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In 9 punti j'accuse cda Ior a Gotti Tedeschi

26 maggio, 21:19
Ettore Gotti Tedeschi
Ettore Gotti Tedeschi
In 9 punti j'accuse cda Ior a Gotti Tedeschi "Comportamenti erratici e sbagliati", eccessivo accentramento nelle politiche gestionali, "incapacita" di essere informato sull'attività della banca e nella sua difesa: sono alcune delle critiche mosse dal Cda dello Ior a Ettore Gotti Tedeschi nel documento di sfiducia in possesso del Corriere della Sera e pubblicato sul suo sito. Il memorandum - alla base della sfiducia al presidente Gotti Tedeschi - ripercorre le tappe della giornata del 24 maggio scorsi, sottolineando che è stato concepito e redatto in "base a circostanze eccezionali". Si legge, tra l'altro, che il presidente dello Ior nel corso del confronto in consiglio, "ha avuto modo di esprimersi liberamente e di fare le dovute osservazioni". Gotti Tedeschi ha parlato per oltre 70 minuti" e "intorno alle 15.40 è stata presentata la mozione di sfiducia poi votata dai consiglieri". Gotti Tedeschi, si legge nel documento, "intorno alle 16 ha lasciato il board, prima di conoscere l'esito del voto". Le motivazioni che stanno a monte della decisione di sfiducia al presidente si articolano in 9 punti: 1) incapacità di portare avanti i doveri di base del presidente; 2) incapacità di essere informato sulle attività dell'istituto e mantenerne informato di conseguenza il Cda; 3) non aver partecipato ai lavori del Cda; 4) mancanza di prudenza e precisione nei confronti della politica dell'istituto; 5) incapacità di fornire spiegazioni sulla diffusione dei documenti in possesso del presidente; 6) diffusione di notizie imprecise sull'istituto; 7) incapacità di rappresentare pubblicamente e difendere la banca di fronte a notizie imprecise da parte dei media; 8) eccessivo accentramento; 9) progressivi comportamenti sbagliati ed erratici. Alla luce di queste osservazioni e critiche, si legge nel memorandum, "alle 17 il Cda ha approvato la mozione di sfiducia. "Il Cda della sovrintendenza dello Ior - si legge in calce - non ritiene di aver più fiducia nel presidente Ettore Gotti Tedeschi e suggerisce la fine del suo mandato dalla carica di presidente e consigliere" . I lavori terminano alle 17.30

ROMA -  .

GOTTI TEDESCHI SFIDUCIATO,LASCIA GUIDA IOR - "Sono dibattuto tra l'ansia di spiegare la verità e il non voler turbare il Santo Padre". Lo dice all'ANSA Ettore Gotti Tedeschi, ieri sfiduciato dalla presidenza dello Ior. "Il mio amore per il Papa - aggiunge - prevale anche sulla difesa della mia reputazione vilmente messa in discussione".

Gotti Tedeschi parla a poche ore dalla decisione del board dello Ior che ieri sera lo ha sfiduciato e da una parte si dice "dibattuto", dall'altra conferma il suo sentimento verso Benedetto XVI. "Non voglio dire nulla per ora - ha detto - perché sono ancora dibattuto tra l'ansia di spiegare la verità e non voler turbare il Santo Padre con dette spiegazioni. Il mio amore per il Papa oggi prevale su ogni altro sentimento, persino di difesa della mia reputazione che vilmente viene messa in discussione" Finisce l'epoca di Ettore Gotti Tedeschi alla presidenza dell'Istituto Opere di religione (Ior), la "banca" vaticana al cui vertice sedeva dal 2009. L'economista e banchiere è stato infatti sfiduciato all'unanimità dai membri dal Consiglio di Sovrintendenza dell'Istituto: una decisione ampiamente condivisa tanto che contro Gotti Tedeschi ha votato anche il rappresentante della sua stessa banca di provenienza, il Banco Santander. Le motivazioni ufficiali, rese note dallo stesso board dello Ior, sono le contestazioni su gravi carenze nella governance dell'istituto, ma da autorevoli fonti vaticane si apprende che Gotti tedeschi sarebbe anche accusato di essere uno di coloro che negli ultimi tempi avrebbe fatto filtrare all'esterno notizie riservate del Vaticano. Interpellato dall'ANSA, Gotti Tedeschi non ha voluto rilasciare alcun commento. "Preferisco non dire nulla - ha detto raggiunto telefonicamente - altrimenti dovrei dire solo brutte parole. Abbiate pazienza". Ha dichiarato comunque questa sera la Sala stampa vaticana che, nel tempo, la governance dell'Istituto "ha destato progressiva preoccupazione nel Consiglio e, nonostante ripetute comunicazioni in tal senso al prof. Gotti Tedeschi, presidente dell'Ior, la situazione è ulteriormente deteriorata". Quindi, dopo una delibera, "il Board ha adottato all'unanimità un voto di sfiducia del presidente, per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio". Il board - recita la nota emanata dallo stesso organo dello Ior - adottando la mozione di sfiducia ha quindi "raccomandato" a Gotti Tedeschi "la cessazione del suo mandato quale Presidente e membro del Consiglio". I membri del Consiglio si sono detti "rattristati per gli avvenimenti che hanno condotto al voto di sfiducia, ma considerano che quest'azione sia importante per mantenere la vitalità dell'Istituto". Il Consiglio adesso "guarda avanti, al processo di ricerca di un nuovo ed eccellente presidente, che aiuterà l'Istituto a ripristinare efficaci ed ampie relazioni fra l'Istituto e la comunità finanziaria, basate sul mutuo rispetto di standards bancari internazionalmente accettati". L'uscita di scena di Gotti Tedeschi sarà ratificata domani dalla Commissione Cardinalizia di vigilanza, presieduta dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, alla quale appartiene il potere decisionale. Verrà formalizzata anche la nomina di un presidente 'ad interim', che sarà l'attuale vice presidente Ronaldo Hermann Schmitz, rappresentante della Deutsche Bank nel Consiglio Ior. La "banca" vaticana, dunque, torna ad attraversare un periodo di turbolenza, con il quale questa volta avrebbe a che fare anche il caso 'Vatileaks', cioé la pubblicazione di notizie e documenti riservati del Vaticano che negli ultimi tempi hanno fatto molto discutere. Gotti Tedeschi - da quanto si é appreso da autorevoli fonti - sarebbe tra i sospettati di aver fatto filtare notizie riservati. Questo si è aggiunto alle preoccupazioni e alle contestazioni sulla gestione dello Ior, sulle quali l'ormai ex presidente non avrebbe dato risposte adeguate. L'estromissione del "banchiere del Papa", non avrebbe a che fare, invece, dicono ancora fonti vaticane, con l'attuazione delle nuove normative vaticane in materia di anti-riciclaggio
 

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