Percorso:ANSA.it > Politica > News

'Basta ai figli di serie B', dal Cdm ok al decreto

Letta: 'Scompare dal codice civile la distinzione tra quelli di serie A e B, si è figli e basta'

12 luglio, 18:17
Basta figli di serie B
Basta figli di serie B
'Basta ai figli di serie B', dal Cdm ok al  decreto

ROMA - "Abbiamo inviato al Parlamento un decreto in materia filiazione: è molto importante, scompare dal codice civile la distinzione tra figli di serie A e B, si è figli e basta. Questo è un gradissimo fatto di civiltà". Così il premier Enrico Letta presenta il decreto attuativo sulla filiazione approvato in cdm.

Il decreto, ha spiegato il premier, elimina la distinzione tra figli che in passato "ha accompagnato drammi umani veri e propri". "E' una grandissima regola di civiltà - sostiene Letta - una scelta molto forte".

Sono soddisfatto dell'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Dl sulla filiazione, ed ha ragione il Presidente Letta nel dire che non devono più esistere figli di serie A e di serie B in un Paese che vuole dirsi civile". Lo ha detto Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza. "E' sempre una buona notizia per il nostro Paese quando il Governo si occupa di politiche per l'infanzia. Negli ultimi anni questo è avvenuto sempre meno ed in maniera poco incisiva - ha continuato il Garante - quindi auspico che sia un segnale di come l'esecutivo voglia impegnarsi maggiormente nell'affrontare temi centrali per la famiglia e i minorenni. A tal proposito sono preoccupato che la delega alla Famiglia non sia stata assegnata in modo coerente ad alcun Ministero, favorendo il coordinamento delle politiche per l'Infanzia sempre auspicato. Inoltre ulteriori passi oltre quello di oggi sono necessari - ha concluso Spadafora - e primo fra tutti, come ho già avuto modo di dire anche al Ministro Cancellieri, è la riforma della giustizia minorile. Rispetto alla quale ho intenzione di contribuire con una commissione insediata presso la nostra Authority".

"L'Unicef Italia accoglie con soddisfazione il Decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri che consente di superare la discriminazione tra i figli nati fuori e dentro il matrimonio. Un'ingiustizia che andava superata. Eravamo in attesa di questa decisione, che era stata di nuovo sollevata dal Comitato Onu sui diritti dell' infanzia, nelle ultime Osservazioni conclusive rivolte all' Italia", ha dichiarato il Presidente dell'Unicef Italia Giacomo Guerrera. "Auspichiamo adesso che questa nuova Legislatura voglia affrontare il tema di una riforma organica della giustizia minorile", ha concluso il Presidente dell'Unicef Italia.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni