scienze politiche in un'università britannica. Da bambina non era sempre facile per Anastasia accettare di doversi 'separare' spesso da questa mamma un po' diversa dalle altre che andava lontano ad occuparsi di chi aveva bisogno. "Certo - disse una volta quando ancora frequentava le elementari - se questi bambini poveri che hanno fame si aspettano che la mia mamma gli prepari la pasta, ci resteranno male...". Di fatto - spaghetti a parte - di piccoli rifugiati, privati di tutto, a cominciare del diritto di essere bambini, Laura Boldrini ne ha aiutati veramente tanti.

E per loro si è battuta come una tigre, proprio perché Anastasia e tutti i bambini fortunati potessero vivere un giorno in un mondo di uguali, con pari dignità e diritti. Era il 1998 quando lo sguardo della combattente Boldrini si é fermato - e mai più distolto d'allora - sulle migliaia di disperati che, braccati da guerra e miseria, tentavano l'approdo sulle coste italiane, pigiati su improbabili carrette del mare. Si deve anche a lei - portabandiera dell'Unhcr ed esperta come pochi del settore dell'informazione - se in questi ultimi tempi la sopita tradizione all'accoglienza degli italiani si è risvegliata, bilanciando la tragedia dei respingimenti. Simbolo della battaglia in difesa dei migranti, Boldrini è stata più volte nel mirino dei suoi detrattori, soprattutto all'epoca del governo Berlusconi. "Disumana e criminale" la definì Ignazio La Russa nel 2009, quando era ministro della Difesa dopo la condanna dell'Unhcr alla politica dei respingimenti praticata dall'Italia. Paradosso: lo stesso anno Famiglia Cristiana l'ha nominata 'Italiana dell'annò per il costante impegno a favore dei rifugiati. Un'esperienza umana che Boldrini ha voluto condividere affidando una delle tante storie di disperazione raccolte in prima persona ad un libro dal titolo simbolico 'Tutti indietro'. A giorni uscirà in libreria un altro suo romanzo 'Solo le montagne non si incontrano mai: storia di Murayo e dei suoi due padri', ambientato nel 1994 tra Somalia e Sicilia. Il giorno prima di diventare la terza donna nella storia a sedere sullo scranno più alto di Montecitorio, il neo deputato di Sel Boldrini aveva affidato al diario che tiene su 'Repubblica' le impressioni del suo 'primo giorno di scuola' tra i banchi del Parlamento. Stupore, volti sconosciuti, per la prima volta la fila al bagno delle donne, la liturgia delle votazioni, l'incertezza di riuscire a dipanare la matassa per dare all'Italia un Governo e soprattutto una richiesta: "lasciateci lavorare" per cambiare le cose, per dare delle risposte ai tanti che vivono nell'ansia alle migliaia di giovani disoccupati. "La politica come passione". E' a questo che guarda il nuovo presidente della Camera come sottolineato ai deputati nel suo primo discorso da presidente. "Ora la Camera sia la casa degli ultimi", ha detto anche Boldrini. Parole in sintonia con quelle di Papa Francesco, determinato a ripartire dai poveri.

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