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Morte Andreotti, le reazioni

NYT, ha incarnato contraddizioni Italia

06 maggio, 19:57
Giulio Andreotti
Giulio Andreotti
Morte Andreotti, le reazioni

SCHIFANI,SCOMPARE SIMBOLO VITA DEMOCRATICA -"Con la morte di Giulio Andreotti scompare un simbolo della nostra vita democratica". Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani. "Un uomo che è stato capace, con alto senso dello Stato e con un'intelligenza non comune, di segnare tanti momenti fondamentali delle nostre istituzioni. Sono vicino ai suoi familiari -ha aggiunto- in questo momento di dolore, anche a nome di tutti i senatori del Popolo della Libertà".

PERES, AMICO DEL POPOLO EBRAICO - "Giulio Andreotti era un amico del popolo ebraico e noi saremo eternamente grati per il suo ruolo nel salvataggio della comunità ebraica in Libia". Lo ha dichiarato stasera all'ANSA il capo dello stato israeliano Shimon Peres.

LETTA, SCOMPARE PROTAGONISTA DI PRIMISSIMO PIANO - "Protagonista della democrazia italiana sin dalla nascita della Repubblica dopo i traumi della dittatura e della guerra, ininterrottamente presente nelle istituzioni e nelle assemblee rappresentative, con lui se ne va un attore di primissimo piano di oltre sessant'anni di vita pubblica nazionale. Alla famiglia le sentite condoglianze personali del presidente del Consiglio e del governo tutto". Così, in una nota, il premier, Enrico Letta, esprime il cordoglio per la scomparsa di Giulio Andreotti.

BERLUSCONI, CONTRO DI LUI INDEGNA LOTTA SINISTRA - Con Andreotti, "scompare un protagonista politico e un uomo di governo che ha fatto la storia d'Italia, dalla ricostruzione postbellica in poi", ma contro il quale la sinistra ha fatto "una forma lotta indegna di un paese civile": così il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ricorda la figura del senatore a vita. "Leader tra i più autorevoli della Democrazia cristiana - afferma in una nota Berlusconi - ha saputo difendere la democrazia e la libertà in Italia in anni difficili, sia in quelli della contrapposizione tra cattolici moderati e comunisti, sia in quelli in cui la Dc diede un contributo decisivo, di vite umane e di valori, per la sconfitta del terrorismo brigatista". "Contro la sua persona - prosegue - la sinistra ha sperimentato una forma di lotta indegna di un Paese civile, basata sulla demonizzazione dell'avversario e sulla persecuzione giudiziaria: un calvario che Andreotti ha superato con dignità e compostezza, uscendone vincitore. Quello usato contro di lui é un metodo che conosciamo bene, perché la sinistra dell'odio e dell'invidia ha continuato a metterlo in campo anche contro l'avversario che non riusciva a battere nelle urne. Per questo auspichiamo che agli anni della demonizzazione segua finalmente una pacificazione, di cui il governo appena insediato possa rappresentare il giusto prologo". "Andreotti - continua Berlusconi - è stato anche un'icona della cultura popolare per la sua longevità politica e per l'innata ironia, celebrata in molti libri e film. 'Non c'é rosa senza spine, non c'é governo senza Andreottì diceva di lui il popolo. Era un'Italia che sapeva sorridere e amava la libertà. L'Italia migliore, l'Italia dei moderati, la nostra Italia".

BONGIORNO, NE SENTIREMO IMMENSA MANCANZA - "Chi lo conosceva ne sentirà un'immensa mancanza". Così, tra le lacrime, l'avvocato Giulia Bongiorno ha ricordato commossa Giulio Andreotti a Skytg24. L'avvocato Bongiorno aveva difeso Andreotti nei processi per mafia e sul delitto Pecorelli.

BONANNI, RAPPRESENTAVA UNA POLITA CONCRETA E SOBRIA - "E' una grave perdita per il nostro paese. Giulio Andreotti è stato per tantissimi anni uno dei protagonisti della vita politica italiana ed internazionale, una delle figure più eminenti e significative della prima Repubblica". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, commenta la notizia della scomparsa del senatore a vita Andreotti. "Rappresentava un'idea della politica concreta, sobria nei toni e nei giudizi, ma sempre disponibile al dialogo anche con le parti sociali e con corpi intermedi della società italiana", spiega. Per Bonanni "Andreotti ha rappresentato per tanti anni il nostro paese nel mondo, più volte come presidente del consiglio e ministro degli esteri, rivendicando sempre con coerenza la collocazione dell'Italia nell'area occidentale, accanto a tutte le democrazie libere e partecipative". In un momento di lutto Bonanni esprime così alla famiglia del senatore il suo "cordoglio personale e di tutta la Cisl".

PRODI, STATISTA CHE HA SEGNATO DOPOGUERRA - "Esprimo le mie più sentite condoglianze ai familiari del Presidente Giulio Andreotti. Con lui scompare uno statista che ha segnato le fasi più importanti della storia politica e istituzionale del dopoguerra": così l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi.

D'ALEMA, CONCORSE A FARE STORIA ITALIA REPUBBLICANA - "Con Andreotti scompare uno dei maggiori protagonisti della vita politica e democratica del Paese del dopoguerra, la personalità che forse più di ogni altra ha rappresentato la continuità del ruolo di governo e della centralità politica della Democrazia cristiana nella storia della prima Repubblica". E' quanto si legge in un messaggio del presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D'Alema. "Si è trattato certamente - aggiunge D'Alema - di un leader anche molto discusso nei diversi momenti della sua lunga esperienza politica e per la sua concezione del potere. Tuttavia, non si può negare che egli abbia mantenuto aperto il dialogo anche con forze politiche lontane dal suo pensiero e che abbia contribuito a consolidare il ruolo e la presenza internazionale del nostro Paese, concorrendo così in modo determinante a fare la storia dell'Italia repubblicana". "Nella mia vita - conclude D'Alema - ho avuto con lui diverse opportunità di incontro e di dialogo, sin da quando, nel lontano 1977, insieme ad altri responsabili delle organizzazioni giovanili, ci recammo da lui, che era presidente del Consiglio di un governo di solidarietà nazionale, per chiedere un impegno particolare per il lavoro dei giovani. Ciò si tradusse nel varo della legge 285 per l'occupazione giovanile".

POMICINO, PERDO UN AMICO E UN MAESTRO DI VITA - "Lo stato d'animo è quello di chi ha perduto un amico e un maestro di vita e di politica, nei prossimi anni si vedrà cosa Giulio Andreotti ha dato al paese". Queste le parole di Paolo Cirino Pomicino (ex DC) a Tgcom24. "Ultimamente - aggiunge - non era più nelle condizioni di essere sentito e ascoltato, c'é stata una lunga malattia e lo abbiamo lasciato nella solitudine dei momenti più difficili circondato dall'affetto dei suoi familiari".

PISICCHIO, CON LUI VA VIA PEZZO STORIA ITALIANA - "Con Andreotti va via un pezzo della storia democratica del Paese, quando la politica si coniugava con la cultura, il consenso, il buon senso. E con una raffinata ironia". Lo afferma il presidente del Gruppo Misto ed esponente di Centro Democratico Pino Pisicchio.

CESA (UDC), PERDIAMO PROTAGONISTA STORIA ITALIANA - "Giulio Andreotti è stato uno dei più straordinari protagonisti della storia italiana: un grande padre della Democrazia Cristiana a cui tutti noi dobbiamo molto. Ne ricordiamo con commozione e ammirazione la lucidità e il talento politico senza età. Alla famiglia le condoglianze mie personali e di tutto il partito". Così Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc.

ALEMANNO, PROFONDO DOLORE DI TUTTA ROMA - "A nome di tutta la città di Roma, voglio esprimere il più profondo dolore per la morte di Giulio Andreotti". Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. "E' stato probabilmente - aggiunge - l'uomo politico nato nella Capitale più rappresentativo della storia repubblicana recente, oltre a essere una persona di grande spessore umano e di incredibile dottrina sia culturale che politica. Le mie più sentite condoglianze ai familiari".

CASINI, GRANDE PERSONAGGIO, GIUDIZIO ALLA STORIA - La mia è una riflessione reazione da amico perché l'ho conosciuto Andreotti tanti anni fa. Da giovane ho seguito un grande partito, la DC, di cui Andreotti è stato sempre un punto di riferimento. Era molto ammalato e tutti sapevamo la sua condizione di estrema gravità. È stato un grande personaggio, uno statista di cui si è parlato bene e male alternativamente e la storia gli darà un giudizio più serio di quanto i suoi detrattori gli hanno dato in vita. Queste le parole di Pier Ferdinando Casini (Udc) a Tgcom24. "Penso che la storia dovrà dare un giudizio sereno e approfondito di quest'uomo, certo ci sono anche pagine meno nobili. Ha vissuto tutto, ha attraversato tutto e si sottopone a un giudizi che non può essere solo fiori ma anche qualche spina. Non ho mai avuto con lui una grande affinità ma un grande rispetto sì. Era un uomo di un'arguzia e di un senso dello spirito con pochi simili, non ho intrapreso la mia carriera politica pensando a lui ma l'ho incontrato e ne do un giudizio di grande rispetto. Prima di dire che i politici di prima erano peggiori ci penserei bene e prima di dire che un certo professionismo politico è da dileggiare mentre oggi un certo nuovismo è da esaltare ci penserei mille volte. sicuramente Andreotti andando in Parlamento non avrebbe mai detto che la Perestrojka era un'iniziativa di Stalin come qualche giovane parlamentare ha proclamato in questi giorni".

"Ricordo con amicizia e commozione il senatore a vita Giulio Andreotti. Sono certo che la storia darà di questo Uomo di Stato un giudizio più pacato e serio dell'opinione che gli hanno riservato in vita i suoi tanti detrattori". Lo dichiara in una nota il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.

BINDI, PROTAGONISTA DI PRIMISSIMO PIANO - "Con il senatore Giulio Andreotti scompare un protagonista di primissimo piano della Repubblica che ha servito il Paese per oltre 60 anni in tanti passaggi cruciali e drammatici, nei molteplici ruoli politici e di governo che ha ricoperto. Anche nel momento più discusso e controverso della sua lunga esperienza pubblica è sempre stato rispettoso delle Istituzioni e dell'equilibrio dei poteri contenuto nella nostra Carta costituzionale. Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari la mia sincera partecipazione al loro dolore e il ricordo nella preghiera". Lo afferma Rosy Bindi.

ANCELOTTI, HA FATTO TANTO PER MIA ROMA E L'ITALIA - "Lo ricordo con affetto, era vicino alla mia Roma, ha fatto tanto per il nostro paese sul piano politico. Deve essere ricordato da tutti con affetto". Lo ha detto l'allenatore del Psg Carlo Ancelotti in un'intervista a Sky tv, commentando la scomparsa del senatore Giulio Andreotti. Ancelotti ha fatto parte della Roma campione d'Italia nel 1983.

CICCHITTO, PER LUI MEDIAZIONE ERA ESSENZA POLITICA - "Con Giulio Andreotti muore una personalità che nel bene e nel male ha espresso lo spirito più profondo della Dc". Così in una nota il deputato del Pdl Fabrizio Cicchitto. "Per lui la mediazione era l'essenza della politica e andava esercitata con tutti, dal Pci ai grandi gruppi economico finanziari agli alleati politici fino anche alla mafia tradizionale, mentre invece condusse una lotta senza quartiere contro quella corleonese, fedele in modo totale in una prima fase alla Alleanza Atlantica, in una seconda perseguì intese e rapporti anche con l'URSS e il mondo comunista", prosegue Cicchitto. "Egli diede anche espressione a quella parte della Dc che scelse di avere rapporti preferenziali con il mondo arabo nella moltelplicità delle sue espressioni". "Rispetto a De Gasperi e anche a Moro e a Fanfani egli è stato più l'uomo della continuità e della normalità della gestione del potere che non il protagonista di grandi progetti politici e di grandi cambiamenti strutturali", conclude.

CALDORO, L'ITALIA PERDE UN PROTAGONISTA - "L'Italia perde un protagonista della storia politica. Giulio Andreotti ha rappresentato il Paese in ruoli di primo piano. Anche nei momenti più difficili ha sempre agito con profondo ed alto senso dello Stato. Esprimo il cordoglio della Regione Campania". Così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.

NYT, HA INCARNATO CONTRADDIZIONI ITALIA - Giulio Andreotti è stato "nel centro di gravità politico" e la sua carriera "ha incarnato le contraddizioni dell'Italia del dopoguerra", scrive il New Times in un lungo articolo dedicato alla morte del sette volte primo ministro italiano. "Con Andreotti in un posto chiave o in un altro, l'Italia ha superato la distruzione della guerra e la minaccia dello stalinismo, ha gestito sconcertanti problemi sociali, ha sconfitto il terrorismo e lottato contro il crimine organizzato", afferma il NYT. "Ma per garantire il potere della Democrazia Cristiana - scrive d'altro canto il giornale - Andreotti ha contribuito a costruire un sistema di clientelismo che ha generato una vasta corruzione".

WSJ: UN'ICONA,HA GUIDATO ITALIA VERSO PROSPERITA' - "Con la sua schiena incurvata e il suo umore tagliente Giulio Andreotti è stato un'icona, seppur controversa": così il Wall Street Jourmal ricorda il politico italiano che "nell'arco di sei decenni ha tirato l'Italia fuori dalle rovine della seconda guerra mondiale, guidandola in un periodo di prosperità economica". Anche il Washington Post ricorda Andreotti come 'uno degli uomini piu' potenti nell'Italia del dopoguerra", "amico di papi e cardinali". Ma anche come "figura controversa scampata agli scandali sulla corruzione e alle accuse di essere contiguo alla mafia". Il Post ricorda quindi il famoso episodio del 'kiss of honor', il bacio con Totò Riina, al centro del "processo del secolo a Palermo". "Noto per il suo acume politico, l'umorismo sottile, le sue argute allusioni e il suo profilo curvo - aggiunge il Washington Post - diventò immediatamente riconoscibile a generazioni di italiani. Amici e nemici hanno ammirato la sua abilità intellettuale e la sua capacità di afferrare al volo le situazioni".

O.ROMANO, UN PRAGMATICO CON SENSO DELLE ISTITUZIONI - "Giulio Andreotti - scrive l'Osservatore romano - è stato per molti il simbolo stesso della cosiddetta prima Repubblica, quale si formò e andò sviluppandosi a partire dalla ricostruzione postbellica. Uomo eminentemente pragmatico, - prosegue il giornale vaticano in un articolo firmato da Marco Bellizzi - con una intelligenza e un'ironia riconosciute dai suoi sostenitori così come dagli avversari, Andreotti seppe attraversare con apparente leggerezza i grandi eventi della politica e della storia, le drammatiche stagioni del Paese e le sue personali vicende, le seconde spesso collegate alle prime da complesse relazioni. Di riconosciuta capacità di mediazione nei confronti di ogni tipo di interlocutore, - rileva ancora il foglio vaticano - aveva una grande considerazione per il rispetto delle istituzioni, come dimostrò quando, fatto oggetto di inchieste giudiziarie, espresse piena fiducia nella magistratura, che pure lo aveva condotto a processo con le gravi accuse di collusione con la mafia".

TOTTI 'ROMANISTA COME POCHI,ORA TIFERA' DAL CIELO' - "Oggi il nostro Paese ha perso un pezzo della sua storia... Giulio Andreotti è stato uno dei personaggi italiani più importanti dell'epoca moderna". Sono le parole con cui il capitano della Roma, Francesco Totti, ha voluto ricordare la figura del sette volte presidente del Consiglio scomparso oggi". "Sono certo - prosegue Totti - che continuerà a fare il tifo per noi anche dal cielo con la stessa passione di tutta una vita". "Di lui mi porto dietro soprattutto due ricordi: di quando lo conobbi per la prima volta e rimasi impressionato tanto dalla sua serena gentilezza quanto dall'ironia tipica di noi romani - ha spiegato il numero 10 attraverso il proprio blog - e poi del giorno del mio matrimonio con Ilary, con lui presente tra le persone che hanno festeggiato la nostra unione". "Giulio Andreotti amava lo sport, il calcio e la Roma - ha concluso Totti -: giallorosso come pochi, sono certo che continuerà a fare il tifo per noi anche dal cielo con la stessa passione di tutta una vita".

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