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Ue frena sul piano Monti anti-spread, è aspirina

Berlusconi: 'Non una bestemmia uscita Italia da euro'. Il 15/7 convegno Nobel su ipotesi uscita da euro

21 giugno, 20:43
Il premier Mario Monti con Silvio Berlusconi
Il premier Mario Monti con Silvio Berlusconi
Ue frena sul piano Monti anti-spread, è aspirina

di Marisa Ostolani

BRUXELLES - Uno scudo anti-spread è una sorta di 'aspirina' che attenua il dolore ma non risolve la causa. O, meglio, una tachipirina che fa calare la febbre ma non cura la malattia. Il portavoce del commissario Ue agli affari monetari Olli Rehn è ricorso ad un'immagine farmacologica per frenare sull'idea di Mario Monti di usare il fondo salva stati Efsf per mettere un argine alle oscillazioni degli spread, che penalizzano Italia e Spagna. "E' un paracetamolo finanziario che attenua il malessere, ma non risolve le cause strutturali", ha detto Amadeu Altafaj, ricordando che il ricorso al fondo salva stati "implica condizioni da rispettare, come riforme appropriate e la firma di un protocollo di intesa con la Commissione Ue".

Di fatto, l'arrivo nel paese che lo richiede degli ispettori della troika (Ue-Bce-Fmi): gli "uomini neri" che Madrid ha voluto evitare ad ogni costo, chiedendo ed ottenendo di fare transitare il prestito dell'Eurogruppo per le sue banche attraverso i fondi salva stati europei Efsf e Esm, lasciando fuori il Fondo monetario internazionale (Fmi). Da Berlino, la cancelliera tedesca Angela Merkel non ha dato giudizi, ma è sembrata possibilista: "non ci sono piani concreti, ma c'é la possibilità teorica - ha detto - che si comprino nel mercato secondario titoli di Stato, nella cornice delle condizioni previste dal contratto dell'Efsf". Difficile capire se si tratti di un'apertura. L'idea di Monti resta quella di usare il fondo bancario proprio come una 'tachipirina', per abbassare quando serve la febbre degli spread dei paesi 'virtuosi', concedendo al fondo una licenza bancaria che gli consentirebbe di attingere alle risorse della Bce, evitando il monitoraggio della Troika. Un'idea, spiegano fonti di governo, "a metà strada" fra l'intervento di Francoforte sul mercato secondario - prospettato qualche giorno fa dal ministro Enzo Moavero - e l'impiego dell'Efsf, e che è stata promossa senza riserve dai mercati: sull'onda della formazione del governo greco, le borse europee oggi hanno reagito bene e anche gli spread tra Btp e i titoli tedeschi hanno registrato una netta discesa.

Per ora, una vera e propria proposta non c'é ("é una riflessione sui modi per la stabilizzazione finanziaria", l'ha definita lo stesso Monti da Los cabos) e al momento - ha precisato Altafaj - "nessuno stato membro ha richiesto formalmente che il fondo salva stati Esfs acquisti direttamente bond sul mercato". L'euroesecutivo considera la riflessione più che legittima, ma resta convinto che "la risposta alla crisi deve essere su diversi fronti, compreso l'impegno dell'Italia a proseguire a ritmo sostenuto con le riforme strutturali, in particolare quella del lavoro". Su questo versante, vanno segnalate le parole di apprezzamento della Merkel: "i passi fatti da Portogallo, Spagna e Italia sono impressionanti", ha riconosciuto in una conferenza stampa tenuta col premier olandese Mark Rutte. Diverse fonti diplomatiche hanno escluso che lo 'scudo anti-spread' possa essere discusso domani all'Eurogruppo ("non mi risulta", ha tagliato lo stesso Altafaj), mentre hanno confermato che può essere oggetto di confronto nel vertice a quattro di venerdì a Roma, tra Monti, Merkel, Hollande e Rajoy. Le tensioni finanziarie terranno banco alla riunione dei ministri delle finanze a Lussemburgo, dove l'Italia sarà rappresentata dal viceministro Vittorio Grilli. I partner accoglieranno il ministro greco delle Finanze ad interim Giorgos Zanias, che li informerà sul nuovo governo e comincerà la battaglia per rivedere il memorandum d'intesa firmato con la troika per i due programmi di aiuti. C'é poi attesa per la richiesta ufficiale della Spagna per accedere al prestito "fino a 100 miliardi di euro" per la ricapitalizzazione delle sue banche. Madrid potrebbe presentarla domani, indicando anche la cifra precisa, che dovrebbe oscillare tra i 60 e gli 80 miliardi. Nell'eurozona si apre poi un altro fronte caldo: all'elenco dei paesi che hanno chiesto aiuti, domani si aggiungerà Cipro che ha bisogno di circa 8 miliardi di euro. Nicosia ha chiesto un prestito alla Russia per 3-5 miliardi e chiederà il resto ai partner europei di cui, dal primo luglio prossimo, diventerà presidente di turno.

BERLUSCONI: 'USCITA DA EURO NON È BESTEMMIA' - "Non credo che sia una bestemmia" l'ipotesi che l'Italia esca dall'euro e torni alla propria moneta nel caso "l'euro non abbia alle spalle una Bce che faccia la banca di garanzia ed emetta euro". Lo dice Silvio Berlusconi, nel corso della presentazione di un libro sull'America."Auspico che il presidente del Consiglio faccia valere la nostra solidità e forza economica e faccia pressing perché la Germania ammorbidisca la sua posizione", aggiunge l'ex premier. L'auspicio di Berlusconi affinché la Germania ammorbidisca le sue posizioni è perché "in due o tre tappe si possa arrivare all'unica conclusione possibile per un'Europa che non si disintegri e abbia una moneta che sia in grado di competere con le altre monete globali".

'O BCE FORTE O GERMANIA O NOI FUORI DA EURO' - "La Germania si deve convincere che la Bce deve fare la banca di garanzia, pagare i titoli emettendo euro". Lo afferma Silvio Berlusconi insistendo sulla necessità che la Banca Centrale diventi come la Fed americana. Se la Germania non dovesse accettare il cavaliere ipotizza "l'uscita dall'Euro di Berlino", sottolineando inoltre "di aver parlato con alcuni esperti tedeschi che sarebbero favorevoli". L'alternativa, secondo Berlusconi, è che "gli Stati ritornino alla propria moneta nazionale. Non sarebbe auspicabile - dice ancora - ma ci sono dei vantaggi perché da quando c'é l'euro non ci sono più le svalutazioni mentre avere una propria moneta consente con una svalutazione competitiva di aumentare le esportazioni e non ci sarebbero ripercussioni sul mercato interno".

BERLUSCONI, 15/7 CONVEGNO CON NOBEL SU USCITA EURO - "Il 15 luglio terremo un convegno alla nostra Università delle Libertà con tutti i Nobel economici, sotto la regia di Antonio Martino, per discutere dell'ipotesi di uscire dall'euro". Lo annuncia Silvio Berlusconi, nel corso della presentazione del libro di Gianstefano Frigerio.

ITALIA PERDE RICCHEZZA CON LIRA? NON CAPISCO - "Cosa succede se l'Italia, la Spagna o la Grecia dovessero tornare alla propria moneta? Non lo so. Può darsi che ci sia una perdita di ricchezza ma io non arrivo a capirlo", dice l'ex premier.

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