Marino: cultura e 'ferro' cosi' curero' Roma
Al Forum Ansa piu' tram e recupero periferie. 50% donne in giunta
07 maggio, 15:37
di Simona Tagliaventi
Lo accusano di non essere romano ma lui ci si sente a pieno titolo, "perché è dal 1969 che sono qui", e snocciola dati e numeri su mobilità, Imu, trasporti, buche, sanità, tutto rigorosamente in chiave capitolina. Ignazio Marino, candidato sindaco per il centrosinistra a Roma, da chirurgo prestato alla politica ha un suo approccio ai problemi. La figlia, rivela, lo definisce "secchione perché mi studio sempre bene le cose per capire e risolvere le questioni". E da medico, in un forum all'ANSA, illustra la sua "cura" ai mali di Roma: dalla visione della cultura come risorsa alla riqualificazione delle periferie, dal potenziamento della tramvie a quello delle biciclette, dalla garanzia della manutenzione per 5 anni negli appalti anti-buche stradali allo stop alla cementificazione del territorio. In caso di ballottaggio, dice, l'avversario "naturale dovrebbe essere Alemanno", ma Marino è convinto di vincere al primo turno "perché i romani sono delusi e, anche quelli che votarono Alemanno, ormai si sono allontanati e vedono la concreta possibilità di un vero cambio".
E si sente forte dell'appoggio di tutto il Pd, renziani compresi. I suoi modelli sono i sindaci delle storiche giunte rosse Argan, Petroselli e Vetere, "tutte figure che hanno rappresentato un momento in cui, un'area strategica a cui tengo, e cioé la cultura, ha avuto un grande rilancio". I mali più visibili di Roma, la mobilità e il traffico, hanno bisogno di un'adeguata "cura del ferro", potenziando anche tram e parcheggi di scambio. "Se sarò eletto - spiega - lavorerò per avere un'Agenzia unica della Mobilità. Non è possibile che coesistano Atac, Cotral o le Ferrovie regionali. Serve un'unica regia. Se non c'é una visione organica due gocce di pioggia, come oggi, rischiano di portare nel caos la città".
E su Atac ribadisce: "Basta un amministratore unico scelto con un bando di gara nazionale sulla base del curriculum e della preparazione tecnica". A chi gli chiede se voglia applicare provvedimenti anti-smog come il blocco del traffico lui risponde che deciderà insieme ai cittadini, con veri e propri referendum. Sul fronte sanità, primaria competenza della Regione Lazio, se eletto, vede la possibilità di un'utile collaborazione con Nicola Zingaretti. A preoccuparlo è il sistema dell'emergenza: "Il 118 con scarsità di risorse fa un lavoro straordinario, ma con risorse così scarse si rischia di fare un servizio non adeguato". Sull'Imu la pensa diversamente da Alemanno: "Finora in maniera strumentale l'attuale sindaco di Roma, ha posto più l'accento sul reddito catastale, ma credo che al contrario si debba ragionare sul reddito reale delle persone".
Dati alla mano, evidenzia che "a Roma il 43% dei nuclei familiari sono mono-familiari, spesso costituiti da donne sole o anziani con pensioni all'osso, che in qualche caso vivono in case ampie ma solo perché ereditate nel corso dei decenni dalla famiglia. E non bisogna dimenticare il boom nelle vendite delle nude proprietà: dimostra che ormai la gente non ce la fa più". Quanto alla sentenza che ridà la Centrale del Latte al Campidoglio, Marino non pensa a "una gestione diretta" da parte del Comune di Roma ma a una "negoziazione con Parmalat all'interno del valore economico della quota riottenuta dal Comune di Roma". Infine non parla ancora della sua squadra di governo ma sottolinea che "a differenza di Alemanno, richiamato dal Tar, la mia giunta sarà composta per il 50% da donne. Se vivessimo in un mondo ideale, non sarei favorevole alle quote rosa ma in questo momento storico ne abbiamo bisogno". Quanto all'ipotesi di un ticket con Andrea Mondello, ha definito l'ex presidente della Camera di Commercio di Roma "una straordinaria risorsa di questa città" ma ha ribadito di volersi "concentrare ora solo sul programma"








