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Aumenta benzina, fisco rinvia scadenze

31 maggio, 12:10

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha deliberato un aumento della accisa sulla benzina al fine di reperire risorse necessarie per affrontare l'emergenza terremoto. E' quanto affermano fonti governative.

Il consiglio dei ministri ha approvato anche un decreto ministeriale di rinvio dei versamenti fiscali e contributi a settembre.

Il governo, inoltre, ha varato l'estensione dello stato di emergenza alle Province di Reggio Emilia e Rovigo. Al Presidente della Regione sono affidati i compiti di Commissario per la ricostruzione. Ai Sindaci dei Comuni colpiti dal sisma sono affidate le funzioni di Vice Commissari.

Tra le misure per l'emergenza sisma ci sono la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione, l'individuazione di misure per la ripresa dell'attività economica, la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive.

ALTRI 1.250 POSTI LETTO PER EMERGENZA - A Bologna è stato attivato un Centro di Coordinamento Soccorsi per l'emergenza terremoto e contestualmente le strutture della protezione civile continuano ad operare con un ulteriore potenziamento delle forze. Le strutture di accoglienza già attive sul territorio sono state potenziate ciascuna del 20% per un totale di ulteriori 1250 posti letto. L'eventuale restante fabbisogno assistenziale sarà soddisfatto con il ricorso alle strutture alberghiere regionali. Lo si legge nella nota di Palazzo Chigi dopo il Cdm

DEROGA PATTO STABILITA' PER RICOSTRUZIONE  - Il governo ha previsto, per decreto, la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione. Lo si legge nella nota di Palazzo Chigi.

AUMENTA LA BENZINA, FISCO RINVIA SCADENZE - Sarà dai tagli della spending review e da un nuovo aumento delle accise sui carburanti che lo Stato reperirà le risorse per far fronte all'emergenza terremoto in Emilia Romagna. Il governo ha infatti deciso di chiedere ai singoli ministeri di trovare delle risorse al loro interno nell'ambito della revisione della spesa pubblica e ha optato per un rialzo immediato di 2 centesimi sia sulla benzina che sul gasolio che scatterà già dalla mezzanotte di oggi e che resterà in vigore fino al 31 dicembre di quest'anno.

I maggiori introiti per l'Erario derivanti dal rialzo della tassazione, stimabili in circa 500 milioni di euro, serviranno come copertura alle misure prese per dare tempestivo soccorso alle istituzioni e alle popolazioni colpite. Con un decreto ministeriale il governo ha infatti deciso il rinvio a settembre dei versamenti fiscali (Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali Irpef regionali e comunali ed anche per la nuova Imu) e con un dl di immediata applicazione ha stabilito la proroga al 31 dicembre del pagamento delle rate dei mutui e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti, oltre alla deroga del Patto di stabilità per i Comuni per le spese per la ricostruzione.

Saranno inoltre concessi contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali. Per favorire la ripresa dell'attività economica sono stati inoltre previsti un credito agevolato su fondo di rotazione CDP e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale e la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto. Se sulle proroghe fiscali il mondo politico sembra compattamente d'accordo, anche se il Pdl punterebbe ad una vera e propria esenzione totale, l'aumento dell'accisa ha già scatenato le perplessità dei sindacati, dei gestori e delle associazioni dei consumatori preoccupati per il rischio che il rialzo (il sesto nel giro di un anno e mezzo) si abbatta come un nuovo fardello sulle famiglie italiane. Un pericolo che potrebbe essere scongiurato però se anche le compagnie petrolifere faranno la loro parte. Proprio per questo a scendere in campo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che ha chiesto all'Unione Petrolifera di valutare l'opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti (al netto delle imposte) per contribuire a farsi carico dell'aumento dell'imposta. Ora toccherà alle aziende valutare con la dovuta attenzione, ma "nella propria autonomia", come ha tenuto a sottolineare l'Up, l'invito "in considerazione dell'eccezionalità del momento".

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