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M5s contro Colle,Napolitano boia opposizione. E' bufera

29 gennaio, 10:52
Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giorgio Sorial
Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giorgio Sorial
M5s contro Colle,Napolitano boia opposizione. E' bufera

di Francesca Chiri
Il M5s di nuovo contro il Capo dello Stato. I Cinque Stelle rilanciano l' intenzione di presentare una loro richiesta di messa in stato di accusa del Presidente e lo accusano di proteggere solo la maggioranza, di avallare "una tagliola contro l'opposizione". Ma non si fermano lì. Di perifrasi in similitudine arrivano a definire il Capo dello Stato un "boia" che "cuce la bocca e taglia la testa alle opposizioni". Un insulto che fa saltare sulla sedia per la sua crudezza e che provoca l'immediata indignazione di tutte le forze politiche, Lega compresa. Che porta la Procura di Roma a valutare se procedere per vilipendio. E induce il premier Enrico Letta ad intervenire in difesa del Presidente: "L'indegno attacco M5S è un punto di non ritorno di deriva estremista inaccettabile per chiunque pratichi i principi democratici". L'irriverente paragone esce dalla bocca del deputato Giorgio Sorial: uno scivolone che gli viene fatto notare ma che lui conferma. Anche perché il riferimento sottinteso sta nel timore che sul dl Bankitalia, su cui i Cinque Stelle fanno ostruzionismo, possa calare, appunto, la "tagliola", ovvero la facoltà della Presidente della Camera di mettere subito in votazione finale il provvedimento in questione. Una possibilità evocata in occasione di una capigruppo di fine mattina e solo successivamente superata in una seconda riunione pomeridiana. Per Sorial, il Capo dello Stato potrebbe intervenire per impedirlo se non fosse che "troppo spesso ha dimostrato di non essere garante delle opposizioni. Anzi, piu' di una volta ha mostrato di essere contro di noi". Sottoscrive il capogruppo del Senato, Maurizio Santangelo che lamenta una situazione che si ripete troppo di frequente. " Il Parlamento è esautorato del suo lavoro da un gran numero di decreti e siamo certi che parte della responsabilità sia da addebitare al Capo dello Stato, a cui sta a cuore non un Parlamento svuotato ma il duo Renzi-Berlusconi. Per questo chiediamo che Napolitano non sia solo il garante di un governo che cade a pezzi ma il garante di tutti". In quest'ottica sta anche il rinnovato annuncio dell'intenzione di presentare una richiesta di messa in stato d'accusa da parte del M5S. Un'intenzione mai chiarita nelle reali possibilità ma che Beppe Grillo evoca da mesi ed ha riconfermato nei giorni scorsi. "E' una cosa che vedrete presto", assicura Sorial. "Ci lavoriamo da tempo, non escludiamo a breve una formalizzazione" conferma Santangelo. La richiesta di messa in stato di accusa del Presidente sarà una cosa che "procederà parallelamente" alle iniziative di denuncia di violazione della legge e dei regolamenti sull'approvazione dei decreti che i Cinque Stelle hanno avviato con una prima lettera inviata a Napolitano e illustrata oggi alla stampa. L'indignazione e l'irritazione per l'oltraggio al Capo dello Stato è stata bipartisan. Hanno espresso sconcerto ministri, la presidente Boldrini e i leader di tutte le forze politiche, da Renzi ad Alfano, passando per Salvini e Vendola. Addirittura quando Sorial è tornato in Aula per intervenire tutti i deputati del Pd hanno abbandonato l'emiciclo. Ma è su Renzi, che ha definito di una "supidità senza eguali" l'offesa al Presidente che i Cinque Stelle si scagliano in rete e sui social network difendendo Sorial. Tra questi il deputato M5s Manlio Di Stefano: "di cosa dovrebbe scusarsi il M5S Girgis Sorial?" chiede. E rilancia: "se boia vi sembra eccessivo allora trovate voi un aggettivo".

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