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Vajont: Letta, basta cittadini serie A e serie B

Il premier a Longarone per il 50/esimo del Vajont

12 ottobre, 19:44
Il Presidente del Consiglio Enrico Letta depone una corona nel cimitero di Fortogna durante la sua visita alla diga del Vajont a Longarone
Il Presidente del Consiglio Enrico Letta depone una corona nel cimitero di Fortogna durante la sua visita alla diga del Vajont a Longarone
Vajont: Letta, basta cittadini serie A e serie B

Longarone (Belluno) - "Dobbiamo cambiare la filosofia dell'emergenza. Non è possibile che nel nostro Paese ci siano emergenze in cui i cittadini siano di serie A e di serie B a seconda del peso politico dei territori. I nostri cittadini sono tutti di serie A. Lo ha detto il Premier Enrico Letta a Longarone per il 50/esimo del Vajont.

"Nella legge di stabilità ci sarà una norma che stanzierà quei 50 milioni di euro che sono frutto della vendita degli aerei di Stato per la Protezione civile. E' questo uno degli aspetti sui quali dobbiamo spingere", ha detto Letta.

Per il premier Enrico Letta lo Stato deve farsi carico delle tante contraddizioni che pesarono sulla tragedia del Vajont". Citando il Presidente Napolitano, che aveva ricordato come il Vajont non fu una classica fatalità, ma la conseguenza di drammatiche colpe umane di cui non vanno taciute le responsabilità, Letta ha detto che "è così che le Istituzioni si devono comportare oggi 50 anni dopo il Vajont. Perche' delle contraddizioni devono farsi carico".

''E' importante celebrare i 50 anni del Vajont soprattutto per le importanti contraddizioni che questa storia ci ha consegnato: Mancanza dello Stato, mancanze pesanti del nostro sistema e, Oggi, una nuova attenzione rispetto al territorio e alla sicurezza dei cittadini''.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha visitato stamane il cimitero monumentale di Fortogna, vicino a Longarone, dove si trovano le lapidi delle 1910 vittime della tragedia del Vajont avvenuta il 9 ottobre 1963. "E' una forte emozione essere qui - ha detto Letta - a rappresentare la comunità nazionale, guardando al futuro". "Bisogna lavorare - ha aggiunto - perche' il tema del dissesto idrogeologico trovi risposte, perchè le trovi la montagna, perchè le trovi il nostro territorio reso meno fragile con regole giuste ed un uso del suolo diverso rispetto al passato". Rispondendo ai cronisti sulle istanze di autogoverno provenienti dai territori in montagna, il premier ha detto che "il tema dell'autogoverno e della specificità della montagna lo considero essenziale, ed è una delle questioni dell'agenda".

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