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Meno tagli a tribunali, salvi quelli zone mafia

Saranno soppressi 31 anziché i 37 previsti, confermata chiusura delle sedi distaccate

11 agosto, 15:17
Un'aula di tribunale
Un'aula di tribunale
Meno tagli a tribunali, salvi quelli zone mafia

Via libera, dal Consiglio dei ministri, alla razionalizzazione degli uffici giudiziari e, dunque, al taglio dei tribunali - senza esuberi - con la sola esclusione di sei sedi, rispetto alle originarie 37 individuate nella lista di quelle da sopprimere, che rimarranno aperte in zone ad alta densità mafiosa. Contro il provvedimento - che potrà essere cambiato nei prossimi due anni - e contro il Guardasigilli Paola Severino, che lo ha fortemente voluto, si sono subito scagliati parlamentari di tutte le estrazioni.

Da esponenti di centrodestra, centrosinistra e leghisti si sono levate campanilistiche grida di protesta per la chiusura di circa mille uffici nei territori dei bacini elettorali. Tiepida sulle modifiche l'Oua, che non ritira lo sciopero degli avvocati di settembre. Positivo, invece, il giudizio di Confindustria. Chiuderanno, dunque, almeno per ora e sulla carta, 220 sedi distaccate di tribunali e 667 uffici di giudici di pace (rimangono aperti quelli nelle isole minori di Ischia, Capri, Lipari, Elba, La Maddalena, Procida, Pantelleria). Salvati dalla mannaia, invece, i tribunali siciliani di Caltagirone e Sciacca; quelli calabresi di Castrovillari (dove sarà accorpato il tribunale di Rossano), Lamezia Terme e Paola; quello laziale di Cassino, al quale sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta. Nella lotta alla mafia, ha detto il ministro Severino, il governo "non intende in alcun modo arretrare nemmeno sul piano simbolico".

"Per questo sono state espunte dall'iniziale elenco, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata". Apprezzamento per la decisione di Palazzo Chigi è venuto dal procuratore di Castrovillari Franco Giacomantonio, mentre per il sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti è "un colpo mortale" la chiusura del tribunale nella sua città. Tra i primi a scendere in campo, a gamba tesa, c'é il coordinatore dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri che vuole la "cacciata" della Severino. Correzioni chiede il presidente della Commissione giustizia del Senato Filippo Berselli che lamenta la chiusura dei Tribunali di Chiavari e di Bassano del Grappa "anche in considerazione del fatto che per i rispettivi nuovi Tribunali era stata spesa la somma di 14 e di 12 milioni di euro". Severino "si vergogni" dice il deputato pinerolese del Pd, Giorgio Merlo: "con la soppressione del tribunale di Pinerolo, il ministro ha manifestato profondo disinteresse nei confronti di ciò che hanno detto gli organismi consultati". Segue il governatore leghista del Piemonte Roberto Cota: "guarda caso al Nord non è stato salvato neanche un tribunale: siamo considerati da questo governo cittadini di serie B". Sulla stessa linea il governatore leghista del Veneto Luca Zaia: "se vogliono salvare solo i tribunali del sud, se li paghino con i loro soldi e non con quelli dei veneti".

A difesa del Guardasigilli, Isabella Bertolini del Pdl: "tutti invocano i tagli, ma quando poi si devono attuare si scopre che sono dolorosi. Il provvedimento era però atteso da anni. Non temo di sfidare l'impopolarità nel dire che bene hanno fatto il ministro ed il Governo a portarlo avanti". Soddisfatto per l'accoglimento delle indicazioni del suo partito è Luigi Li Gotti dell'Idv che ricorda, comunque, che "la decisione del Consiglio dei Ministri potrà, per legge, essere modificata, corretta, integrata con decreto nei prossimi due anni". Plauso al ministro viene dalla sponda amica di Confindustria. Viale dell'Astronomia ora auspica "che la riforma venga tradotta rapidamente in fatti concreti e che la riorganizzazione proceda senza ostacoli sul territorio" per dare risposte rapide e maggiore competitività alle imprese. L'Organismo unitario dell'Avvocatura, con il presidente Maurizio De Tilla, abbozza solo una parziale soddisfazione per le modifiche, ne chiede di alte e conferma la 'serrata' di due giorni a settembre.

SLITTA PUNTO SU AGENDA 2012-13 - Tutto rinviato. Il punto del governo sulle cose fatte e quelle ancora da fare, atteso per il Cdm odierno, è stato rinviato. Forse alla prossima riunione dell'Esecutivo in programma per il 24 di agosto. E' quanto riferiscono fonti ministeriali, secondo le quali il confronto sull'agenda programmatica del governo da qui alla fine della legislatura non è stato oggetto di discussione.

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