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Berlusconi, Epifani: si prenda atto sentenza. Pdl insorge

Segretario Pd: 'No altre strade'. Brunetta: 'Mette in conto fine Governo'. D'Alessandro: 'Provoca'

08 agosto, 08:30
Epifani Epifani
Berlusconi, Epifani: si prenda atto sentenza. Pdl insorge

Intervistato dal  Corriere della Sera martedi' 7 agosto, il segretario del Pd Epifani afferma di non vedere altre possibilità che prendere atto della sentenza di condanna di Silvio Berlusconi e degli effetti che produce: ''non ci sono strade'', dice. Insorgono dal Pdl: Luca D'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera ribatte che Epifani è ''un irresponsabile e un provocatore che cerca la crisi di governo senza intestarsela''.

Epifani: prendere atto sentenza,no altre strade - Per Silvio Berlusconi ''non vedo altra possibilità che prendere atto della sentenza e degli effetti che produce, non ci sono strade''. A dirlo è il leader del Pd, Guglielmo Epifani, in un'intervista al Corriere della Sera. Epifani racconta che ''gira un video di Berlusconi giovane che dice che, quando uno fosse condannato per evasione fiscale, deve fare un passo indietro''. E alla domanda se ciò è quello che l'ex premier deve fare, risponde come sia proprio ''quello che è giusto''. Sulla stabilità del Governo, afferma: ''Il principio di legalità in uno stato democratico viene prima di qualsiasi valutazione politica''. Sul ruolo del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, Epifani taglia corto: ''Non lo si tiri per il bavero''. Insomma ci sono, sottolinea, ''delle conseguenze di carattere sanzionatorio della sentenza. E su questo terreno non c'è via di uscita''.

Sul futuro dell'esecutivo, Epifani spiega che ''la stragrande maggioranza della opinione pubblica e degli elettori del Pd chiedono che Letta vada avanti''. Per il segretario, le cose che sta facendo il governo ''sono tutte buone'' anche se ''piccole cose''. Sulla legge elettorale, chiarisce: ''Noi partiamo dal nostro testo'', ''poi valutiamo chi effettivamente vuole la riforma''. Quanto al Pd, assicura che ''le primarie saranno aperte'', e alla domanda se si candida, ribatte: ''No, lo confermo'', aggiungendo che il Pd ha bisogno di un segretario che ''si occupi del partito''. Riguardo alla bufera sul giudice Esposito, riflette: ''E' meglio il riserbo per chi ha una funzione di giudice, anche se dall'altra parte sono arrivati attacchi non accettabili''.

D'Alessandro, Epifani provoca, cerca crisi governo - ''Gugliemo Epifani è un irresponsabile e un provocatore che cerca la crisi di governo senza intestarsela''. E' quanto afferma l'esponente del Pdl Luca d'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera.

Cicchitto, Epifani apre problemi per governo - ''Epifani afferma nella sua intervista al Corriere della Sera che il logoramento del governo è un rischio che il paese non può permettersi e poi contraddittoriamente con questo assunto dà un contributo proprio a questo logoramento in due modi: in primo luogo sembra ignorare che l'altro partito che sostiene il governo è il PDL il cui leader notoriamente è Berlusconi il quale, da anni è sottoposto ad un attacco giudiziario di inusitata violenza. Epifani sapeva benissimo tutte queste cose anche prima di fare l'intesa, per cui adesso il suo, nel migliore dei casi, è un esercizio di ipocrisia e di rimozione. In secondo luogo sulla legge elettorale, come su molte altre cose, se c'è un governo c'è anche un vincolo di maggioranza possibilmente aperto anche al confronto con le forze disponibili dell'opposizione vista la materia di cui si discute. Invece Epifani afferma '' noi partiamo dal nostro testo'' e poi aggiunge, in modo apodittico, utilizzando uno slogan già lanciato da qualcun altro nel passato peraltro con scarsa fortuna:''su quello tiriamo diritti''. Tiriamo diritti con chi? In sostanza questa sortita di Epifani ci sembra che apra molti problemi e interrogativi senza risolverne nessuno . In compenso essa non è un buon servizio reso né al governo né alla maggioranza''. Lo dice l'esponente del pdl Fabrizio Cicchitto.

Capezzone, mai passo indietro chiesto da Epifani - ''Che Silvio Berlusconi possa fare un passo indietro perché un esponente del Pd, per tenere buona la sua base, fa una dichiarazione a un giornale e una cosa che non sta ne in cielo ne in terra''. Daniele Capezzone (Pdl), ospite a RadioAnch'io su Radio1 Rai, risponde così al segretario del Pd Guglielmo Epifani, che in un'intervista oggi ha chiesto a Berlusconi di ''fare un passo indietro''. Per Capezzone ''non si può buttare fuori dal confronto politico il leader di una parte politica che ha preso 10 milioni di voti''.

Brunetta, Epifani mette in conto fine Governo - "Il segretario, sia pure transitorio, del Partito democratico ha esplicitamente messo in conto 'la fine delle larghe intese'. Oltre tutto in riferimento a una questione che non è compresa nel programma di governo e su una vicenda delicata, di cui non si può non avvertire la rilevanza democratica, a seguito della quale sia Silvio Berlusconi che il Pdl hanno già escluso riflessi sul governo, assicurando la continuazione del loro impegno". Lo scrive in una nota Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera. ''Guglielmo Epifani, con le sue parole - osserva Brunetta - non ha voluto lanciare una provocazione al centrodestra, non ha cercato la rissa con noi, ha, semmai, provato a sedare quella interna al Pd, lanciando un osso alle componenti giustizialiste ed estremiste, insofferenti del governo Letta e desiderose di liberarsi al più presto da quel vincolo. La stabilità del governo, come volevasi dimostrare, dipende dalle divisioni e dalle lotte intestine al Pd. Noi - conclude - ci limitiamo a fare il nostro dovere: incalzare l'esecutivo, che sosteniamo e sosterremo, sui temi concreti che riguardano il futuro dell'Italia".

Schifani, Epifani fa l'incendiario -''Le dichiarazioni di Epifani tendono a incendiare il clima politico nel momento in cui bisognerebbe rasserenare il clima. Non è una provocazione ma quasi. Non abbiamo bisogno lezioni da parte da nessuno''. Così il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani intervistato da skytg24.

M5S, urgenza per ddl su incandidabilità - Nel giorno in cui la Giunta per le Immunità del Senato si riunisce per discutere della decadenza dal mandato di parlamentare di Berlusconi, il M5S chiede la procedura d'urgenza per il disegno di legge d'iniziativa popolare che disciplina l'incandidabilità e l'incompatibilità. L'esame del testo comincerà in Aula venerdì 9 agosto.

Grillo, agibilità politica? E' grazia camuffata - Il Pdl chiede a Giorgio Napolitano "la grazia" per Silvio Berlusconi ma "per non farlo sapere in giro" la chiama "agibilità politica". E' l'accusa che Beppe Grillo rivolge sul suo blog ai vertici del Popolo della Libertà e al Capo dello Stato in un post dal titolo "San Berlusconi, protettore degli evasori". "Un mostro si aggira per l'Italia: l'agibilità politica - scrive il leader M5S - l'hanno chiesta a Napolitano, tutti in ginocchio a implorare la grazia. Questa parola, grazia, però non si può usare. Va quindi ingentilita, resa praticabile e incomprensibile. Agibilità politica è la giusta riformulazione per dire la stessa cosa per non farlo sapere in giro". "L'hanno chiesta a Napolitano, rientrato in fretta dalle vacanze in Alto Adige, i plenipotenziari del Pdl Brunetta e Schifani per il loro Signore di Arcore. Un affresco estivo, nella calura romana, degno di Italo Calvino: il Visconte Dimezzato, Brunetta, il Barone Rampante, Schifani, e il Cavaliere Inesistente, Berlusconi - spiega Grillo - Se venisse accordata così sui due piedi la grazia a Berlusconi come a un qualunque ergastolano pentito dopo 30 anni di galera si sospetterebbe qualcosa. Il Presidente della Repubblica perderebbe la reputazione e rischierebbe l'impeachment". "Una volta ripulita e sdoganata - prosegue - la grazia si può concedere in caso di estrema necessità per salvare il Paese insieme al pregiudicato. E' un nuovo corso politico/sociale/giudiziario che potrebbe essere esteso a diverse categorie, l'agibilità edilizia per Ligresti, l'agibilità economica per Tanzi, l'agibilità mafiosa per Provenzano. La condanna resta, ma con il beneficio dell'agibilità", scrive il leader 'cinque stelle'. "Berlusconi vuole diventare un condannato agibile. Sarà accolta la sua richiesta? La domanda dell'estate", prosegue. "Se non gli sarà data l'agibilità politica, prima diventerà martire e poi santo. San Berlusconi. Il Santo protettore degli Evasori Fiscali", conclude Grillo.

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