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Clini, protesta non ha ragioni ambientali

Verdi, non e'vero. Idv, tavolo con ue. Sostegno Pd a Monti

03 marzo, 20:58
Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini
Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini
Clini, protesta non ha ragioni ambientali

 Il governo persiste nella decisione di andare avanti sulla linea ad alta velocità Torino-Lione: dopo il richiamo alla fermezza del premier Mario Monti ieri, oggi il ministro dell'ambiente Corrado Clini è entrato nel merito, cercando di "scardinare" alcune delle obiezioni avanzate dai sostenitori del no Tav. Il Pd a Torino conferma il sostegno alla linea Monti, mentre da parte sindacale, se la Cgil insiste per il dialogo, Cisl e Uil difendono la scelta del Governo. Dal Pdl viene rilanciata la proposta di una "marcia dei sì". "Non ci sono ragioni ambientali all'origine della protesta" ha detto a Trieste il ministro Clini, spiegando che il tracciato, "drasticamente modificato rispetto alla versione originale soprattutto grazie ai suggerimenti e alle pressioni delle popolazioni, tiene conto in maniera puntuale, quasi ossessiva, di tutte le precauzioni ambientali che erano state indicate per evitare un impatto ambientale negativo". Il ministro ha anche ricordato che "i due Comuni che sono coinvolti dal tracciato, Susa e Chiomonte, sono d'accordo con l'opera".

Clini ha assicurato che "grazie alle pressioni dei movimenti ambientalisti e delle popolazioni" il progetto "é un caso di scuola di ingegneria sostenibile per la difesa dell'ambiente" e ha definito "un falso la storia per cui oggi l'opera sarebbe non più utile dal punto di vista del sistema delle comunicazioni". I dati del traffico merci sull'asse in questione, ha spiegato, "sono crollati per due ordini di motivi: per quello che è avvenuto in questi anni in Val Susa e perché la galleria attuale, del 1857, è conformata in maniera tale da non consentire il trasporto dei Tir. Perciò è stata risagomata, e assoggettata a una procedura di gestione che ha previsto il senso unico alternato: questo ha determinato il crollo del trasporto delle merci con i container". Spiegazioni che convincono Roberto Menia di Fli: "le parole di Clini fanno chiarezza in modo definitivo", ma che invece il presidente dei Verdi rispedisce al mittente: "il ministro non conosce gli atti del suo ministero" perché "sul progetto della Torino-Lione gravano ben due ricorsi al Tar da parte delle associazioni ambientaliste per violazione delle normative ambientali".

Fanno molto discutere, poi, le parole di Fabio Granata del Fli, che accusa Monti di "ipocrisia e provocazioni" perché "ha già deciso e finge di voler dialogare ma solo per lanciare avvertimenti ai manifestanti". Gli replicano il deputato del Pdl Guido Crosetto ("Granata sembra giustificare i modi della protesta") e Antonio De Poli dell'Udc: "il Terzo polo non può avere nulla a che fare con i toni usati da Granata". Il Pd, in un vertice a Torino, conferma il pieno sostegno alla linea Monti esprimendo "preoccupazione per la violenza e l'illegalità diffusa che si sono manifestate in questi giorni", ma i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante rivendicano il diritto al dissenso. L'Idv insiste sulla necessità di fermare l'opera e aprire un tavolo tecnico con l'Ue e il Prc insiste nella richiesta di sospendere i lavori, mentre il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini dice che "si sono persi anni a dialogare" ed è stato giusto farlo ma "oggi l'opera va fatta, perché l'Italia rischia di scivolare in serie C". Dal Pdl, Agostino Ghiglia rilancia la proposta di una "marcia dei sì" alla Tav avanzata ieri dal governatore del Piemonte Roberto Cota.

Sul fronte sindacale, sfumature diverse nelle dichiarazioni dei leader. Per Susanna Camusso della Cgil "il dialogo è essenziale in tutte le situazioni", e anche Raffaele Bonanni della Cisl difende la scelta di "discutere con la popolazione e le realtà non violente" ma poi aggiunge che "accettare diktat da parte dei violenti è sbagliato ed é sbagliato accettare i diktat da parte di chi non vuole l'opera". Più netto Luigi Angeletti della Uil: l'Italia "ha bisogno di quell'opera di collegamento con l'Europa, è un corridoio strategico" e la sua realizzazione "comporta nuovi posti di lavoro di cui abbiamo estremo bisogno".

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