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Compagna, ritiro ddl su concorso esterno

22 maggio, 14:11
Marcello Dell'Utri
Marcello Dell'Utri
Compagna, ritiro ddl su concorso esterno

ROMA - "Accolgo la richiesta del collega Schifani di ritirare il mio ddl sul concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ritiro per una ragione politica: non voglio creare problemi all'alleanza Pd-Pdl". Lo ha detto Luigi Compagna (Gal) conversando con i cronisti al Senato.

"Ho invitato il senatore Compagna a ritirare il ddl sul concorso esterno in associazione mafiosa e ho avuto precise assicurazioni in questo senso". Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani precisando che Guido Compagna è comunque un componente del gruppo Gal (Gruppo Autonomie e Libertà). "E' un testo di legge che non fa parte del programma del Pdl - assicura Schifani - e che il senatore, che fa parte del gruppo Gal, ha presentato a titolo personale". "Per evitare strumentalizzazioni e perniciose polemiche ho invitato personalmente il senatore Compagna a un tempestivo rinvio del testo, ricevendone rassicurazioni in tal senso", conclude.

PDL, META' PENA PER IL CONCORSO ESTERNO - Condanna dimezzata per concorso esterno in associazione mafiosa. Niente carcere e intercettazioni per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell'associazione mafiosa. Si dovrà dimostrare che c'é un profitto. Lo prevede il testo Pdl appena assegnato in commissione Giustizia del Senato, relatore Giacomo Caliendo. Ora, il concorso esterno in associazione mafiosa è punito con il carcere fino a 12 anni. Ma sinora non si trattava di una norma 'tipizzata' nell' ordinamento. Lo diventerebbe con il progetto di legge da oggi all'esame della commissione Giustizia, che porta la firma del senatore del Pdl Guido Compagna. Nel testo, infatti, si prevede l'introduzione di due nuovi articoli nel codice penale: il '379-ter' e il 379-quater'. Il primo ("Favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso") prevede che chiunque, fuori dei casi di partecipazione alle associazioni di cui all'articolo 416-bis, agevoli deliberatamente la sopravvivenza, il consolidamento o l'espansione di un'associazione di tipo mafioso, anche straniera, è punito con la reclusione da uno a 5 anni. Il secondo ("Assistenza agli associati") stabilisce che chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dia rifugio o fornisca vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipino a un'associazione di tipo mafioso, anche straniera, al fine di trarne profitto, è punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni. La pena è aumentata se l'assistenza è prestata continuativamente. L'articolo 418 del codice penale, invece, verrebbe abrogato. Se queste norme venissero introdotte nell'ordinamento le conseguenze sarebbero varie e tutte di una certa rilevanza visto che avrebbero un riflesso anche sui giudizi in corso grazie al principio del 'favor rei': prima di tutto il concorso esterno verrebbe derubricato alla categoria 'favoreggiamento' e questo comporta di per sé una riduzione della pena che passerebbe infatti da un massimo di 12 anni a un massimo di 5 (cioé da 1 ai 5 anni). Il che significa che ci sarebbe uno stop alle intercettazioni visto che gli ascolti vengono consentiti in caso di reati per i quali sono previste condanne superiori ai 5 anni. Poi, per chi 'supporta' i componenti dell'associazione mafiosa, la pena fissata nel ddl va dai 3 mesi a 3 anni. E questo comporterà che non scatterà la custodia cautelare in carcere: il tetto perché scatti, infatti, è di 4 anni. In più, perché si possa condannare il 'sostenitore' o l"assistenté esterno all'associazione mafiosa, si dovrà dimostrare che dalla sua azione si ricavi un profitto.

PROCURATORE AGGIUNTO PALERMO, PROPOSTA SCANDALOSA - "Mi pare una proposta scandalosa. Abbiamo le prove di una rinnovata pressione mafiosa. Non si capisce a quale esigenza pubblica questa idea risponda. Di certo c'é che, facendo un po' di conti, con questa legge i reati contestati a Dell'Utri sarebbero prescritti". Così il procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi ha commentato la proposta di legge del Pdl di dimezzare le pene per il reato di concorso in associazione mafiosa.

"Con tutto il riguardo per l'autonomia del Parlamento che ha la facoltà di decidere come crede, ritengo che la pena prevista dalla legge per il concorso in associazione mafiosa sia adeguata alla gravità del reato. Mi trovo in disaccordo quindi con la proposta del Pdl". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo a proposito della proposta di legge che vuole dimezzare le pene per il reato di concorso in associazione mafiosa.

MOLTENI (LEGA), MAI SOSTERREMO PROPOSTA PDL - "Mai e poi mai sosterremo un testo che propone di dimezzare la pena per concorso esterno in associazione mafiosa anzi, ci opporremo con durezza". Lo dice Nicola Molteni, capogruppo Lega Nord in Commissione Giustizia a Montecitorio. "La lotta alle mafie si fa aumentando le pene, rendendole più severe, non certamente riducendole. La Lega combatte la mafia da sempre: gli straordinari risultati ottenuti da Roberto Maroni, nella sua veste di ministro dell'Interno, ne sono l' esempio più tangibile".

FERRERO, NORMA SALVA-DELL'UTRI E' IGNOBILE- "La proposta di dimezzare la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, contenuta nel testo Pdl in Commissione Giustizia del Senato, è ignobile. Il Pdl evidentemente vuole dare un ennesimo aiuto ai mafiosi pensando forse di ottenerne qualcosa in cambio". Lo afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, commentando quella che definisce una norma "salva-Dell'Utri"

FORGIONE, PROPOSTA PDL IMMORALE, OFFENDE VITTIME - "La proposta del PDL di dimezzare la condanna, e di conseguenza impedire l'uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, non è solo vergognosa ma, presentata alla vigilia della strage di Capaci, è immorale e rappresenta un'offesa a tutte le vittime della mafia e alla democrazia italiana". Lo afferma Francesco Forgione, responsabile democrazia e giustizia della segreteria nazionale Sinistra Ecologia Libertà, già Presidente della Commissione parlamentare Antimafia. "Chi l'ha presentata forse pensava ai suoi colleghi Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino e Antonio D'Alì sotto processo per questo reato. Occorre reagire. Una cosa non è tollerabile: l'ipocrisia delle commemorazioni unanimi alle quali assisteremo anche dopodomani a Palermo in ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Diventa ogni giorno incomprensibile - conclude Forgione - la separazione tra queste posizioni politiche e la giustificazione dell'attuale maggioranza di governo".

DI PIETRO, CITTADINI SI FARANNO GIUSTIZIA CON FORCONI  - "Con tutte le emergenze economiche e sociali di questo Paese il Parlamento, ancora una volta, sarà bloccato su un'altra legge ad personam per sistemare gli amici di Silvio Berlusconi. Se si va avanti così la gente si farà giustizia con i forconi". Così Antonio Di Pietro commenta la proposta di legge che dimezza la pena per il concorso esterno in associazione mafiosa. "Al relatore Caliendo dico: 'Non passare anche tu dalle stelle alle stalle. Sei stato un magistrato e sai bene che il concorso esterno in associazione mafiosa e il supporto a chi fa attivita' mafiosa sono reati gravissimi che non potrebbero certo scoprirsi senza le intercettazioni telefoniche. Non è pensabile di poter punire chi commette questi reati con pene lievi o addirittura dimezzate". "E' immorale, oltre che incostituzionale, far modificare la legge per favorire questo o quel Dell'Utri di turno. Perché quando la legge prevede un reato bisogna evitare di commetterlo e non cambiare la legge per non farlo più apparire come un reato. E' un giochetto delle tre carte al quale un ex magistrato non dovrebbe sottostare e non dovrebbe neppure prestarsi a fare da relatore, anzi farebbe bene a vergognarsi. Insomma, siamo alle solite!", conclude.

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