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Lavoro, Fornero: 'Riforma in poche settimane'

Confindustria con Monti: l'art.18 è sul tavolo

03 febbraio, 16:18
Il ministro Fornero con il sottosegretario Martone
Il ministro Fornero con il sottosegretario Martone
Lavoro, Fornero: 'Riforma in poche settimane'

Incontro a palazzo Chigi tra il premier Mario Monti, il leader del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini, quello del Pdl Angelino Alfano e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
I capigruppo del Pdl di Camera e Senato Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto e l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sono stati ricevuti a palazzo Chigi dove era presente il ministro del Welfare Elsa Fornero.

ROMA - La riforma del mercato del lavoro e' ''un treno'' che l'Italia non puo' perdere e il governo la fara' con o senza l'accordo con le parti sociali. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, lo dice chiaramente al tavolo a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Divise sull'articolo 18 e la possibilita' di un intervento di modifica, per il quale si schiera Confindustria che, secondo il leader Cgil Susanna Camusso, ''si fa prendere un po' la mano sull'idea che si possano avere delle scorciatoie sui licenziamenti''. Una riforma che il ministro battezza: dopo gli interventi del governo 'Salva Italia' e 'Cresci Italia', propone di chiamarla 'Resta e cresci in Italia'. Il dialogo proseguira', tra una decina di giorni ci sara' un nuovo incontro, dice il ministro che assicura ''la piena disponibilita' di ascolto'' ma al tempo stesso evidenzia ''la piena determinazione del Governo a realizzare una riforma incisiva nel volgere di poche settimane''. I tempi sono stretti: ''Ci sono due-tre settimane per chiudere, piu' due che tre'', precisa. E ci sono ''i vincoli europei'': le priorita' della riforma ''debbono essere perseguite'' nel loro ''piu' rigoroso rispetto'', evidenzia ancora Fornero. Al termine del tavolo, il ministro parla di un ''incontro contrassegnato da un clima positivo e di collaborazione'': la riforma del mercato del lavoro ha ''obiettivi generali condivisi, mi sento di dire, da tutti i partecipanti: lotta alla disoccupazione, in particolare giovanile, oggi al centro dell'attenzione europea, aumento dell'occupazione femminile, innalzamento dei livelli retributivi attraverso la crescita della produttivita'''. Fornero li indica in una nota che diffonde a conclusione dell'incontro durato circa tre ore. E' invece il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a riferire che ''sul tavolo c'e' il tema'' dei licenziamenti per motivi economici e quindi del reintegro e dell'articolo 18. ''Il ministro ha parlato di licenziamenti per motivi economici, senza il reintegro ma solo con l'indennita' di licenziamento'', afferma Marcegaglia. Che sull'articolo 18 e' altrettanto chiara e si schiera sulla posizione del governo indicata dal premier Mario Monti: ''Non deve essere piu' un tabu''', crea ''una dicotomia drammatica, pesantissima''. E propone di arrivare alla ''formulazione'' che preveda il reintegro ''per tutti i casi di licenziamento discriminatorio. Negli altri una indennita' di licenziamento''. I sindacati non ci stanno: ''invitiamo il governo ad una maggiore cautela sia nel modo di parlare che nel modo di agire'', dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: l'articolo 18 non va ''soppresso ma va mantenuta la sua civile e importante funzione''. L'articolo 18 non si tocca per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: ''Il problema che abbiamo non e' quello dei licenziamenti, e' invece quello di come si crea lavoro in questo Paese''. Il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, dice: ''Non abbiamo totem, abbiamo delle ragioni''. E boccia l'ipotesi di ridurre il reintegro ai casi di discriminazione ma riconosce che nei casi di crisi aziendali e ristrutturazioni ''un motivo c'e' non fa piacere ma c'e'''. Sindacati e imprese comunque garantiscono la volonta' di trattare con il governo. Fornero chiede di distinguere tra ''flessibilita' 'cattiva', da eliminare, e flessibilita' 'buona', da valorizzare; parla del ''riordino'' degli ammortizzatori sociali, con un'apertura verso la posizione delle parti sociali, ''attraverso una piu' uniforme distribuzione delle tutele, sia fra segmenti del mercato sia durante il ciclo di vita delle persone''. E sottolinea l'importanza dell'apprendistato, ''che dovra' diventare la forma tipica di ingresso dei giovani'' e della formazione.

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