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Fisco: web tax 'rispunta' in delega

Norma cancellata con ultima versione del dl Salva-Roma. Ancora non operativa

03 marzo, 15:45
La Web Tax rispunta nella delega fiscale
La Web Tax rispunta nella delega fiscale

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ROMA - La web tax, introdotta nella legge di stabilità dal Parlamento, cancellata dal governo Renzi nell'ultima versione del decreto salva Roma rispunta nella delega fiscale, a sua volta approvata definitivamente dalla Camera giovedì scorso. Lo si evince dalla lettura del testo licenziato dal Parlamento La norma non è direttamente operativa, perché la delega fiscale è una legge che, appunto, delega l'esecutivo a varare una serie di decreti legislativi che attuano i principi indicati.

All'articolo 9, dedicato al rafforzamento dei sistemi di controllo in chiave anti-evasione e anti-elusione, il provvedimento afferma che uno dei decreti legislativi dovrà "prevedere l'introduzione, in linea con le raccomandazioni degli organismi internazionali e con le eventuali decisioni in sede europea, tenendo anche conto delle esperienze internazionali, di sistemi di tassazione delle attività transnazionali, ivi comprese quelle connesse alla raccolta pubblicitaria, basati su adeguati meccanismi di stima delle quote di attività imputabili alla competenza fiscale nazionale". Si tratta appunto di quello che in gergo tecnico si chiama ''aportionment'', che consiste che far pagare alle multinazionali con sede fiscale all'estero, le tasse in Italia per la parte di ricavi che si stima sia stata prodotta nel nostro Paese e che giornalisticamente era stata chiamata prima "Google tax" e poi "Web tax".

La norma era stata introdotto nella delega in commissione Finanze della Camera in prima lettura, il 19 settembre del 2003, e confermato nei successivi passaggi sia al Senato che a Montecitorio. La parola ora passa il governo che, in teoria, dovrebbe esercitare la delega emanando un decreto legislativo che contiene la "web tax". Secondo i giuristi, infatti si tratta di un atto che risponde a caratteri di "imperatività e istantaneità", cioè il governo ha il dovere di attuare la delega; ma tale "imperatività", questo dovere è solo politico, perché non è stato inserito in alcuna legge. Quindi il governo potrebbe "sfidare" il Parlamento lasciando trascorrere il tempo senza esercitare la delega su questo singolo aspetto. 

Dopo il cdm che aveva cancellato la norma con il nuovo Salva-Roma il premier Matteo Renzi aveva spiegato che se ne sarebbe riparlato "in un quadro di legislazione europeo".

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